Sfogatoio

Aperto da arkham, 29 Mar 2010, 12:07

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sweeper77

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infatti italic ha ragione
non pensate che l'estero sia una sorta di eldorado, molte persone che l'hanno trovato partivano già da una base solida seppur sottopagata in italia, ed a fronte di una richiesta all'estero a uno stipendio ben più retribuito hanno scelto di andare.
Con la conseguenza di perdere eventi importanti come il papà di tarallo (un abbraccio), e con molte difficoltà, lingua, affetti.
Certo se oggi uno pensa di laurearsi e trovare la fila di richieste è logico che ci rimanga male ed affranto, e badate bene, questo non è MAI dipeso da noi, ma da politiche di flessibilità, economiche, lavorative imposte da chi ha sempre preso la mazzetta per fare gli interessi di pochi a dispetto della massa.
Una massa che oggi si deve adattare, imbianchino, barista, commessa..pur avendo 1-2-3 lauree, a vivere con uno stipendio da fame, a vivere con l'aiuto di chi lo ha a cuore, ma che non deve MAI arrendersi, la vita è una giostra, prima o poi a tutti indistintamente l'occasione si manifesta, certo nell'attesa il tempo perso è una tagliola sul cuore, ma se si ha la forza di non arrendersi, quell'occasione arriverà.
Un abbraccio a tutti quelli che sono in questa situazione, mia moglie compresa, non mollate mai, noi non vi lasceremo mai soli

frontwards

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Citazione di: silvia84 il 24 Gen 2013, 11:00
non è solo quello è che, perdonami, tutti i cazzi miei non li voglio proprio raccontare

of course...and i hope that despite all the struggles you've had to face everything will work out just great.
keep strong.
big hug to you Silvie', and to Tara' (and his dad...thanks for sharing that).
SFL

Davy_Jones

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Citazione di: italicbold il 24 Gen 2013, 11:05
Continua Silvia, continua.
Non pensare che tutto il mondo sia una merda...anche se é vero non serve a nulla.
Continua, dai le capocciate al muro e vedi che prima o poi lo sfondi.
Un abbraccio forte a te e a tutti quelli che stanno nella tua stessa situazione.

io non posso dare consigli a nessuno (v. Silvia) perche' lavoro in un settore tutto sommato piccolo e molto autoreferenziale (secondo me), pero' questa frase (ib scusami, non me ne volere, la sto interpretando "letteralmente") personalmente la trovo agghiacciante. e' una condanna. come diceva monicelli: la speranza e' una trappola.

io sono stato fuori anni, sono tornato per i miei buoni motivi, sono riandato fuori e sono ritornato per altri buoni motivi, e sarei disposto a riandare fuori se trovassi condizioni migliori di quelle in cui mi trovo oggi. ma da quando studiavo a oggi ho conosciuto maree di ragazzi che non volevano andare fuori. in molti casi, manco fuori da roma. ragazzi che preferivano (preferiscono) prendere borse da fame (anche per anni) in attesa di un posto di dottorato da 900 euro al mese (con calcio in culo finale), invece che andare subito a prendersi un PhD fuori; per poi ripetere la stessa cosa con le borse post-dottorato: meglio una serie infinita di assegni da 500 euro al mese piuttosto che due anni come si deve altrove. in tutta sincerita' non credo che tutta sta gente abbia seri motivi di necessita' per restare. uno o due delle decine che ho conosciuto forse si. per tutti gli altri era una scelta chiara e consapevole, e la logica era: Continua, dai le capocciate al muro e vedi che prima o poi lo sfondi. qualcuno alla fine il muro l'ha sfondato, nel senso che dopo 15 anni di borse oggi ha ottenuto forse quello che voleva dall'inizio (cioe', nel mio campo, il posto fisso, voglio essere greve), ma la maggior parte il muro non l'ha sfondato. ha solo perso una marea di tempo, ritrovandosi alla fine a scrivere lettere ai giornali o email per denunciare, in sostanza, il fatto che il muro non s'e' sfondato mentre la capoccia loro si'. le lezioni che questi mi hanno passato sono: 1) non bisogna avere paura di fare cose difficili; 2) non bisogna perdere tempo a prendere a capocciate i muri. i muri si sfondano con i bazooka. se proprio volete sfondare il muro, tornate quando avrete un bazooka.

