Non esisterà un solo modo di stare allo stadio (o al mondo), ma esistono dei comportamenti, un codice che chi vive lo stadio (o chi vive in un consesso civile) sa di dover rispettare.
Non parlo di forza, onore e quelle cazzate lì, ovviamente. A parte andarsene prima per la maghina in doppia fila (vero insulto alla squadra e a chi quei seggiolini se li suda sempre, no matter what), sono tanti i piccoli comportamenti che possono indispettire. E chi li tiene non lo fa perché è una brutta persona o perché non è "uno dei nostri": più semplicemente non conosce il codice comportamentale del contesto in cui si trova perché quel contesto lo frequenta sì e no due volte l'anno, e nelle partite di cartello, laddove cioè c'è più confusione ed è più difficile cogliere, se vogliamo volare alti, la Weltanschauung del tifoso.
Credo sia un discorso di buon senso, al di là dei pipponi mentali sui massimi sistemi e la libertà d'espressione.