Claudio Lotito parla dai microfoni di Radio Radio a tutto tondo, esponendo molti concetti chiari, parlando di passato, presente e futuro, estrinsecando anche alcune frecciate ai giornalisti che non considerano le vittorie della Lazio come sarebbe opportuno.
Lotito a 360°: "Rocchi è la storia di questo club, ma oggi ha poco spazio... La Roma? Io ho un progetto vero!"
29.12.2012 16:20 di Gianmarco Filizzola
Fonte: Gianmarco Filizzola -
Llsn.itLa Lazio è seconda e il mercato è alle porte. In molti vorrebbero uno sforzo dalla società biancoceleste. Quel qualcosa in più che permetterebbe a Petkovic di puntar forte su tutti e tre i fronti e regalare ai tifosi una stagione tutta da incorniciare. "Se non si vende, non si compra", parola di Claudio Lotito. Il presidente è stato chiaro: non si prenderanno calciatori, se prima non si sfoltirà la numerosa rosa che alberga dalle parti di Formello. E lo stesso numero uno biancoceleste, contattato dai microfoni di Radio Radio, lo ha ribadito nella giornata odierna, in una lunga intervista nella quale tocca tutti i punti salienti della sua permanenza, illustrando, però, anche piani e strategie future.
MORTE, COMA E RINASCITA – Lo ripete dal quell'ormai famoso luglio 2004, quando in pochi giorni riuscì a salvare la Lazio da un fallimento che ormai sembrava inevitabile. Dopo quasi un decennio di presidenza, Lotito continua ad essere orgoglioso del suo lavoro e lo ha ribadito anche oggi: "Dovessi ripercorrere gli otto anni della mia presidenza, posso dire che sono a buon punto. Manca la realizzazione dello stadio. Vorrei ricordare a tutti, che quando ho preso la Lazio, la situazione era insostenibile. Alcuni criteri che oggi sono stati metabolizzati, in passato erano difficili da comprendere. La Lazio aveva piu di 550 milioni di debiti. Il processo di risanamento è stato messo in atto in un ambiente in cui i parametri della normalità erano diversi. La Lazio non aveva nulla. E in un contesto di questo genere io ho dovuto fare le mie battaglie. In quel contesto le mie idee sembravano utopistiche. La Lazio paga ogni anno, oltre tutte le spese ordinarie, 6 milioni di euro e io ho pagato sempre in anticipo. Tagliare è molto semplice, che fai? Tagli tutto e poi vai in Serie B. Noi invece dovevamo conciliare i tagli con la crescita. Presi 9 giocatori in un solo giorno, un record. "Lotito ha preso gli scarti" dicevano. Beh, Klose è un parametro zero. Il mio predecessore aveva preso Mendieta a 90 milioni con provvigioni di 5. "Lotito caccia lì sordi", era quello che si diceva di me, quando prendevo un giocatore in prestito. Ma non è meglio provare prima e comprare poi? Io ho combattuto contro un sistema intero, da solo contro tutti. Quante cose ci sono, quante battaglie sui risanamento e sulla trasparenza di gestione, ho fatto e conquistato con forza e determinazione? Per un profano che entra in un certo sistema, penso di aver fatto bene. Noi a Salerno, abbiamo 11 giocatori della Lazio. Salerno, potrebbe essere un sistema per valorizzare i giovani in primo luogo e in secondo luogo rilanciare piazze che altrimenti non potrebbero essere rilanciate".
STADIO – Ormai da tempo ha ingaggiato una vera e propria battaglia con le istituzioni. Vuole fortemente una casa per la sua Lazio. Uno stadio di proprietà che gli permetterebbe di accrescere il fatturato annuo del club capitolino e con esso, magari, togliersi qualche sfizio in più in sede di mercato: "La mia assenza totale da alcuni giornali e da alcuni microfoni è semplice. Prima dovevo dimostrare, oggi parlano i fatti, quindi non devo asseverare nulla. Il tempo è galantuomo. Io ricorderò sempre una domanda che mi venne fatta. "Lei dice che ha preso una squadra al funerale, quanto tempo impiegherà per risanarla?" 3 anni, dissi. Tagli polifunzionali e transazione col fisco. Tutto fatto. Quello che manca è solamente lo stadio. Oggi la Lazio ha un giornale, una radio e una televisione. Quando sono arrivato tutti scappavano dalla Lazio, oggi in molti vogliono venire perchè c'è una società con una filosofia diversa, che punta sul gruppo, sul rispetto dell'individuo nella sua interezza e che paga. Oggi abbiamo dei grandi campioni, nella vita prima, sul campo poi. E questo è un fatto riconosciuto da tutti."
