Sarò sincero, ho cercato di non connettermi subito dopo la partita, avrei voluto aspettare domattina. Leggere alcuni commenti, un po' veementi, un po' irriverenti, scritti a caldo da chi ha sofferto per 90 minuti mi fa male. Mi fa ancor più male della sconfitta in sè. Poi non ho resistito e, dopo aver sbollito un po' la delusione, ho letto i tanti topic creati in questa serata, titoli diversi, ma gli stessi contenuti. Si è parlato di tattica sbagliata, squadra stanca, approccio sbagliato ecc. Qui invece si invoca la calma di noi tifosi, e quella è merce rara per chi vive come noi la Lazio in modo così carnale e viscerale, ma vale la pena provarci.
A mio parere la sconfitta di stasera è scaturita da qualcosa che si avvicina molto alla mancanza di calma. Non credo si tratti di tattica, perchè la difesa a3 col Siena l'avevamo provata in coppa, e "gliela stavamo imbustando", salvo poi complicarci la vita da soli, (anche se va detto che allora non c'era un Emeghara in gran spolvero). Si tratta più probabilmente di mentalità. Non ci stavamo con la testa. Me lo dimostrano 3 cose:
-Candreva prende con le mani la palla pronto a battere la rimessa laterale, pensando che questa fosse uscita, e non rendendosi conto che invece è ancora abbondantemente all'interno del terreno di gioco;
-Marchetti e Biava, due che hanno dimostrato di sbagliare praticamente mai, si fanno prendere dall'indecisione e dal panico, facendosi infilare dall'attaccante senese. Quella stessa situazione 99 su 100 con gli stessi interpreti sarebbe finita con una protezione dell'uscita del portiere e niente più.
-Konko a fine partita sfoga tutta la sua frustrazione contro un paio di tifosi coplevoli di averlo insultato.
Ripeto, non ci stavamo con la testa, ma spero che con calma, per l'appunto, si possa rimettere insieme i pezzi e ripartire, come dopo Catania, più forti di prima.
Detto questo, Forza Lazio sempre!