acc. che mi ero perso...
va bene che è un topic sul topless, ma credo sia divertente allargare un po' il discorso, anche per uscire un po' fuori dal cliché "donna oggetto", e a tal proposito vorrei raccontare una storia, assolutamente vera e documentabile, troverete molte contraddizioni, ma il mio animo è questo; tipo il carro di Platone tirato da due cavalli di cui uno lo spingeva verso il mondo delle idee e l'altro verso la terra, cosi' mi racconto: da una parte l'intellettuale laico, libertario e progressista e dall'altra l'italico maschietto mammone e represso; la storia risale a qualche anno fa, non so se la spiaggia in questione sia piu' la stessa ma l'atmosfera che si respirava è quella che vado a raccontare.
Mi chiama una cara amica, senti ti va di accompagnarmi in spiaggia? ma sai io col mare non è che ci faccia molto, mi infastidisce tutto il contorno, tranquillo dai andiamo a Capocotta, non c'è assolutamente casino, azz. Capocotta, mi dico, la spiaggia dei poeti, del festival, di Evtuschenko, della natura incontaminata, mmmm mi ripeto, vado a occhieggiare le nudita' della fauna femminile e magari pure il posteriore della mia amica, ok ok vengo con piacere ( per inciso la mia amica era una amica, nulla fra noi se non qualche birra al Billie Holiday Jazz Club, pero' aveva un di dietro da paura e vederla forse quasi completamente svestita mi intrigava molto ).
Mattina seguente preparo le cose da spiaggia, zotto gli occhiali da sole a specchio di mio fratello per poter allumare senza essere visto e via. Arriviamo presto, nostra intenzione era tornare prima di pranzo ed evitare la calca; prima sorpresa non faccio fatica a trovare un parcheggio, scendiamo, c'è un capannone fornito di sdraio, generi di confort, bagni ed una improbabile doccia, chiediamo un ombrellone e due sdraio, il gestore chiama il ragazzo, seconda sorpresa: è vestito con un cappelletto ed un paio di superga slacciate, azz che invidia fa' un figurone, guardo la mia amica se occhieggia, sembra assolutamente indifferente, azz ma niente niente poi tocca a me? panico, vojo torna a casa, mi faccio coraggio, la spiaggia per ora è quasi deserta, il tipo ci sistema proprio in un bel posto, non troppo vicino ne' troppo lontano dal mare, mi guardo attorno, alla mia sinistra due ragazze distese vestite solo di un cappellone di paglia, a destra sotto un ombrellone una signora sola vestita solo di occhiali scuri, ed ora? azz che imbarazzo, ci pensa la mia amica, come se niente fosse si denuda completamente e si sdraia al sole sull'asciugamano, e voi cari amici che avreste fatto? mi guardo attorno, nessuno sembra vedermi e mi adeguo al luogo, sedendomi sulla sdraio ed accavallando le gambe nel tentativo di nascondere le vergogne aiutandomi con un asciugamano, sono talmente in imbarazzo che neanche mi passa per la mente di gettare una occhiata alle donne che mi circondavano. Passa un po' di tempo, la spiaggia comincia ad affollarsi, mi rilasso un po', ci sono coppie giovani e meno giovani, alcune con bambini, qualche ragazzo solo, qualche altra ragazza sola, chiudo gli occhi li riapro guardo finalmente la mia amica, le altre due a fianco e l'altra alla destra, forse Ulisse si sentiva cosi' quando incontro' Nausicaa e le sue ancelle che giocavano sulla spiaggia. Pero' si sta bene, non c'è confusione, si parla a voce bassa, nessuno usa i racchettoni, le radio si ascoltano con l'auricolare, i bambini giocano ma non urlano, non frignano, le mamme rilassate...mi accendo una sigaretta, la signora alla nostra destra ci chiama e ci offre? azz un portacenere, sa per non rovinare la spiaggia, caspita e finalmente noto che non c'è una cartaccia, una busta di plastica, nulla di nulla, ognuno raccoglie i propro rifiuti e li getta negli appositi contenitori; intanto la mia amica continua il colloquio con la vicina: sai vengo qui perchè mi piace stare sola, e non ci sono mosconi che ronzano, solo qualche guardone, ma sono sulle dune, e poi si riconoscono dagli occhiali a specchio ( azz. per fortuna sono ancora nello zaino, ma la mia intenzione era proprio quella ) e sono assolutamente innocui.
Ogni tanto getto una occhiata li' e mi viene in mente la battuta di Eddie Murphy sul Martini, vabbe' tanto c'ho l'asciugamano... mi sento chiamare per cognome e col signor davanti e moh? è una delle due cappellone alla nostra sinistra, caspita ora la riconosco è una ragazza con cui ho avuto rapporti di lavoro,voglio essere lontano, ma lontano, mi invita sul suo asciugamano, non posso rifiutarmi, mi avvicino mi siedo ed inizia la manovra di accavallamento delle gambe, le ragazze non sembrano assolutamente imbarazzate, ma io si e tanto, ma immaginate di trovarvi di fronte una persona che avete sempre visto con un tailleur monacale ed ora ve la trovate completamente svestita di fronte e come se niente fosse vi presenta l'amica, beh la cosa a distanza di anni mi sembra veppiu' ridicola, comunque la conversazione sembra normale, ma a me nulla sembra normale, ma signor aquilifer ma secondo lei perche' la Ansaldo nel suo Working of Literature fa appena un accenno a Byron e neanche cita Keats? ecco appunto...una domanda a cui ho risposto centinaia di volte, mi ricompongo e mi sento 4 occhi addosso mentre parlo ma non per quello che dico, ma per come sono vestito....