PETKOVIC – E' la vera sorpresa della Lazio targata 2013. Un tecnico sconosciuto ai più, che in pochi mesi ha già incantato tutti con il suo stile e i suoi modi di fare. Ci ha pensato il presidente. Ha vagliato parecchi nomi prima di affidare a qualcuno la pesante eredità lasciata da Edy Reja. E dopo settimane di colloqui e contrattazioni, ha scelto Petko e gli ha consegnato le chiavi della sua Lazio: "Non è stata una scelta non pensata. Anzi, è stata ponderata. A Salerno, ad esempio, io non avevo scelto l'allenatore e dopo 3 partite l'ho mandato via. Poi ne ho scelto uno io da solo: oggi siamo primi".
CHAMPIONS – Per due anni ci si è arrivati a un soffio, questo potrebbe essere quello buono. La compagine biancoceleste occupa la seconda piazza, alle spalle della Juventus schiacciasassi. L'ambiente è carico. Vuole fortemente un obiettivo di prestigio. Anche se il patron, come suo solito, predica calma, lasciando trasparire, però anche un cauto ottimismo: "Se ci credo? Non si tratta di credere. Gli obiettivi vanno perseguiti. Le vittorie, l'ho sempre detto, dipendono anche da fattori imponderabili. Quello che conta, è avere sì giocatori con tasso tecnico elevato, senza dubbio, ma anche e soprattutto determinati. Un gruppo dotato di carattere forte, che non molla mai, convinto dei propri mezzi e consapevole che i risultati si raggiungono solo con uno spirito di unione, perchè da soli, 'nsè va' da nessuna parte".
...E LA ROMA – La Lazio è seconda, ma l'opinione pubblica sembra essere incantata da questa Roma a stelle e strisce. Anche se non è un problema che tocca il numero uno laziale: "A me non interessa quello che fa la Roma, ma quello che faccio io. Io non vivo alla giornata come società, ma su una programmazione seria. Noi abbiamo dei giovani che presto vedrete anche in prima squadra, che faranno invidia. Abbiamo un progetto vero, di crescita esponenziale, geometrica e non aritmetica. In alcune porzioni di campo, ci saranno inserimenti mirati. Tassello dopo tassello, inseriremo i giusti interpreti. Oggi abbiamo le potenzialità per fare molto bene. Deve acquisire ancora un po' di mentalità vincente. Il nostro è un ambiente che ha sempre sofferto, tutti parlavano di Laziotta: "la Laziotta dove va?". Anche quando viveva momenti di successo sportivi, non ha mai avuto forza come società. Oggi non siamo sudditi di nessuno".
ROCCHI – E' l'indiscrezione delle ultime ore. Una trattativa che, a detta di tutti, è già in fase avanzata. Il capitano, Tommaso Rocchi, potrebbe lasciare la Lazio dopo anni di militanza con l'aquila sul petto e la fascia di capitano al braccio, anche se per la punta veneziana, comunque vada, le porte saranno sempre aperte: "Se va all'Inter? Sono ipotesi messe in campo, perchè alcuni giocatori trovando poco spazio, hanno la voglia di andare altrove. Non è corretto parlare di mercato ora e comunque, palesare certe strategie, invaliderebbe certe iniziative che sono state messe in campo. Da noi comunque, le persone possono avere prospettive anche oltre al campo, perchè noi, siamo una grande famiglia. Portiamo avanti il processo di valorizzazione del nostro credo e dell'attaccamento a questi colori. Rocchi dirigente? Da parte mia, lui ha avuto la totale disponibilità ad avere un ruolo dentro la società. E' stato il mio primo acquisto e rappresenta la storia di questa squadra e di questa società e io, la storia, sono abituato a preservarla. La Lazio sarebbe stato più comodo farla fallire, no? Vero? Io mi sono caricato di 550 milioni di debiti, per tenere in vita la storia".
CONCLUSIONI - La battuta finale, Claudio Lotito la dedica al popolo biancoceleste, che ultimamente sembra aver riconquistato a suon di risultati: "I nostri tifosi si sono sempre considerati, in passato, clienti. Oggi stanno diventando un componente integrante, sta crescendo il consenso e con questo, possiamo fare delle grandi battaglie anche per combattere quel processo di discredito nei nostri confronti. I risultati di alcuni squadre sono enfatizzati, quelli della Lazio invece... Ma le sentite le telecronache? Noi anche quando vinciamo, sembra che otteniamo qualcosa più grande di noi. Invece, noi dobbiamo fare fronte comune, tutti insieme. Se l'ambiente crede in quello che la squadra fa, questa assume una spinta in più, per poter fare ancora meglio. Restiamo uniti. Vedrete che le cose cambieranno sempre in meglio".