Spesso accade che, dopo anni di normali divertimenti giovanili, uno decida di "mettere la testa a posto". Niente di che: gli amici, i concerti, la birra, gli sport, i film, i viaggi, le notti, le buche, le sbronze, le albe... Il giorno dopo il lavoro, gli impegni, gli appuntamenti...
"Ma basta. C'è lei, è bellissima, intelligente, divertente... Possiamo fare tutto insieme, sarà incredibile, staremo bene".
E così si va a vivere insieme e qualche volta accade che arrivi una creatura a certificare i cambiamenti, a riempire la vita e a caricarti di gioia.
"Fantastico, che emozioni: saró padre! La nostra vita guadagna calore e colore"...
Occasionalmente succede che uno poi decida di comprare casa, anzi un nido. "Ma no, sta tranquilla: il mio lavoro rende bene (quando trovo i clienti). Possiamo permettercelo, sará impegnativo ma ce la faremo!"
Spesso in questi casi accade che l'immobile è un po' "d'occasione" visto che bisogna stare attenti con i soldi. "Ci lavoriamo noi, un po' per volta".
Non sempre, ma a volte sì, capita che il lavoro ingrani bene, i clienti ti cercano e portano incarichi e la banca è contenta. E di conseguenza anche tu.
Addirittura, ma sono casi rari, puó accadere che arrivi un secondo fagottino. A quel punto la gioia è immensa. Il cuore trabocca felicitá.
Questa è la vita.
Un aspetto della vita.
Raramente accade che ad uno venga un febbrone incomprensibile e
dopo due giorni decida di andare in ospedale. Altrettanto raramente accade che i medici non trovino spiegazioni più plausibili di un attacco di un virus agguerrito e, visto che hai quella vecchia gastrite che ti impedisce di assumere particolari farmaci, decidano di metterti in coma artificiale.
Tutto sotto controllo, si procede con le analisi.
Se si è proprio sfigati puó accadere che quel virus distrugga completamente le tue difese immunitarie, annienti i tuoi bei globuli bianchi.
In casi rarissimi puó succedere che i reni smettano di funzionare e mentre sei incoscente i polmoni affaticati richiedano l'aiuto di una macchina.
Quasi non esiste statistica di casi in cui, dopo un vago accenno di miglioramento, il cuore impazzisca per il dolore tanto da dover usare la morfina...
Questa è la vita.
Un aspetto della vita.
Sasha è morto ieri pomeriggio dopo dieci giorni di ospedale.
Era un collega di mia moglie. Aveva qualcosa in più di quaranta anni.
L'ho conosciuto poco ma mi sembrava una persona mite, intelligente, capace e positiva; quando aveva un lavoro nuovo coinvolgeva gli amici per guadagnare qualcosa insieme ed era sempre pronto a dare una mano. Sapeva cosa fosse la responsabilitá e l'impegno.
Questa è la vita.
Un aspetto della vita.
Peró adesso qualcuno dovrá spiegarlo alla moglie e ai due bambini nella casa non finita...
E anche a me, che non riesco a pensare ad altro...