C'è voglia di Lazio in giro.
Lo vedi la mnattina quando incroci davanti scuola dei tuoi figli gli altri papà laziali.
Lo vedi al lavoro quando l'aria non è satura di miasmi romanisti, c'è un silenzio che affascina.
Lo senti alla radio, lo annusi in tv.
Lo gusti però andando allo stadio, parcheggiando al solito posto, percorrendo i soliti 400 passi, tra vigili, paninari, gruppi familiari, comitive birra alla mano, "Borghetti", controllo, abbraccio prima di entrare, corsa propiziatoria fino ai tornelli, i primi cori sempre più forti, non riesci a resistere l'hai fatto mille volte ma è sempre come fosse la prima...
la scalinata, gli ultimi gradini prima che ti si apra il mondo davanti, è come se ti si aprisse davanti una nuova dimensione, come se fino a quel momento fossi stato cieco e poi di colpo la luce i colori i dettagli i suoni ti abbagliasserro e stordissero tutti insieme
i saluti coi vicini, il giornale sul seggiolino, lo sguardo a 360 gradi per rivedere tutte le facce, sconosciute ma così familiari
e poi l'esultanza, gli abbracci, i cazzotti, scendere giù per festeggiare
e poi l'uscita dallo stadio, il ritorno, passare da mcdonalds solo per esibire la sciarpa, la lazialità, che si vinca o si perda, poco importa...
son quei 100 minuti di vita che ti fanno dimenticare e poi affrontare meglio tutte le cose forti che la vita ti presenta ogni giorno
è solo un gioco ?