La Nuova Sardegna Edizione di Sassari
Il Cagliari sta affondando: da tre mesi niente stipendi
Il direttore generale Marrocu traccia un quadro allarmante: pignoramenti, investimenti in fumo, la Regione che non salda da due stagioni
CAGLIARI. Il club noto per avere i bilanci in regola, nessun coinvolgimento nei vari scandali che da sempre inquinano il mondo del pallone, una rosa attaccata, ai colori sociali, ha l'acqua alla gola. O comunque, se la passa maluccio. In campo e fuori, il Cagliari di Massimo Cellino, boccheggia. Col patron a Miami, ieri è arrivata inaspettata l'analisi del direttore generale Francesco Marroccu. Cinquanta minuti nella sede di viale La Playasenza confini. Dal mercato agli stipendi, passando per classifica, stadio, inchieste, casse vuote. «In otto anni non mi era mai capitato di sentire il presidente Cellino così sfiduciato, senza energie e voglia di combattere. Siamo a un bivio: il tesoretto accumulato con una gestione accorta è andato in fumo. Per la prima volta - attacca Marroccu - non siamo puntuali con gli stipendi. Per fortuna, vantiamo un gruppo di ragazzi intelligenti: hanno avvertito le difficoltà ma non mollano».
Da quanto siete morosi?
«Circa tre mesi. Il quadro generale è nitido: i venti milioni messi da parte dal presidente, che sarebbero serviti per un Cagliari che saluta la zona salvezza e mette becco nella parte alta della classifica, sono sfumati tra l'investimento per lo stadio di Elmas, una decina di milioni di euro, e quelli per l'Is Arenas Stadium, circa otto. E ci blocca il pignoramento chiesto dal comune di Cagliari. Si tratta di due milioni e mezzo di euro bloccati tra Sky e Lega».
Fanno parte della querelle col comune di Cagliari?
«Sì. Riguardano debiti degli anni '70 e '80 che non hanno a che fare con la presidenza Cellino. Cifre che avevamo iniziato comunque a restituire e che, mentre il tribunale appurava l'esatto ammontare, avremmo garantito con fidejussioni. Hanno detto no mettendoci spalle al muro».
Adesso, a chi vi rivolgete?
«Intanto, alla Regione. Portiamo dal 2011 il marchio Sardegna in giro per l'Italia e ancora non abbiamo visto un euro. E non riceviamo risposte alle nostre richieste».
Di che cifra parliamo?
«Intorno ai due milioni a stagione. Tra l'altro, ci hanno anche chiesto di aggiungere i quattro mori sulle maglie ».
Magari la frenata riguarda l'aver coinvolto la Tirrenia.
«No, parliamo del 2011. E la Tirrenia ha già pagato».
A gennaio si sbaracca?
«No. Ma sarà un miracolo se riusciamo a non vendere i pezzi pregiati. L'assalto alla diligenza è già partito. Ci chiedono Astori, Pinilla, Nainggolan, Nené, Rossettini, Sau, Murru e Ibarbo. E per completare il contesto, devo ricordare che la società ha speso un'altra decina di milioni per i rinnovi e la campagna acquisti. Ha poi strappato un assegno da quindici milioni per Astori e convinto Nainggolan a stare qui. Nel nuovo stadio e con nuove ambizioni. Ma la battaglia, pare non piacere a tanti».
Sembra quasi un mettere le mani avanti.
«I fatti sono sotto gli occhi di tutti: venerdì a Parma eravamo ospiti in casa nostra. E, da sardi e sportivi, abbiamo preso un ceffone bestiale. Giocare con la Juve in Emilia è stata una sconfitta doppia: economicamente ci abbiamo rimesso un incasso di 300 mila euro, più altri centomila euro spesi per il "Tardini", charter, albergo e trasloco del personale, e della pubblicità a bordo campo. Un massacro. Completato dal risultato sportivo: a Is Arenas col tutto esaurito sarebbe stato diverso. Si capisce la tentazione del presidente di fare un passo indietro».
Torniamo alla squadra. Avete avviato i colloqui su presente e futuro?
«No. Nessuno ha chiesto di abbandonare la barca ma trattenere i big non sarà facile. . La partita non giocata a Quartu con la Juve è stata una mazzata per tutti. Avrebbero avuto anche le famiglie al loro fianco. E invece si sono trovati a Parma a subire anche insulti».
I tecnici come se la passano?
«Abbiamo grandissima fiducia in loro. E Lopez ha il vantaggio di aver vissuto sul campo momenti difficili».
Se non smantellate la squadra, arriverà qualcuno?[/b
]«La rosa è al completo, con qualche esubero e abbiamo libera la casella dell'extracomunitario. Se ci capitasse una grande occasione, si vedrà»
Mario Frongia 28 dicembre 2012