Citazione di: ralphmalph il 28 Nov 2012, 01:54
Gesulio avresti ragione se la realtà non fosse quella descritta impeccabilmente da Dusk.
Avresti ragione se il titolo fosse stato: "Lo stadio Olimpico zittisce i cori razzisti"
ma infatti il mio ragionamento parte da un presupposto, ossia:
Citazione di: gesulio il 28 Nov 2012, 01:33
Proviamo però solo per un attimo a non parlare di quelle merda di giornali e a concentrarci su di noi.
un attimo, chiedo solo questo, poi ci torno però.
ieri per la prima volta dall'inizio dell'anno, ci siamo trovati di fronte a una situazione di divisione tra Laziali. a me sembra un dato di fatto inoppugnabile. e mi sembra assurdo che non se ne debba parlare solo perché dobbiamo controbattere a un metodo giornalistico scorretto.
la disinformazione non si combatte con la
controdisinformazione, passatemi il termine. e tantomeno se questa controdisinformazione è rivolta a noi Laziali. sticazzi del resto del mondo, facciamo bene a reagire.
ma almeno tra noi cerchiamo di essere oggettivi e capire quanto accaduto.
è una situazione che sinceramente non mi aspettavo, una situazione sancita dai fischi che hanno sottolineato l'ostentazione del solito coro sugli ebrei (non mi viene altra parola, ostentazione... un coro cantato una, due, tre volte, che ha cercato di crescere d'intensità più i fischi si facevano intensi... una prova di forza della curva contro lo stadio, a me pare ovvio...) .
la novità è che ieri lo stadio, al contrario di altre volte, ha scelto di non farsi i cazzi suoi ed ha reagito.
se per i giornalisti questa non è una notizia, ralph, beh... lo è per me.
e dovrebbe esserlo per tutti noi.
a me stupisce questa totale mancanza di prospettiva da parte della curva: è un momento in cui analisi e capacità di contestualizzare gli eventi dovrebbero essere i primi cardini della propria azione, se come credo lo scopo è ridare dignità ed egemonia al fenomeno Ultras biancoceleste, grazie anche a iniziative come il terzo tempo che indicano una direzione ben precisa.
invece, a fronte degli ultimi accadimenti che richiedevano una certa capacità di mettere in atto riflessioni e strategie ben precise, si è scelta (parlo di scelta perché a me è sembrato che la Curva alimentasse i cori, anziché subirli... felice comunque di essere smentito) la solita via autoreferenziale di corto raggio. la risposta di ieri è la risposta del bambino immaturo e impunito, che di fronte a una messa in discussione di qualsiasi tipo, sceglie di affermare immediatamente e a tutti i costi la propria personalità, qualunque sia il prezzo da pagare, in maniera istantanea e senza alcuno sforzo di analisi rispetto alle proprie possibilità di reazione.
in un sol colpo si è tornati alla casella del via o quasi, disperdendo i frutti di un lavoro di ricollocazione della propria immagine fatto di scelte intelligenti e per nulla scontate, che avevano in poco tempo riaggregato in maniera rapida tutto il nostro popolo, e lo dimostra ad esempio la presa di coscienza trasversale, praticamente unanime sui metodi intollerabili, scellerati di una stampa, soprattutto locale, faziosa e tanto per cambiare asservita ai poteri forti di questa città.
qui come detto non si tratta di rinunciare alla propria identità: il problema non è ragazzi di buda, continuo a sostenerlo, il problema non è una canzone cantata per sottolineare, attraverso l'anticomunismo che esprime, la propria appartenenza politica. è una canzone innocua, non sono quei 3 o 4 minuti di autocelebrazione sottratti alla Lazio che fanno la differenza.
qui si tratta di rinunciare alla propria coerenza, qui si tratta di rinunciare alla propria essenza, che dovrebbe essere quella di guida all'interno del panorama del tifo biancoceleste. una rinuncia che passa attraverso atteggiamenti sterili ed autoreferenziali di cortissimo respiro, il cui unico effetto tangibile è quello di danneggiare il bene comune, e cioè la Lazio, oltre ad essere ovviamente disgustosi ed anacronistici, nel 2012.