Scialoja

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Non mi sento di aggiungere altro a quello che ha detto silvia, che mi sembra descriva perfettamente la situazione mia e di molti altri...

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frontwards

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Citazione di: Scialoja il 24 Gen 2013, 11:41
Non mi sento di aggiungere altro a quello che ha detto silvia, che mi sembra descriva perfettamente la situazione mia e di molti altri...

it's in your hands to change it...if you want, you can change it

sweeper77

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dj il discorso di silvia però è diverso.
tu hai portato cmq esempi tangibili di lavoro nel senso.
se a me laureato mi danno 900 euro al mese ma rimango vicino ai miei cari e lavoro per quello che ho studiato, e ricevo una proposta di 2000 euro fuori italia, magari decido di rimanere per comodità in attesa, o decido di andare con la speranza di fare carriera. e qui si tratta di un'opinione
il discorso cambia con gli esempi di pag e silvia... se a me mi offrono di lavorare gartis, o a 400 euro al mese per fare un lavoro non attinente ai miei studi...io le capocciate al muro le continuo a dare, perchè non posso adattarmi a fare una cosa simile

porgascogne

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lo sapevo che IB e tarallo avrebbero risposto, anzi lo volevo
tutti consapevoli, ovvio, che le vs scelte sono state fatte a fronte di blood, sweat & tears ed in un'epoca indubbiamente migliore dal punto di vista della crescita mondiale e del conseguente affollamento alle frontiere

ma guardiamo la situazione OGGI, però
l'europa è morente (ciò che dice IB sull'europeizzazione della stronzaggine, è vero) e, se proprio dovete partire, andatevene in brasile, in russia o in cindia

a barcellona è pieno de italiani in totale sbandamento e magari a pavia c'è maggiore richiesta

il fatto é che quanto descritto da pag è ignobile: la mia reazione sarebbe quella dell'aggressione fisica, non scherzo
ma vero è anche che non c'è abbastanza terziario per tutte le persone formate da una crescita universitaria
peraltro, le condizioni dell'artigianato e dell'industria italiana sono al limite della sopravvivenza e la manodopera che serve a questi due comparti cresce a dismisura fra le file degli immigrati
molto spesso laureati anche loro

le denunce vanno fatte, le cause vanno fatte, ad una proposta indecente si risponde con una risata in faccia ed uno sputo
non ci si può sempre piegare, non si può sempre abbozzare
chi scimmiotta l'america (ma magari ce fosse l'america, qui: se non paghi le tasse te metto ar gabbio, ammerda) va preso a pizzoni

il problema, del quale mi rendo conto e sono perfettamente consapevole, è però quello della mancanza di solidarietà: se non c'è solidarietà, ogni lotta fatta da uno resta la lotta di un solitario
se c'è uno che cede, il sistema ha vinto
queste merde hanno vinto

di questo dovete convincervi: no de scappa'
perché magari andare a dublino o a cracovia e ve trattano pure peggio, ma lì scatta il fascino dell'esilio

Scialoja

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Citazione di: frontwards il 24 Gen 2013, 11:45
it's in your hands to change it...if you want, you can change it

Frontwards, quello che dici è vero ma fino a un certo punto...uno ci prova in tutti i modi, facendo corsi di approfondimento, specializzazioni, stage da schiavo, tirocini, ci si reinventa in 200 modi diversi...e intanto il tempo passa,  e ti chiedi cos'altro devi fare per poter avere una possibilità...e il tuo futuro non è più in mano a te...non è più nelle tue mani...

Avevo una grossa speranza per un posto in un noto centro scommesse come grafico web, ma poi alla fine mi è stato detto che le cose sono cambiate e che si trovano costretti a licenziare invece che ad assumere...

