Cristiano Sandri attacca: "Basta infangare il nome di Gabriele..."
23.11.2012 15:23 di Lalaziosiamonoi Redazione articolo letto 1292 volte
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Lalaziosiamonoi.it"La nostra famiglia si è stancata, perché, alcuni giornalisti cialtroni, appena posso gettare fango sul nome di Gabriele lo fanno". Questo è l'inizio dell'intervento di Cristiano Sandri questa mattina a Radio Manà Manà. Cristiano si getta contro alcuni organi di stampa che hanno legato il nome del fratello all'aggressione dell'altra sera a Campo dei Fiori: "Ieri sera ho visto un servizio di La 7 che ha finito, scientificamente, parlando di un casco con la scritta "Onore a Gabriele Sandri", per riportare l'attenzione sulla figura di mio fratello, su certi accostamenti, per delegittimare quello che è stato e quello che è successo, non ne possiamo più. Perché, invece, non ci si chiede di chi era questo casco e il perché stava là?. Ma poi che cosa c'entra accostare il nome di mio fratello ad una vicenda del genere, perché bisogna finire un servizio in questa maniera. Non lasciando in pace chi non c'è più". Oltre all'emittente televisiva, questa mattina, anche su molti quotidiani si lega il nome di Gabriele alla vicenda, Sandri si scaglia in particolare su uno: "Sul messaggero il giornalista fa addirittura una chiosa su mio fratello("Onore a Gabriele Sandri, ma l'onore è un altra cosa" ndr), si dovrebbero vergognare, spero che qualcuno prenda le distanze, anche a livello istituzionale, da come viene condotta questo tipo di stampa. Perché fa male, fa male alla famiglia, a chi ha conosciuto Gabriele, a chi ha seguito la nostra vicenda e che continuano a seguirci nelle nostre iniziative, che portiamo avanti contro la violenza nel calcio, per un nuova cultura sportiva. Invece ci costringono a prendere posizione verso questi attacchi". In chiusura secondo Cristiano Sandri questo sarebbe il frutto di un disegno prestabilito: "Vogliono indirizzare la figura di mio fratello sotto un aspetto prettamente politico, vogliono far credere alla gente che mio fratello era legato a situazioni del genere, ma la devo far finita, perché non capiscono che colpiscono una famiglia".