Beccateve le opinioni di svariati premi nobel.
Cambiano
gli allenatori ma la storia resta la stessa.
Anche da Genova si torna a mani vuote, e
gli opinionisti delle radio locali ci vanno
giù pesantemente. Cominciamo il nostro
giro d'orizzonte da Elle Radio con la
trasmissione de "Il mio canto libero" che dà
il via alla giornata giallorossa.
Sandro Nini dice ""La sconfitta di ieri è
molto pesante dopo un bel primo tempo
che aveva fatto ben sperare. Poi nel
secondo tempo il crollo totale. Ora mi
aspetto chi dice che allora non era tutta
colpa di Zeman. Sul calcio di rigore,
Osvaldo dovrebbe capire che i
personalismi in una fase che non sta
andando bene non aiutano ad una
ripartenza. Un comportamento
bambinesco; al pari di Osvaldo però,
sbagliano anche Totti, De Rossi e
Burdisso, gli uomini con più personalità
che dovevano far desistere
l'italoargentino".
Parola a Flavio Di Stefano "Le cose
peggiore si sono viste a margine del gioco,
vedi l'episodio del rigore. Nel primo tempo
molto bene, poi la squadra si è sciolta
dopo il rigore. Una squadra che non si è
mai ritrovata, poi anche Andreazzoli è
andato un po' in confusione anche se ha
mostrato coraggio nel schierare quel
modulo. Stekelenburg è colpevole sulla
punizione di Sansone mentre non può fare
niente sugl'altri due gol. De Rossi da il la
alla vittoria della Sampdoria con quel
passaggio intercettato da Poli:
ampiamente insufficiente. Male Osvaldo.
Su Delio Rossi sottoscrivo le parole di
Daniele De Rossi".
Alle ore 8.30 si parla di Sampdoria-Roma
su Radio Radio nella trasmissione
sportiva del mattino.
Comincia Franco Melli: "Andreazzoli non
sa quello che succede, non sapeva nulla
di ciò che era successo tra Totti e Osvaldo,
non sapeva niente. Allora mi domando, in
che mani siamo capitati? Che sta
succedendo alla Roma? Mi faccio
promotore di questo referendum. Chiederei
ai tifosi, rivolete Zeman? Dico che bisogna
richiamare di corsa Zeman, e non soltanto
per quello che si è visto in campo, per le
scene di disordine, sciatteria e cattiva
organizzazione, ma anche per le
dichiarazioni del nuovo allenatore che mi è
sembrato totalmente sprovveduto. Stanno
succedendo cose inaudite, mai accadute.
Un tecnico dalla panchina deve
precipitarsi in campo e prendere Osvaldo
per il collo".
Ecco Tony Damascelli: "Vedendo
l'episodio del rigore di Osvaldo, mi sono
venute in mente le parole di Zeman, che
parlava di mancanza di regole e disciplina.
Mentre Baldini diceva che le regole
c'erano già. Se ci fosse una logica, sempre
paradossale, la Roma dovrebbe
richiamare Zeman e mandare
immediatamente a casa i dirigenti, che
dovrebbero sospendersi perché non sono
capaci di dirigere e gestire. Che poi
Zeman abbia commesso i suoi errori,
questo lo sappiamo e difatti ha pagato. Ma,
come in politica, paga uno e gli altri fanno
le belle gioie. In questi giorni nessuno ha
aiutato e supportato il nuovo allenatore.
Ieri la figura che ha fatto Andreazzoli è
stata modesta, patetica. Qui c'è troppa
gente che sta giocando, per i propri
interessi, contro gli interessi della Roma".
Parla Roberto Pruzzo: "Non mi aspettavo
niente di più, le scosse del cambio
d'allenatore a volte vengono a volte no. Ho
visto la difesa a tre e non la difesa a
quattro, per il resto poco. E' ora di finirla,
siamo giunti al capolinea di questa
stagione. Se ieri finisce 3-3 non c'è nulla di
scandaloso, ma mi aspettavo una reazione
diversa dai big. Ho visto invece un
appiattimento totale della squadra, che ha
vissuto sui giocatori zemaniani. I migliori
sono stati Lamela, Marquinhos e Bradley.
La gente ha bisogno di qualcosa, l'ultima
occasione è proprio Roma-Juventus. I più
deludenti sono stati coloro che dovevano
dare la svolta. De Rossi è stato il solito De
Rossi, molto deludente. Ha giochicchiato,
come Pjanic. Vorrei stendere un velo
pietoso sul dopo partita dell'allenatore. E'
evidente la difficoltà di quest'uomo nel
gestire una situazione più grande di lui".
Ilario Di Giovambattista: "Una delle
osservate speciali di questa giornata era la
Roma. Stekelenburg, De Rossi e Osvaldo
per quanto mi riguarda meritano la
panchina. De Rossi è un paraculo,
conosce i romani e i tifosi della Roma.
