Tor di Valle chiude il battenti: ultima corsa il 30 gennaio, 50 licenziamenti e nuovo stadio di calcioA casa tutti i dipendenti, "nell'indifferenza del sindaco" mentre "la proprietà incassa i proventi della vendita dei terreni"
Ostia – "Va bene lo stadio a Tor di Valle, ma cosa ne sarà dei lavoratori dell'ippodromo che dal prossimo 30 gennaio si ritroveranno senza lavoro? A quando, poi, la ristrutturazione della stazione della Roma-Lido di Tor di Valle?" A porsi queste domande è Leonardo Ragozzino, coordinatore del circolo Sel Ostia levante e ponente e responsabile cultura di Roma.
"In una Roma che investe sempre più su un modello culturale "circense" e privatistico, abbiamo sentito di recente i proclami baldanzosi del sindaco Alemanno che ha annunciato la costruzione affidata ai privati del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, che sarà pronto per il 2016", dichiara Ragozzino.
"Ma non abbiamo sentito nulla sui lavoratori dell'ippodromo che saranno forzatamente licenziati per far posto al cantiere dello stadio che sorgerà sulla stessa area e parimenti nulla sulla necessità di una immediata ristrutturazione della ferrovia Roma-Lido che annovera proprio la fermata Tor di Valle e che vedrebbe ulteriormente aumentato il suo bacino d'utenza".
Il circolo Sel Ostia levante e ponente chiede che si tenga conto del destino dei lavoratori rimossi e delle loro famiglie e che venga avviata da subito un seria verifica sull'impatto che l'edificazione dello stadio avrebbe per il territorio e per gli utenti della Roma-Lido del XIII municipio.
"Il 30 gennaio 2013 sarà l'ultimo giorno di corse nell'Ippodromo di Tor di Valle, uno degli impianti di trotto più grandi d'Europa, inaugurato il 26 dicembre del 1959 e reso celebre anche dal film cult Febbre da cavallo". E' il triste annuncio di Fabrizio Micarelli, segretario della Slc Cgil di Roma e del Lazio e Massimiliano Montesi, segretario della Slc Cgil Roma ovest. Che spiegano che ieri, all'ippodromo, "si è svolto un incontro tra le organizzazioni sindacali, le Rsu, la proprietà e la società Tor di Valle Srl già in liquidazione che gestisce l'impianto.
Durante l'incontro la società ha comunicato la chiusura dell'ippodromo e il licenziamento di tutto il personale: un tradimento per i circa 50 lavoratori che in questi anni hanno garantito e contribuito, con un impegno straordinario, al regolare svolgimento dell'attività (nonostante i continui ritardi nel ricevere gli stipendi) e che ancora oggi li vedono creditori di sette mensilità".
"LAVORATORI A CASA NELL'INDIFFERENZA DI ALEMANNO" - I sindacati lamentano che "a pagare sono sempre gli stessi", a fronte di una proprietà che "incassa i proventi della vendita dei terreni", con il costruttore che "vede concretizzarsi il suo progetto di valorizzazione dell'area mentre i lavoratori vengono esclusi totalmente dal nuovo progetto e mandati a casa". Il tutto succede, come denunciano i sindacalisti "nella più totale indifferenza del sindaco di Roma che si è affrettato ad annunciare in pompa magna con tanto di conferenza stampa la costruzione del nuovo stadio di calcio che nascerà dalle ceneri dell'ippodromo, ma non si è affatto preoccupato delle ricadute occupazionali, dei lavoratori e delle loro famiglie attualmente impiegati presso l'impianto di Tor di Valle".