Il nome Fiammetta mi è sempre piaciuto, anche se non riferito a Boccaccio. Nella mia mente adolescenziale sostituii Vanna (anche se per decenni sono stata convinta si chiamasse Fiammetta, ero sicura di averlo letto nel mio libro di letteratura del liceo), moglie giovinetta di Jacopone da Todi, morta sotto le macerie dopo una scossa di terremoto verificatasi durante il banchetto di nozze. Sul corpo di lei fu trovato un cilicio (mi sa che non era molto felice di sposarsi) e la cosa sconvolse Jacopone a tal punto da indurlo a prendere i voti.
A mia discolpa aggiungo solo che, all'epoca del rapimento estatico per Vanna-Fiammetta, avevo appena finito di leggere l'opera omnia di Kafka, dopo aver letto quella di Dostoevskij.
E niente, è andata così.

Brigata Natal'ja spacca, tessera n. 3. Resta uno dei miei nomi preferiti in assoluto (sì, Guerra e pace ha trapassato anche me).