L'ultima offerta "concreta" che mi è stata fatta? stage di 6 mesi in un'azienda di videoproduzioni senza garanzie su eventuale assunzione (manco a progetto) e soprattutto 200 euro mensili di spese DA PARTE MIA verso l'azienda per l'utilizzo dei computer...vi rendete conto? devo pagare se voglio lavorare! tragicomicamente mi ricorda un episodio di fantozzi...


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porgascogne

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Citazione di: Davy_Jones il 24 Gen 2013, 11:38da quando studiavo a oggi ho conosciuto maree di ragazzi che non volevano andare fuori. in molti casi, manco fuori da roma. ragazzi che preferivano (preferiscono) prendere borse da fame (anche per anni) in attesa di un posto di dottorato da 900 euro al mese (con calcio in culo finale), invece che andare subito a prendersi un PhD fuori; per poi ripetere la stessa cosa con le borse post-dottorato: meglio una serie infinita di assegni da 500 euro al mese piuttosto che due anni come si deve altrove. in tutta sincerita' non credo che tutta sta gente abbia seri motivi di necessita' per restare. uno o due delle decine che ho conosciuto forse si. per tutti gli altri era una scelta chiara e consapevole

questo è verissimo: conosciute personalmente due persone così

una fa l'assistente/schiava al suo professore in attesa di uno strapuntino in università

l'altra, dopo anni di supplenze, è diventata di ruolo da poco ed ha sotterrato una brillantissima carriera di ricercatrice da biologa molecolare (che contava già tantissime pubblicazioni e partecipazioni a conferenze) solo perché era una cosa più sicura (e pensare che dall'estero se la litigavano)

mah

Tarallo

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L'esilio, di per se', porga credimi, non ha alcun fascino. Se lo ha su chi resta mi dispiace per loro.

porgascogne

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Citazione di: Tarallo il 24 Gen 2013, 11:52
L'esilio, di per se', porga credimi, non ha alcun fascino. Se lo ha su chi resta mi dispiace per loro.

a quello mi riferivo

Davy_Jones

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Citazione di: sweeper77 il 24 Gen 2013, 11:45
dj il discorso di silvia però è diverso.
tu hai portato cmq esempi tangibili di lavoro nel senso.
se a me laureato mi danno 900 euro al mese ma rimango vicino ai miei cari e lavoro per quello che ho studiato, e ricevo una proposta di 2000 euro fuori italia, magari decido di rimanere per comodità in attesa, o decido di andare con la speranza di fare carriera. e qui si tratta di un'opinione
il discorso cambia con gli esempi di pag e silvia... se a me mi offrono di lavorare gartis, o a 400 euro al mese per fare un lavoro non attinente ai miei studi...io le capocciate al muro le continuo a dare, perchè non posso adattarmi a fare una cosa simile

non c'e' dubbio che la realta' descritta da pag e' oscena e chiunque ci si trovi in mezzo ha tutta la mia solidarieta': pero' vanno denunciati. io sono in causa da anni per una questione molto meno seria (garantisco). nel mio post mi riferivo unicamente alla logica che sta dietro la frase delle capocciate al muro.

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sweeper77

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scialò..ce abbatteresti er muro de berlino a capocciate  :beer:

HMD

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Citazione di: porgascogne il 24 Gen 2013, 11:48
le denunce vanno fatte, le cause vanno fatte, ad una proposta indecente si risponde con una risata in faccia ed uno sputo
non ci si può sempre piegare, non si può sempre abbozzare
chi scimmiotta l'america (ma magari ce fosse l'america, qui: se non paghi le tasse te metto ar gabbio, ammerda) va preso a pizzoni

Sono d'accordo al 2000 per cento, soprattutto di questi tempi in cui le aziende e i padroni-, ops datori di lavoro- se ne approfittano dell'enorme richiesta a fronte di un'offerta inesistente.
Ma soprattutto credo che serva iniziare da qualche parte.

