Secondo me occorre fare un distinguo:
se consideriamo chi si proclama "romanista" o "laziale" e poi a malapena sa le regole del pallone, allora, sì, ha ragionissima Terzo Rosso, e lo sottoscrivo pure. Considerando chicchessia si auto-proclami tifoso senza alcun criterio, allora sì, loro sono la stragrande maggioranza. E la cosa incredibile è che quelli che ti vengono a rompere le palle a te, perché laziale, sono esattamente quelli che NON SEGUONO IL CALCIO. A me sta cosa me fa impazzì, sono 30 anni che non riesco a trovargli una spiegazione. Io pure, per dire, posso proclamarmi tifoso (?) dei Toronto Raptors, della Ferrari, di boh, de quello che vi pare a voi. Ma se trovo uno che il basket o la formula 1 o altri mille sport che conosco superficialmente, io non gli dico una parola. I romanisti no.
Pensavo di essermene fatto una ragione. Ma poi è nato Facebook, e mi ha impietosamente sbattuto in faccia tale irritantissima realtà.
Compresa quella di chi sfoggia orgoglioso radici meridionali e poi si diletta in simpaticissimi "sfottò" (dio che termine irritante) sui "laziali burini col trattore ah ah ah ah".
Ma tornando a bomba. Ce sta. A Roma la stragrande maggioranza della gente che parla e rompe le palle al prossimo senza cognizione di causa si proclama romanista.
Levi quelli e, toh, siamo grossomodo gli stessi. Le presenze allo stadio mostrano una lieve predominanza giallorossa, ma è una percentuale praticamente irrisoria, se si considera che se uno su venti di quelli che si proclamano "romanisti" andassero allo stadio, anche solo a rotazione uno a partita, riempirebbero due Stadi.
Di contro, se incontri uno che si proclama "laziale", al contrario, diciannove volte su venti è un innamorato della sua squadra. E' uno che parla con cognizione di causa, che soffre al pensiero della prossima partita, che se non è allo stadio per un qualche motivo, in quei 90 minuti segue la Lazio, come logica e normale conseguenza: ti proclami laziale, ti interessi alle sorti della squadra. E nonostante questo, quando sente qualcuno dire di essere della "Roma" non sgrana gli occhi urlando "cosaaaaaaaa?", agitando il pugnetto e digrignando i denti, come, di contro, fanno i nostri, inutili, e stupidi (calcisticamente parlando) dirimpettai. Quelli a cui se chiedi a bruciapelo il nome di un difensore spalancano la bocca e rimangono 20 secondi a pensarci.