Citazione di: .Christina. il 03 Set 2023, 14:45
Eh dipende, non tutti i genitori possono proporre un modello ideale, per questo secondo me a scuola l'educazione sentimentale andrebbe assolutamente insegnata, di modo che i bambini possano paragonare in qualche modo il loro vissuto, nel caso fare presente la cosa e se necessario essere aiutati. Certo dovrebbero insegnarla figure professionali come psicologi o psicoterapeuti, anche se resto convinta che certi messaggi si insegnano anche con l'esempio, sia a casa che a scuola.
Ma poi gli insegnanti hanno il preciso dovere invece, di leggere le emozioni e capire le problematiche più o meno grandi che un bambino può avere, altrimenti li mettiamo davanti a un robottino e in qualche modo imparano lo stesso. Scuola è anche scuola di vita, diceva mio padre.
E ti dirò, se un insegnante ritiene di dover dare una lezione educativa al di là delle nozioni accademiche dovrebbe avere un po' di sostegno dalla famiglia!
Io mi ricordo in quinta elementare, non ricordo in che occasione ma dovevamo presentare una specie di tesina alla presenza delle famiglie e la maestra ci aveva messo in fila. Chiaramente c'era lo stron.zetto della classe che sgomitava e passava avanti. Richiamato e avvertito più volte dalla maestra, lui rideva e ricominciava. Alla fine la maestra gli disse "sai che c'è cocco mio? la tua tesina la presenterai per ultimo". È così è stato. I genitori non hanno fatto una piega, giustamente. E forse quel ragazzino da grande sarà un po' meno stron.zetto.
Io, per dire, ebbi la prima lezione sul tema "sessualità", molto blanda, a 15 anni, in seconda superiore di un istituto tecnico, eppure non l'ho mai percepita come una mancanza particolare nel mio percorso educativo.
Ovviamente certi discorsi mi furono fatti prima dai miei genitori, capisci da te che una classe con 20 adolescenti non è proprio il luogo ideale per avere una discussione funzionale su certi temi.
Il fatto che oggi si dia per assodato che questi siano temi accettabili per bambini delle medie o addirittura alle scuole materne (!!!) mi fa francamente allibire.
E che soprattutto certi temi di interesse sociale (perchè di questo stiamo parlando) , tipo il significato del consenso e del rispetto possano ricevere la giusta ricezione prima di un dato periodo e di un percorso di crescita, anche personale, dei soggetti.
Non tutti maturano e imparano alla stessa velocità o con la stessa propensione.
Per questo devono muoversi le famiglie e devono essere le famiglie a potersi interfacciare direttamente con le scuole su certi argomenti, prima e regolarmente.
L'errore che mi pare di percepire è che si consideri come se la scuola e la famiglia si trovino in competizione, non è necessariamente così, e laddove lo è si tratta di una distorsione, spesso imposta dalle scuole di livello inferiore che si sentono in dovere di imporsi, perchè gli educatori capaci non hanno nessun bisogno di sconfinare nel campo familiare ma invece si approcciano in modo nettamente diverso.
Io della scuola ricordo due cose, come provassi fastidio al livello generale delle lezioni, e come imparai ben presto, attorno alle medie, a livellarmi per evitare di essere definito "secchione".
Il resto era un tentativo di far passare il tempo affinchè potessi dedicarmi ai miei interessi, il nozionismo e le scadenze mi davano fastidio e le percepivo come qualcosa che non mi aggiungevano assolutamente nulla, infatti le ignoravo di proposito, mai fatto compiti estivi per esempio, nonostante le lamentele degli insegnanti.
Quindi in un certo senso capisco il discorso che fai sull'esempio dello str....etto, ma dall'altro mi vengono altre considerazioni tipiche del mio carattere, a me probabilmente si sarebbe direttamente chiusa la vena ad essere relegato per ultimo e me ne sarei semplicemente uscito dalla classe senza dire nulla.
Magari uno si impegna in modo particolare e vuole vedersi riconosciuti i suoi sforzi, magari proprio perchè in presenza della famiglia, cioè, non conosco il caso specifico, però ecco, io coincidentalmente iniziavo ad impegnarmi solo quando sapevo che mamma o papà avevano colloquio con insegnanti a breve, ero proprio fatto così, vedermi riconosciuta la cosa mi dava soddisfazione e mi faceva stare bene, gli insegnanti, soprattutto alle medie, tolti un paio (matematica e scienze), non potevo soffrirli perchè era chiaro, ai miei occhi, che non mi trattassero come pensavo di meritare.
Quindi si, l'approccio sbagliato spesso porta quello che ci tiene troppo, poi, a non tenerci più per niente, almeno finchè non ritrova lo stimolo.