Ad es. quasi tutti quelli che conosco non sono proprio messi in regola, ossia, se pur con un contratto regolarmente denunciato, svolgono altre mansioni rispetto a quelle previste, o anche non vengono pagati il giusto rispetto a loro colleghi stessa mansione, o ancora lavorano con contratti in realtà fasulli (tipo progetto in luogo di tempo determinato o progetto per attività in cui il progetto non sarebbe neanche previsto).

E allora se non ti va bene, fagli causa, ribellati e combatti.

Io dico sempre che, seppur in minima parte, siamo anche NOI concausa dell'attuale panorama del mondo del lavoro.
Chiaro che ciascuno abbia bisogno di un posto di lavoro per campare, ma le aziende ed i posti di lavoro generalmente intesi sono fatti di persone...

Minima parte appunto, relativamente.

X gli States: dopo 3 mesi con un visto turistico sei obbligato ad uscire perchè non in possesso di Greencard. E senza quella non lo leggono neanche il cv, proprio perchè sono un Paese SERIO, se assumono qualcuno senza green card finiscono in galera...

italicbold

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Citazione di: Davy_Jones il 24 Gen 2013, 11:38
io non posso dare consigli a nessuno (v. Silvia) perche' lavoro in un settore tutto sommato piccolo e molto autoreferenziale (secondo me), pero' questa frase (ib scusami, non me ne volere, la sto interpretando "letteralmente") personalmente la trovo agghiacciante. e' una condanna. come diceva monicelli: la speranza e' una trappola.

io sono stato fuori anni, sono tornato per i miei buoni motivi, sono riandato fuori e sono ritornato per altri buoni motivi, e sarei disposto a riandare fuori se trovassi condizioni migliori di quelle in cui mi trovo oggi. ma da quando studiavo a oggi ho conosciuto maree di ragazzi che non volevano andare fuori. in molti casi, manco fuori da roma. ragazzi che preferivano (preferiscono) prendere borse da fame (anche per anni) in attesa di un posto di dottorato da 900 euro al mese (con calcio in culo finale), invece che andare subito a prendersi un PhD fuori; per poi ripetere la stessa cosa con le borse post-dottorato: meglio una serie infinita di assegni da 500 euro al mese piuttosto che due anni come si deve altrove. in tutta sincerita' non credo che tutta sta gente abbia seri motivi di necessita' per restare. uno o due delle decine che ho conosciuto forse si. per tutti gli altri era una scelta chiara e consapevole, e la logica era: Continua, dai le capocciate al muro e vedi che prima o poi lo sfondi. qualcuno alla fine il muro l'ha sfondato, nel senso che dopo 15 anni di borse oggi ha ottenuto forse quello che voleva dall'inizio (cioe', nel mio campo, il posto fisso, voglio essere greve), ma la maggior parte il muro non l'ha sfondato. ha solo perso una marea di tempo, ritrovandosi alla fine a scrivere lettere ai giornali o email per denunciare, in sostanza, il fatto che il muro non s'e' sfondato mentre la capoccia loro si'. le lezioni che questi mi hanno passato sono: 1) non bisogna avere paura di fare cose difficili; 2) non bisogna perdere tempo a prendere a capocciate i muri. i muri si sfondano con i bazooka. se proprio volete sfondare il muro, tornate quando avrete un bazooka.

Non ci siamo capiti...ognuno ha i suoi muri da sfondare.
E il come sfondarli nessuno ha la formula segreta.
Quello che intendevo era proprio il contrario. Non mollare mai, continuare a insistere senza aver paura di sbagliare.


Pag

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Io una cosa non l'ho mai capita, ma forse sarò scema... leggo da sempre che una soluzione potrebbe essere lasciare l'italia, cambiare città, trasferirsi.
Ci ho pensato anche io, confesso e tutt'ora ci penso ma....

Cioè.. io se devo cambiare città per lavoro ho 2 possibilità:

trasferirmi per un tot di tempo e fare colloqui e guardarmi intorno
mandare cv da qui, fissare incontri ed andare

In entrambi casi DEVO AVERE SOLDI per farlo.

