Piove,
e penso perennemente
a peregrini
passaggi
assaggi di vita sotto le gocce
appendo alle grucce del passato
cio' che passa
e cio' che e' stato
brancolo
fuori dal branco
e colo i colori del buio
muoio
e mi rintano nel silenzio
al posto di un urlo
mi bullo
di me stesso
con atti di autononnismo
la mia noia
diventa naja
spero di sparare
ancor più di sparire
ma esigo
sorrido e mi imbatto
in abbracci stretti
e distratti.
Piove,
e forse vorrei piovere
anche io
per parlare e rispondere
con la parola Dio.
Innominato
Donabbondio di me stesso
e delle mie paure.
Bravo
appoggiato al muro della vita
Manzoniano per camminare
perche' in fondo
vorrei vivere
per fare quello
che non s'ha da fare