Cosa che non conoscono né i dirigenti né
la proprietà americana. E' stata estirpata la
passione ai tifosi, ma so che dentro c'è un
popolo che sta esplodendo. Osvaldo è
Osvaldo, non è una persona molto
equilibrata come comportamenti, ha fatto
bene Totti a non reagire. Ma se potesse,
Totti direbbe le cose peggiori. Lo hanno
silenziato, non è più come una volta. Si
vuole internazionalizzare la Roma, si
vogliono conquistare giapponesi,
americani, ma prima bisogna riconquistare
la gente romanista. Altrimenti i dirigenti
cosa ci stanno a fare?"
Roberto Renga: "Mi preoccupava quel
Lamela sulla fascia destra, da solo, senza
protezione. E infatti alla prima ripartenza
della Samp è arrivato il gol. La Roma ha
giocato più o meno come le altre volte,
all'inizio ha dato l'idea di esserci salvo poi
sciogliersi alla prima difficoltà. Nel
secondo tempo la squadra non stava in
piedi. Mi spiace che abbiano tirato le pietre
ad Osvaldo e che Fenucci abbia detto che
è colpa dei giornalisti. Una buona stampa
del genere a Roma non l'avevo mai notata,
in qualsiasi altra città sarebbe successo il
finimondo. Ieri Andreazzoli ha dato la
sensazione di voler accontentare tutti
quelli che ce l'avevano con Zeman. Sono
rimasti fuori Piris e Florenzi, tutti gli altri
dentro. Abbiamo visto che la colpa non era
solo di Zeman, ma lo sapevano anche i
bambini. Stekelenburg vale Goicoechea,
ha preso un gol su punizione sul suo palo.
Sul terzo gol erano in sei, a zona, fermi,
contro un solo avversario. Non è
pensabile".
Furio Focolari: "A me la Roma del primo
tempo era piaciuta molto, aveva dominato
in lungo e in largo. Pjanic ha sbagliato un
gol che non si può sbagliare e sarebbe
cambiata la partita. La squadra era messa
benissimo in campo, Stekelenburg ha
dimostrato dei limiti ma con Goicoechea
non sarebbe andata diversamente. Nella
ripresa la Roma è crollata, non ha retto, il
problema è fisico. E' bastato che Delio
Rossi facesse dei cambi in corsa e la
Roma s'è sfasciata, perché non si reggeva
più in piedi. Fenucci se ne esce con
questa idiozia, è una cosa grave. Non si
può sorvolare sull'episodio del rigore.
Perché Totti, che è Totti, che è il Re di
Roma, permette a Osvaldo di tirare il
rigore? Da Capitano avrebbe dovuto
imporsi. Osvaldo ha fatto una cosa stupida,
ma Totti la doveva impedire".
Su Rete Sport c'è l'opinione di Giancarlo
Padovan " Un primo tempo molto buono.
La seconda frazione di gioco non ha
mostrato una buona Roma. Una partita
condizionata dall'annullamento di una rete
regolare come quella messa a segno da
Lamela. Non mi sono piaciute nel dopo
partita le parole di Andreazzoli; giusto
difendere i giocatori, ma non si può non
sapere cosa sia successo in occasione
dell'episodio del rigore. Dal punto di vista
tattico la squadra non ha fatto male, ma ha
sbagliato troppo sotto porta, subendo
ancora troppo. Tanti errori dei singoli, nel
secondo tempo mi è sembrata la solita
Roma."
A Radio Manà Manà si analizza così la
sconfitta Max Leggeri: "Il problema
resta soprattutto la dirigenza. Questa è una
dirigenza priva di attributi. Io continuo a
puntare l'indice soprattutto nei confronti dei
due principali fautori di questo disastro
giallorosso: Franco Baldini e Walter
Sabatini. Due dilettanti allo sbaraglio che
evidentemente occupano posizioni più
grandi delle loro competenze
professionali".
Angelo Di Livio: "Il rigorista è sempre
Francesco Totti. Osvaldo ha sbagliato
perchè non può andare a tirare un rigore,
però se l'allenatore vede una situazione
un pò strana, come è successo ieri, si deve
alzare e deve intervenire. Andreazzoli
doveva dire: "Osvaldo togliti per favore
perchè Totti è il primo rigorista". Anche
Totti stesso è rimasto perplesso, secondo
me".
Fulvio Stinchelli: "Come ho visto la
Roma? La Roma del primo tempo non mi è
assolutamente piaciuta. Non so come
possa essere piaciuta. Era una squadra
che attaccava senza cervello, senza
criterio. Non c'era gioco, non c'era più un
disegno di gioco. Era una squadra in
marasma: ad un inizio furente, poi alla fine
è subentrato il crollo. Il crollo di una
squadra che non ha più un cervello".