Cioè.. qualsiasi cambio che uno faccia di città implica la necessità di trovare un buco dove vivere, avere un minimo di fondo di salvezza.

Io non conosco la realtà dei tempi in cui Italic e tarallo si so' trasferiti, come tutti gli altri. e non conosco la realtà di chi ora lo fa ma.... io non potrei.

Elimino il fattore "sentimentale" legato ai miei genitori che sono grandi, 70enni e rimarrebbero soli con i loro acciacchi già evidenti.. di fronte a questo dolore, che già sento al solo pensarci, non prendo manco in considerazione l'altro enorme del lasciare la mia città ed i miei amici.

e poi??? Siamo ridotti ad una condizione così pietosa (io e altri precari intendo) da arrivà per puzza a fine mese. io non potrei permettermi al momento manco un affitto altrove. Vivo in una casa di famiglia, non è mia. potrei affittarla e pensare di chiedere ai miei parte dell'affitto, visto che i lavori e l'arredamento in parte lo abbiamo pagato noi. non mi basterebbe per vivere, comunque, e fino a che non trovassi un'altra possibilità stabile, non potrei quindi affittare casa mia ad altri... torno e 'ndo andiamo???

Io non capisco proprio la "facilità" con la quale si dice "parti".. la invidio.
Io al momento ho 800€ sul mio conto, chiederò il sussidio di disoccupazione e vedrò i primi soldi fra circa 2 mesi (circa 700 euro netti). anche se trovassi lavoro, si parlerebbe di primo stipendio fra minimo un mese... e devo avè circa 10.000€ del mio attuale lavoro.... come potrei partì??? per andare dove???? a fare che, per una come me, senza specializzazione??

Mi sono sempre "fatta" da sola non avendo finito gli studi.. liceo classico, 3 anni di finta università e poi lavoro. Segretaria, account, magazziniera, segreteria commerciale, direzionale e poi rinizi.. operatrice di call center, supporter di sala, Team leader, supervisor, responsabile di filiale....
Ma mo'.. che so' fa??? ho 41 e conosco solo l'inglese, e dico solo perchè ormai si richiedono almeno 2 lingue, e comunque l'inglese che conosco magari non è proprio fluente (ok, potrei fare un corso...) ma come mi posso vendere???
e non ho problemi ad accettà cose, potrei fare la cameriera ma sono consapevole che non è che ci si inventa cameriera... e chi darebbe possibilità ad una 41 enne rispetto ad una 20enne??

Cioè... qual'è il segreto del "vai all'estero, parti"??

italicbold

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Citazione di: porgascogne il 24 Gen 2013, 11:48
lo sapevo che IB e tarallo avrebbero risposto, anzi lo volevo
tutti consapevoli, ovvio, che le vs scelte sono state fatte a fronte di blood, sweat & tears ed in un'epoca indubbiamente migliore dal punto di vista della crescita mondiale e del conseguente affollamento alle frontiere

ma guardiamo la situazione OGGI, però
l'europa è morente (ciò che dice IB sull'europeizzazione della stronzaggine, è vero) e, se proprio dovete partire, andatevene in brasile, in russia o in cindia

a barcellona è pieno de italiani in totale sbandamento e magari a pavia c'è maggiore richiesta

il fatto é che quanto descritto da pag è ignobile: la mia reazione sarebbe quella dell'aggressione fisica, non scherzo
ma vero è anche che non c'è abbastanza terziario per tutte le persone formate da una crescita universitaria
peraltro, le condizioni dell'artigianato e dell'industria italiana sono al limite della sopravvivenza e la manodopera che serve a questi due comparti cresce a dismisura fra le file degli immigrati
molto spesso laureati anche loro

le denunce vanno fatte, le cause vanno fatte, ad una proposta indecente si risponde con una risata in faccia ed uno sputo
non ci si può sempre piegare, non si può sempre abbozzare
chi scimmiotta l'america (ma magari ce fosse l'america, qui: se non paghi le tasse te metto ar gabbio, ammerda) va preso a pizzoni

il problema, del quale mi rendo conto e sono perfettamente consapevole, è però quello della mancanza di solidarietà: se non c'è solidarietà, ogni lotta fatta da uno resta la lotta di un solitario
se c'è uno che cede, il sistema ha vinto
queste merde hanno vinto

di questo dovete convincervi: no de scappa'
perché magari andare a dublino o a cracovia e ve trattano pure peggio, ma lì scatta il fascino dell'esilio

