Articolo del 2011 -
SI CHIAMA Aurelio Andreazzoli, affiancherà Montella (che non ha ancora il patentino di prima categoria) sulla panchina della Roma. Ex collaboratore di Spalletti, è rimasto nel cuore dei giocatori, a lui molto legati, in particolare di Totti, del quale qualche tempo fa Andreazzoli disse: "E' un genio, mi ritengo fortunato ad aver potuto assistere ogni giorno alle sue giocate, senza dover pagare il biglietto". Appena ricevuta la chiamata da Trigoria ha mandato messaggi ai suoi amici romani, con i quali è rimasto sempre in contatto: "Mi siete rimasti nel cuore, una gioia tornare", il suo pensiero. Nella capitale ritrova Bertelli, preparatore rimasto a Trigoria, e Franceschi, anche lui richiamato, che si occupa del recupero infortunati. In pratica l' ombra spallettiana si riallarga sulla Roma, come una manona tesa per uscire dalla crisi, passato non così lontano da rievocare nel tentativo di rialzare la testa. Di Massa Carrara, classe ' 53, un passato da mediocre calciatore (ha sfiorato la serie A con il Genoa), ancora un anno di contratto con la Roma (pure questo ha pesato a suo favore) Andreazzoli divenne amico di Spalletti (che ieri gli ha fatto gli auguri) al supercorso di Coverciano, dopo il quale decise di seguirlo a Udine, nel 2003, dopo che erano stati rivali da allenatori delle giovanili di Massese ed Empoli. È però diventato celebre perché Taddei gli dedicò una nota finta, ribattezzandola giustappunto l' "Aurelio". Un dribbling particolare, un gesto tecnico che al brasiliano riusciva sempre in allenamento. Poi, un giorno, la sfida: "Vediamo se riesci a farlo durante una partita vera". Detto fatto, Taddei stupì tutti riproponendo la giocata contro l' Olympiakos ad Atene (10 ottobre2006), in Champions League, dedicando poi l' impresa proprio ad Aurelio. Era lui il tattico dello staff di Spalletti, oltre che studioso della preparazione atletica. Il suo profilo facebook lo vede in sella all' inseparabile bicicletta, immagine che è rimasta negli occhi dei frequentatori del mondo Roma: anche durantei ritiri estivi amava spostarsi in mountain bike, vera e propria passione. Appassionato di tattica, come detto, ha messo anche lui lo zampino nella nascita del 4-2-31, modulo che ha fatto le fortune della Roma di Spalletti e che verrà probabilmente riproposto già a partire da domani a Bologna. "La mia più grande delusione è lo scudetto sfumato con la Roma nel 2008 - ama ripetere - eravamo a Catania, ultima giornata, in vantaggio con Vucinic. Ma a venti minuti dal termine segna Ibrahimovic per l' Inter e ci è crollato il mondo addosso. Fu un' enorme delusione perché già pensavamo alla festa al Circo Massimo". Oggi ritroverà i ragazzi con cui ha condiviso quella delusione.