Dallo stadio.
Loro pareggiano e lo speaker recita "Per la giuve: Quajarella"
Loro esultano, noi tutti a sclerare, io guardo in campo: Radu è depresso, mi fa la camminata di Charlie Brown triste, Marchetti esce dalla porta e lo scuote violentemente da dietro, incitandolo a reagire subito. Poi dice qualcosa a Ciani, non si capisce.
La Lazio batte e va subito in avanti, con Konko mi pare e lì penso: risegnamo subito noi, me lo sento.
Al calcio d'angolo ero sicuro, non era più una semplice sensazione.
Mauri c'ha messo 5 minuti per decidersi e andare a battere, Ledesma è rimasto ultimo uomo e mi è sembrato strano.
La palla non entrava mai, ce l'abbiamo spinta col fiato tutti noi.
La cosa pessima è che queste cose non le dico neanche dopo, per scaramanzia.
E invece stavolta l'ho detta.
E mentre la dicevo alla mia amica vicino a me, la Juve viene avanti e si magna quel gol sotto la sud, a 100 metri da me. Non capivo che succedeva, pensavo Banti avesse fischiato rigore non lo so...