Calcio: striscioni contro Qatar, proprietà PSG furiosa
Emiri proprietari del Paris Saint-Germain furiosi per l'esibizione di pesantissimi striscioni domenica scorsa nello stadio del Saint-Etienne, tutti contro i divieti agli ultrà e con non poche allusioni al presunto finanziamento della jihad da parte del Qatar. Nasser al-Khelaifi, il presidente, non era in tribuna al Geoffroy-Guichard, risultato finale 0-2 per il PSG, doppietta di Ibrahimovic e PSG che eguaglia il Nantes nella storia del calcio francese (32 partite di seguito in Ligue 1 senza sconfitte). Eppure non si è perso nessuna festa, anzi. I tifosi dei Verdi, inquadrati dalle telecamere di Canal Plus ignare della contestazione, hanno inscenato due minuti di silenzio e alzato lo striscione "Due minuti per mostrare ai qatarioti cosa hanno fatto a Parigi".
La protesta è contro il divieto di megafoni, tamburi e fumogeni al Parco dei Principi, una legge che gli ultrà contestano insieme a quella che - dal 2010 - tiene fuori dagli stadi francesi tutti i club organizzati e assegna posti in modo assolutamente casuale agli spettatori. Fra gli striscioni, anche "Il Parc è diventato un cimitero, i vostri soldi non li porterete in paradiso. Pray for Paris", quasi una parodia degli slogan post-attentati di Parigi. La dirigenza del PSG, già alle prese con un ambiente a dir poco tiepido nel proprio stadio nonostante gli ottimi risultati, Al-Khelaifi ha protestato ufficialmente con i dirigenti del Saint-Etienne che hanno permesso l'ingresso degli enormi striscioni negli stadi, ed hanno consentito ai tifosi di entrare addirittura in campo per esibirli davanti ai cartelloni pubblicitari, così da non poter essere ignorati dalle tv. Protesta anche con la Lega calcio, tanto che - annuncia L'Equipe - è già stata aperta un'inchiesta della disciplinare