Arrivò nella Capitale nella stagione 2007/2008, a parametro zero dopo essersi svincolato dal Racing Santander. Arrivò nella Capitale con un bagaglio di esperienza internazionale Lionel Scaloni, quella col Deportivo La Coruna e il West Ham, sempre messa a disposizione della Lazio. Ieri, dopo cinque stagioni in biancoceleste, ha salutato Roma e quella maglia indossata sempre con grinta, carisma, passione. Quel gol di Gonzalez, il vantaggio della Lazio sulla Juventus, è stato dedicato tutto a lui: il Tata ha festeggiato mostrando la maglia numero cinque dell'argentino che vedeva la sfida già a Bergamo: "Dopo il gesto del Tata ho ricevuto mille messaggi, è stata una serata particolare anche per la vittoria, mi sono emozionato è stato il migliore arrivederci che potessi ricevere. Non me l'aspettavo, mentre guardavo la partita un po' nervoso, mi sarebbe piaciuto essere lì con loro perchè un pezzo di quello che hanno raggiunto è anche un po' mio. Mi sono accorto di quanto mi volevano bene, so che alla fine il lavoro paga anche per quello che ho dato alla Lazio, credo di aver lasciato un buon ricordo", ha raccontato Scaloni in esclusiva ai microfoni di Radiosei. L'emozione e la commozione è ancora tanta, l'Atalanta rappresenta il suo futuro perchè - nonostante i 34 anni - Lio di appendere gli scarpini al chiodo non ne ha intenzione. E' sempre stato un leader, in campo come nello spogliatoio, tra uno scherzo ai compagni di squadra e una galoppata sulla fascia, tra una pranzetto a Formello a base di asado argentino e la grinta in campo.
E se gli chiedi quali sono gli obiettivi e le potenzialità di quella che, fino a ieri, era la sua Lazio non riesce a parlarne con distacco. E' come se fosse ancora il Lio intervistato in mixed zone, magari per commentare una straordinaria vittoria come quella nel derby dello scorso anno oppure a metterci la faccia dopo una brutta sconfitta. Parla ancora al plurale, parla ancora da biancoceleste: "Se continua così può arrivare in alto, già ha fatto molte cose importanti e credo che sarà una stagione meravigliosa. Spero possa festeggiare qualcosa. L'unica cosa che gli manca è credere fino alla fine di potersela giocare con tutti. Per esempio ieri con la Juventus, i ragazzi hanno fatto una partita intelligente che darà morale, può lottare per i primi posti fino alla fine".
Quest'anno con mister Petkovic non ha trovato spazio, il ritorno di Radu e la crescita di Cavanda non gli hanno permesso di scalare le gerarchie, ma nonostante questo il suo supporto per la Lazio non è mai mancato come non è mai mancato il rapporto con il tecnico di Sarajevo: "E' sempre stato corretto con me, avevamo un rapporto ottimo e mi chiedeva consigli prima delle partite. E' un allenatore intelligente, e dopo pochi mesi in Italia si trova già a suo agio". Leader dello spogliatoio, veterano biancoceleste, Lionel ha fatto da chioccia a due giovani dalle opposte prospettive alla Lazio. C'è chi parte e c'è chi cresce nella Capitale, Zàrate direzione Dinamo Kiev e Cavanda in rampa di lancio: "Mauro lo conosciamo, io spero solo che se vada via riesca a far vedere quelle qualità che non ha fatto vedere nella Lazio. Luis è un ragazzo che sa ascoltare, lo ha fatto vedere benissimo sul campo, il prossimo anno farà concorrenza a Konko"
llsn