Scusate se riporto il discorso su categorie generali.
A mio modo di vedere andrebbero disgiunti i discorsi fin quì affrontati. Ovvero la questione della commercializzazione di alcuni prodotti andrebbe divisa da quella del rientro delle spese di gestione di un gruppo; così come quella della più o meno marcata politicizzazione di una curva a prescindere, andrebbe affrontato a parte da quello della contestazione alla dirigenza della Società e in ultima analisi anche le degenerazioni razziste dovrebbero essere affrontate a parte.
Fatta questa premessa, concordo con chi fa analisi realistiche; un certo retroterra che guarda a destra nelle condizioni date è inevitabile, quindi degenerazioni razziste a parte, lo spartiacque sta sempre nel obbiettivo finale: tifare Lazio o portare allo stadio altre istanze? Certo, quì andrebbe affrontato un discorso più ampio, che riguarda gli ultras e l'importanza che essi danno al proprio gruppo ma quì bisognerebbe fare un po' di storia approfondita della Curva Nord.
Anche sulla dirigenza, al netto dei contrasti inevitabili e delle contestazioni, lo spartiacque è sempre lo stesso: quale è l'obbiettivo prioritario: tifare Lazio o condurre una propria guerra personale?. C'è da dire che non esiste pratciamente nessuna tifoseria che non si sia scontrata almeno una volta con la società, la peculiarità del mondo Lazio era (e per alcuni lo è ancora) è che ciò trascendeva nel patologico.