Assolutamente d'accordo.
Cribbio, al 100%

italicbold

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Citazione di: Pag il 24 Gen 2013, 12:39
Io una cosa non l'ho mai capita, ma forse sarò scema... leggo da sempre che una soluzione potrebbe essere lasciare l'italia, cambiare città, trasferirsi.
Ci ho pensato anche io, confesso e tutt'ora ci penso ma....

Cioè.. io se devo cambiare città per lavoro ho 2 possibilità:

trasferirmi per un tot di tempo e fare colloqui e guardarmi intorno
mandare cv da qui, fissare incontri ed andare

In entrambi casi DEVO AVERE SOLDI per farlo.

Cioè.. qualsiasi cambio che uno faccia di città implica la necessità di trovare un buco dove vivere, avere un minimo di fondo di salvezza.

Io non conosco la realtà dei tempi in cui Italic e tarallo si so' trasferiti, come tutti gli altri. e non conosco la realtà di chi ora lo fa ma.... io non potrei.

Elimino il fattore "sentimentale" legato ai miei genitori che sono grandi, 70enni e rimarrebbero soli con i loro acciacchi già evidenti.. di fronte a questo dolore, che già sento al solo pensarci, non prendo manco in considerazione l'altro enorme del lasciare la mia città ed i miei amici.

e poi??? Siamo ridotti ad una condizione così pietosa (io e altri precari intendo) da arrivà per puzza a fine mese. io non potrei permettermi al momento manco un affitto altrove. Vivo in una casa di famiglia, non è mia. potrei affittarla e pensare di chiedere ai miei parte dell'affitto, visto che i lavori e l'arredamento in parte lo abbiamo pagato noi. non mi basterebbe per vivere, comunque, e fino a che non trovassi un'altra possibilità stabile, non potrei quindi affittare casa mia ad altri... torno e 'ndo andiamo???

Io non capisco proprio la "facilità" con la quale si dice "parti".. la invidio.
Io al momento ho 800€ sul mio conto, chiederò il sussidio di disoccupazione e vedrò i primi soldi fra circa 2 mesi (circa 700 euro netti). anche se trovassi lavoro, si parlerebbe di primo stipendio fra minimo un mese... e devo avè circa 10.000€ del mio attuale lavoro.... come potrei partì??? per andare dove???? a fare che, per una come me, senza specializzazione??

Mi sono sempre "fatta" da sola non avendo finito gli studi.. liceo classico, 3 anni di finta università e poi lavoro. Segretaria, account, magazziniera, segreteria commerciale, direzionale e poi rinizi.. operatrice di call center, supporter di sala, Team leader, supervisor, responsabile di filiale....
Ma mo'.. che so' fa??? ho 41 e conosco solo l'inglese, e dico solo perchè ormai si richiedono almeno 2 lingue, e comunque l'inglese che conosco magari non è proprio fluente (ok, potrei fare un corso...) ma come mi posso vendere???
e non ho problemi ad accettà cose, potrei fare la cameriera ma sono consapevole che non è che ci si inventa cameriera... e chi darebbe possibilità ad una 41 enne rispetto ad una 20enne??

Cioè... qual'è il segreto del "vai all'estero, parti"??

Io, giusto per specificare, sono l'ultimo a dire : "vai e parti !"
Perché, avendolo fatto, so benissimo che non solo non é facile, ma che non é neanche la panacea di ogni problema.
Non ho soluzioni, e più passa il tempo e meno ne ho.
Sicuramente non é quella di prendere e partire.
Cosi', senza ragione.

