Sono appena tornato.
Sono riuscito a chiedergli un po' di cose, anche sulla base delle vostre domande.
E' stato molto disponibile e divertito a ricordare delle "sue" Lazio, soprattutto quando abbiamo parlato di Gascoigne gli brillavano davvero gli occhi, come aveva detto JoeStrummer.
Alcune cose non le riporto perché il forum è accessibile a tutti
L'ultimo derby
La Lazio non gli è piaciuta, gli sarebbe piaciuto che avesse cercato con più insistenza il quarto gol invece di fermarsi, anche perché era possibile segnare ancora e così facendo "abbiamo dato modo alla roma di rientrare in partita" e rischiare che pareggiassero su quell'ultimo cross, nonostante non avessero combinato nulla per tutto il secondo tempo. Petkovic sta facendo un ottimo lavoro, ha trovato le giuste posizioni in campo e poi c'è un Candreva che è tornato grandi livelli.
Stagione 2001
Non è tanto il rimpianto di non essere subentrato prima a Eriksson quanto piuttosto il rimpianto per quel gol di Dalmat a Bari. Senza quel gol avremmo potuto rivincere il campionato. Quando prese la Lazio, dovette ricominciare a farli lavorare seriamente, visto che eriksson non li faceva lavorare molto. Lui non voleva rientrare in panchina perché sembrava che stesse alla Lazio solo per sostituire allenatori, gli era già capitato con Zema, ma Cragnotti lo costrinse anche a brutto muso, dicendogli che solo lui poteva riaddrizzare la situazione.
Ho capito, insomma, che quel campionato non gli è mai andato giù (figurarsi a noi!!)
Stagione 1997
Quando subentrò a Zeman trovò una squadra spaesata, soprattutto i difensori. "C'erano Nesta, Chamot, Negro e Favalli, mica giocatori scarsi" eppure prendevano tanti gol, Chamot una volta si e una pure veniva espulso. In pratica gli toccò ricostruire e alla fine, dal dodicesimo posto in cui la prese si ottenne il quarto posto. Un buon lavoro, insomma.
Mi ha detto altre cose su Zeman, ma preferisco non riportarle.
Cragnotti
Con Cragnotti la società era organizzata benissimo, le cose cominciarono a cambiare un po' quando iniziò ad interessarsene, con sempre maggiore coinvolgimento, il figlio.
Glisso anche su Lotito per il motivo di cui sopra.
Gascoigne
"Mi racconti qualcosa di Gascoigne" "Ahahahahahaha. Un matto, io gli volevo bene perché a me piacciono le persone così tanto diverse da me".
Mi ha raccontato episodi gustosissimi, alcuni anche già noti.
Una volta eravamo in albergo nel ritiro prepartita, un albergo in cui c'erano anche altri ospiti, non era solo per noi insomma, e lui la sera prima mi aveva chiesto di lasciare il ritiro perché era arrivata a Roma la fidanzata. Io non gli diedi il permesso, ma tanto sapevo che se ne sarebbe andato lo stesso. Tornò la mattina dopo. Io sapevo che era tornato in albergo, ma non vedendolo a pranzo lo mandai a chiamare e gli feci dire di presentarsi subito a tavola. Lui scese immediatamente, ma completamente nudo, dicendo: "per arrivare il più presto possibile non ho potuto vestirmi".
Un'altra volta si presentò al Maestrelli piuttosto su di giri. Io, per far smaltire la sbornia a lui, tenni i ragazzi a fare giri di campo un po' più del solito, ma a un certo punto lui andò via. Andai negli spogliatoi e lo trovai sdraiato a faccia in giù che piangeva e diceva "io non vince mai, io non vince mai niente". Lo affidai alle cure dei nostri collaboratori e tornai fuori. Dopo qualche minuto uscì fuori retto dagli uomini della security che sembrava impazzito e strillava qualsiasi cosa. Mi avvicinai e lo presi per un braccio e lui mi si buttò tra le braccia dicendomi "solo tu mi vuoi bene, solo tu mi vuoi bene".
Un'altra volta a Torino, dovevamo affrontare la Juve, La sera prima in ritiro gli dissi "Paul, mi raccomando, domani giochi ma fammi fare bella figura, io qui ho fatto la storia del calcio". Lui passò tutta la domenica mattina, per oltre quattro ore, al telefono con la sua fidanzata, tra grida, risate, minacce, insulti, pianti. Quattro ore di filato al telefono. Il pomeriggio, durante la partita, stava a pezzi. E non mi fece fare la bella figura che speravo.
Bacci
"Bacci, mister. Perchè?"
"Bacci era quello che correva anche per gli altri, e sapeva ricoprire più ruoli, era utilissimo per questo, pur non essendo un campione. Anche Giovanni Cragnotti mi chiedeva spesso perché Bacci giocasse sempre, e io gli rispondevo: quando la Lazio non avrà più bisogno di Bacci vuol dire che sarà una grande squadra. Non mi sbagliavo"
Juve-Lazio
Non tifo, però sarà una bella partita.