Sentire Cesari e Tombolini applicare con la massima tranquillità il regolamento parallelo "tre corner, un rigore" ("non è rigore perché Klose ha già calciato"), senza che nessuno si senta in dovere di dire loro che in realtà quella chi si è giocata sabato era un partita ufficiale di calcio, spiega molto del pessimo stato (intelletuale, prima che tecnico) della classe arbitrale italiana.
Se anche seduti in poltrona e con tutti i replay a disposizione due ex arbitri di serie a riescono a dire simili castronerie vuol dire che per l'AIA lo studio e l'applicazione del regolamento sono degli optional.
Detto questo, la domanda più bella l'ho sentita fare da uno dei giornalisti in studio di Sky a Petkovic. Appurato che, da regolamento, era rigore, il genio domanda a Petko: "ma, per lei, è un rigore filosoficamente giusto?".
Filosoficamente? FILOSOFICAMENTE? F I L O S O F I C A M E N T E ?
Ma che catzo c'entra la filosofia (ammesso e non concesso che chi l'ha citata sapesse di cosa stesse parlando). L'unico interrogativo é: a termini di regolamento (ossia secondo le regole che disciplinano il gioco del calcio) l'intervento di Agazzi è fallo o meno? Una volta chiarito che la risposta è "si", ogni riferimento a filosofia, filologia, filoneismo e compagnia bella è pura cialtroneria e tentativo di buttarla in ciaciara.