Anche perché, e Tarallo lo ha ben detto, la partenza, sentimentalmente, crea un buco di affetti abbastanza incolmabile.

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porgascogne

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per dirne una: c'è una mia (ora ex) collega che è stata tenuta qui dentro 36 mesi
i primi 6 a stage, poi 12 di contratto a progetto, poi altri 12 del rinnovo dello stesso contratto, poi un'ulteriore ed ultima proroga di 6
ad inizio gennaio le hanno detto ciao
tutto questo in un'azienda che ha assunto a t.i. tutti quelli che hanno avuto la stessa trafila
questa volta si tratta di una zozzata bella e buona, visto che c'era spazio per confermarla (a budget è prevista una risorsa luglio) e sarebbe stato possibile trasferirla in un'altra direzione, semmai
tutto perché il suo capo ne doveva segare una (erano due nella stessa condizione) e l'altra aveva maggiori agganci
e poi perché il personale gliel'aveva promesse (visto che lei aveva cercato sponde interne in maniera autonoma per restare)

risultato: dopo 36 mesi, nei quali faceva in tutto e per tutto il lavoro dei suoi colleghi (esulando ovviamente dal contratto a progetto), l'hanno mandata a casa

sta facendo vertenza, supportata dal mio sindacato

ecco: e stiamo parlando di una spa pubblica, eh

Daniela

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ho letto con attenzione tutti i posts e non posso che essere triste e schifata
non sono cose nuove per me
le ho già sentite e vissute 15 anni fa quando mi affacciavo sul mondo del lavoro (GIA' TARDI, perchè quando esci dall'università italiana, anche quando non sei fuori corso, è già tardi!!) rispetto al quale sei teoricamente formato ma praticamente sotto-formato
un mondo del lavoro non in grado di assorbire che una minima fetta del laureati (in alcuni settori la laurea era nche un impiccio....)
già allora non si è mai data una soluzione "sociale" alla disoccupazione giovanile

la soluzione "individuale" dell'andare all'estero, nel mio settore, era poco praticata come scelta lavorativa, molto ed opportunamente me ne rendo conto ora, come soluzione formativa temporanea  frutto in alcuni casi  di enormi sforzi individuali , in altri di enormi sprechi posti a carico edlla collettività (emblematico il modus operandi della compagnia telefonica monopolista che formava piccole società saltellite negli USA al solo fine di giustificare gli stages dei figli dei funzionari  ...)

non potendomi permettere sforzi economici per stages all'estero quindi ho continuato a "tirare le capocciate qui" , scegliendomi una professione in luogo del tanto agognato posto fisso dei nostri padri: posto fisso che senza dubbio ci dicono essere attualmente una chimera perchè devi essere flessibile (LO SAREI PURE SE IL MERCATO ITALIANO DEL LAVORO FOSSE FLESSIBILE NON SOLO IN USCITA...MA ANCHE IN ENTRTA!!) e non choosy  ma guarda caso è quello che più attrae i racccomandati....
Professione che attualmente - considerata anche le attuali condizioni economiche del bacino potenziale dei miei clienti - non mi garantisce nulla per il futuro

se penso ai miei ex compagni di università trovo una situazione non dissimile dalla mia e di molti altri: verò c'è uno che ce l'ha fatta, perchè davvero il più lungimirante sull'aspettod ella sua formazione; qualcuno che non lavora, altri che lavoricchiano, altri, davvero bravi, che fanno un lavoro sottodimensionato e sottopagato rispetto alle loro capacità, molti segnalati/raccomandati che danno un lavoro fisso (spesso nella PA), insomma nulla di molto diverso da quello che si intuiva allora e che poi è stato...

ora come ora posso dire ai giovani tenete duro!! ma non precludetevi nulla anche la scelta di abbandonare questo paese, paese che i giovani li ha abbandonati da più tempo di quanto pensate

vabbè sono stata prolissa e scontata lo so', ma ho scirtto tutto di getto e
mi sono attenuta all'esperienza personale e di coloro che ho conosciuto...

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