Citazione di: Gio il 08 Gen 2013, 15:30
Per me, ormai, la contrapposizione tra stadio e televisione è senza senso.
Io da ragazzino la domenica avevo appuntamento alle 10 all'obelisco. Andavo a quell'ora perchè lo stadio era l'unico modo di condividere Lazio (se si eccettua il fare sega a scuola per andare a vedere gli allenamenti a Tor di Quinto). E me ne stavo lì fino all'ultimo momento utile per non perdermi Novantesimo che offriva le prime immagini delle partite.
Oggi sembra preistoria. Se dicessi a mio figlio di farsi trovare pronto alle 10 per andare allo stadio penserebbe che sono diventato matto.
Oggi la Lazio c'è ancora, ma i modi per condividerla sono aumentati.
Fossi io il presidente introdurrei un abbonamento "alla Lazio" che dà diritto sia alla TV, sia allo stadio. Poi, ogni domenica, uno sceglie il modo che preferisce (ed allora sì che lo stadio farebbe la differenza).
non considero carta da culo nessuno di quelli che la guardano da casa.
non la penso così e prendo spunto da questo post sobrio e chiaro: è la condivisione che spesso manca, il tam tam, il passaparola.
molti qui dentro non lo ritengono fondamentale, io sì, da sempre. smuovi il culo per uscire da casa solo per una fica o per uno che ti dorme sul pianerottolo: la fica c'è, manca quello che dorme sul pianerottolo.
siamo cambiati anche noi come tifosi, forse ancora non c'è una voce nuova fuori dalla Lazio che ci sprona ad andare, che ci fa da promemoria, da agenda.
di certi vecchi megafoni (scusate la ripetizione) non ne abbiamo più bisogno. sembrano innocui e folk ma in realtà a me mi deprimono. non mi danno più lo zuccherino da radiolocale romana come anni fa. voglio di + ma lo voglio soprattutto meglio. non mi rappresentano, non mi avvolgono. per questo anche loro sono vecchi, e l'unica cosa sempre fresca è lo stadio.
il fatto è che l'arrapamento principale verso la Lazio su Roma, è lo stadio e allora sta cosa va coltivata. Ma lo zoccolo duro degli addetti ai lavori non fa nulla per smuovere le acque. non gli interessa, anche perchè non paga da anni....
siamo cresciuti pensando che la sbornia da ultrà fosse allo stadio e la tv fosse la giusta distanza, che ci aiutasse dalle violenze e dai palinsesti che hanno stravolto il calendario.
oggi oltre dieci anni dopo l'inizio delle pay tv la penso diversamente e l'ho scritto. Se fossi appassionato di rugby mi basterebbe la partita, ignorerei qualsiasi commento. ma col calcio mi arriva tutto il pacchetto di virtualità e io non lo voglio. lo stadio, nella sua sboraggine, è essenziale, è nudo, onesto anche se balordo nella caciara.
esticazzi se il gol di konko non l'ho visto bene, l'importante è che alzando lo sguardo non ho visto il mio salone, il mio solito salone con i suoi mille punti di fuga (foto, quadri, cornici, oggetti) dal mondo Lazio.