mah, come ho detto già giorni fa mi sembra si prenda il discorso un po' troppo seriamente, manco scrivessero della crisi dei missili a Cuba, e soprattutto facendo di tutto una mappazza: forma, contenuti, modi di fare il giornalista.
E io sono molto critico su quel che è diventata questa professione, ma sinceramente rivolgo le critiche alla produzione editoriale più che al singolo giornalista. Riduzione drastica di costi, salari e clamoroso aumento della produttività richiesta hanno totalmente dequalificato la professione.
Difficile essere accurati su forma, contenuti, fonti quando scrivi una media di 8 pezzi al giorno, cosa che avviene per la grandissima parte di collaboratori che ormai costituiscono la principale forza lavoro nelle redazioni. Qualcosa te la perdi a livello di forma, contenuto, accuratezza.
Carib nell'altro topic parlava di editing che qualcun'altro non ha fatto a Magliocchetti, bene, tenete conto che un paio di volte al giorno questo lavoro lo faccio io alla mia compagna perché altrimenti non c'è proprio nessuno che lo fa. E parliamo, senza citarlo, di uno dei principali media mainstream in italia.
Non mi meraviglio che Magliocchetti faccia tutti quegli errori, seppur in questo caso pure a me cascano le braccia perché alcuni sono veramente ridicoli (tipo partner-ship). Altri dovrebbero essere prassi comune per un giornalista (sempre la mia compagna mi mazzola sempre se uso l'apostrofo accanto alla E maiuscola per esprimere il verbo essere invece di usare il carattere speciale).
tuttavia alcuni di questi errori sono evidentemente errori di battitura, come nel caso di Basto che non vengono corretti per la semplice ragione che i quotidiani hanno perso accuratezza in termini complessivi.
Non è il caso di Magliocchetti e Cardone quello di scrivere 8 pezzi al giorno? Probabile.
Ma anche qui la mappazza non aiuta: Magliocchetti dal giorno in cui Silva ci ha fatto lo scherzetto non ha scritto un messaggio su Twitter. Manco UNO. Si limita al suo articolo sul messaggero.
Difficile quindi dire che svolga il suo lavoro alla ricerca spasmodica di like. Semplicemente è falso.
Magari è un illetterato, ma dire che scrive le cose per acchiappare like resta falso.
Stessa cosa si può dire di Patania e Salomone, verificare le loro pagine per credere.
Cardone invece punta più sui social così come Bava e strizza l'occhio a questa modalità di convogliare attenzione dandosi l'aria di chi sa, di chi ha le dritte, di chi parla col DS.
Quindi iniziamo a saper distinguere modi diversi di svolgere la mansione invece di generalizzare.
Distinguiamo anche la mansione da altro: quanto avviene sui social è intrattenimento, non cronaca.
E più in generale queste persone si occupano di intrattenimento, non di cronaca.
Non ci raccontano la partita o comunque non sono questi gli articoli in cui raccontano la partita. Ma questa distinzione tra cronaca e retroscena già l'ho detta tempo fa e non ci torno.
Infine sui contenuti: io torno a dirlo, che piaccia o no ma i contenuti SONO reali.
Avete voglia a dire che non sanno un cazzo, le trattative di cui parlano sono quelle reali o quantomeno sono quelle che girano nell'ambiente.
Veramente in pochissimi casi, che io manco ricordo, è arrivato uno non dico all'ufficialità, ma anche solo in Paideia senza che i giornalisti ne avessero parlato prima.
E, comunque, sono quelle di cui NOI parliamo. Non è che ce l'ha detto la Lazio che trattiamo Muriqi o che l'anno scorso trattavamo Lazzari e quello prima Correa, ecc ecc. Ce l'hanno detto loro.
Potrete insultarli pure, ma in un qualche modo gli credete.
Perché qualcosa sanno e quello che non sanno ricamano. Senza fonti? Senza fonti.
D'altronde se ti arriva la dritta di una riga e in quanto dritta non riesci a sapere di più manco da 27 fonti, non è che tu puoi scrivere sul giornale una riga. Devi comunque tirarne fuori un articolo.
Quindi ricami, ricami, ricami fino a che non hai una tela accettabile da presentare.