Rota: "I risultati sportivi ed economici della Lazio danno ragione a Lotito"
La Lazio è una società spesso criticata per le decisioni del vulcanico presidente, Claudio Lotito, tuttavia i risultati sia sportivi sia economici danno ragione all'attuale gestione societaria. Se dal punto di vista sportivo le prestazioni dei biancocelesti sono sotto gli occhi di tutti (attuale secondo posto in classifica e qualificazione per i sedicesimi di Europa League) i risultati economici non sono stati molto pubblicizzati. Ho provato ad analizzare il Bilancio Lazio (fonte: Bilancio Lazio 2011/2012) degli ultimi due anni applicando i parametri imposti dalle regole dei Fair Play Finanziario, che ricordo essere principalmente:
1) Bilancio di esercizio certificato da un revisore esterno
2) Reportistica che mostri un Patrimonio Netto non negativo
3) Indice di Break Even nei 2 anni precedenti o per 3 anni a livello cumulato che rispetti i criteri UEFA
4) Nessuna problematica di debiti scaduti verso altri club, il Fisco e/o i propri Dipendenti
5) Costo dei dipendenti non superiore al 70% del Fatturato
6) Posizione Finanziaria Netta non superiore al Fatturato
Per quanto riguarda i parametri 1 e 2 vediamo che il bilancio della società è sottoposto a revisione contabile della società PwC (una delle 4 società di revisione più grandi al mondo) e che il patrimonio netto è positivo negli ultimi due periodi, rimasto costantemente intorno all'ammontare di 83 milioni di euro.
Calcolando il parametro numero 3, l'indice di Break Even, otteniamo un risultato positivo: la Lazio è in utile da due stagioni consecutive, con un risultato aggregato di 1,29 milioni di Euro. Ricordo che tale parametro per l'UEFA non deve superare una perdita netta di 45 milioni di euro nel primo periodo (stagione 2010/11 e 2011/2012).
Il parametro 4 è forse quello più delicato per i biancocelesti considerando il punto di vista dei debiti verso l'Erario. Lotito infatti, al momento dell'acquisto della società da Cragnotti, ha ereditato una situazione debitoria per i pregressi tributi non pagati per un ammontare di 140 milioni di euro. Il presidente biancoceleste è riuscito nel 2005 a spuntare un accordo con il Fisco per la restituzione di questo importo in 23 anni. Per questa transazione, la UEFA non solleverà alcuna obiezione.
Il parametro numero 5 è il rapporto tra stipendi e fatturato che non deve essere superiore al 70%. Ebbene, nel primo periodo di monitoraggio il rapporto è pari al 71% (stipendi 92 milioni e fatturato 131 milioni - considerando i dati aggregati degli ultimi due esercizi). Sebbene siamo leggermente al di fuori dei parametri imposti, l'UEFA potrebbe non sollevare eccezioni se negli anni successivi tale rapporto tendesse a diminuire. La cessione di Rocchi all'Inter ad esempio (il cui stipendio era di 1,3 milioni annnui), abbasserà sicuramente il monte ingaggi nell'esercizio 2012/2013.
Per il parametro numero 6, la situazione è in linea con quanto previsto dal FFP. L'indebitamento di natura finanziaria al netto della liquidità non deve essere superiore ai ricavi comprensivi di plusvalenze. I ricavi totali della Lazio comprensivi di plusvalenze ammontano nella stagione 2010/11 a 72 milioni mentre l'indebitamento di natura finanziaria al netto della liquidità è di circa 30 milioni di euro. Nella stagione successiva i ricavi totali comprensivi di plusvalenze sono di 82 milioni circa mentre l'indebitamento finanziario ammonta a circa 22 milioni di euro.
In conclusione, pur tenendo in considerazione un importante accordo con il Fisco, che ne ha evitato il fallimento, la Lazio risulta essere una società sana dal punto di vista economico e complessivamente in linea con quanto imposto dal regolamento UEFA sul FFP. Nonostante questo, dal mio punto di vista la società potrebbe fare ancora meglio a livello economico, se pensiamo ad esempio che non ha nemmeno uno sponsor di maglia che garantirebbe un introito di almeno 5-10 milioni di euro annui e se consideriamo che oggi dispone di quasi trentaquattro giocatori in rosa, di cui alcuni pochi utilizzati e con ingaggi pesanti, come ad esempio Zarate (il cui stipendio annuo è, al pari di Klose, di 2,1 milioni di euro).
da TMW fonte tuttojuve
articolo interessante secondo me, anche riguardo al costo dei dipendenti (ingaggi) che la società deve evidentemente tenere ben d'occhio.