Non capirò mai il calcio. Io mi occupo di informatica, che dovrebbe essere scienza che - meno di altre - dà adito all'indeterminatezza. Un codice ben scritto dà un certo risultato, che piova o nevichi, che io abbia mal di stomaco o meno, che sia stanco, svogliato, allegro o triste. Forse è proprio per questo che - non capendolo - amo così il calcio, le sue variabili impazzite, la componente umana che ne determina la bellezza, in tutta la sua ricchezza. Nel calcio c'è tutto, tutto quello oltre l'1 + 1 = 2. C'è la gioia e il dolore, la sorpresa, l'amore e l'odio, l'accidia, l'incanto e il disincanto, il calcio è metafora di quel che la vita dovrebbe essere. Nel calcio Davide può battere 3-0 Golia, nella vita è alquanto più raro. Lo so, fa male quando per una volta Golia sei tu, proprio tu che di Davide hai portato lo stendardo per una vita. Proprio per questo, però, dovresti accettare con serenità di poter essere (qualche volta, meno possibile, si spera!) sgambettato da uno sconosciuto, un ragazzo bravo, che ha una storia, una storia di sofferenza e di riscatto. Succede.
Dato che non capisco di calcio, non arrivo a comprendere come dei ragazzi che hanno combattuto fieramente solo quattro giorni fa, ringhiando contro l'avversa sorte, dominando nonostante siano stati seppelliti di rigori, si affloscino come un soufflé di fronte ad una squadra di cui - con tutto il rispetto - non mi prenderei manco un titolare per metterlo in panca. Sono le alchimie del calcio, le combinazioni astrali che portano tutti, dall'allenatore ai giocatori, a non imbroccarne una manco per sbaglio. A noi ogni tanto succede questo allineamento di pianeti, già a Catania abbiamo potuto verificare come Saturno con tutti i suoi satelliti fosse perfettamente allineato con Venere, e doveva averci pensato Bizzarri proprio nel momento in cui Gomez tirava una palla impossibile da posizione altrettanto impossibile. Sarà stata la cometa di Halley, pensava Bizzarri mentre - distratto - osservava la palla infilarsi laddove mai avrebbe dovuto? Cos'avrà visto Ciani, che pure aveva peccato ben poco di distrazione nelle sue precedenti uscite, quando è arrivato quel cross ed Emeghara (1,70) è arrivato molto prima, molto più in alto, molto più forte, nonostante gli rendesse circa 22 centimetri? Forse anche lui stava calcolando se Saturno era entrato nella costellazione dei Pesci, e quindi salute e danaro andavano bene, ma il lavoro mica tanto per l'Ariete...
Non so cosa sia successo, può essere che c'entri il meteorite che si è sbriciolato sulla Russia, oppure il terremotino dell'altra sera dalle parti di Frosinone, che ha spostato l'asse di Ciani di quel tanto, e non solo il suo, di asse. Non spetta a me, diciamo a nessuno di noi, che siamo da sempre osservatori del poi, talvolta cassandre del prima, che con la Lazio fa sempre tanto fico. Così come l'analisi, non è in noi neanche trovare la cura. Non so perché voi entriate nei forum, in questo in particolare. Quando si vince, per gioire con gli altri. Per qualche cassandra è più difficile, venir sconfessati non piace a nessuno, ma poi ci si fa contagiare dal clima. E' facile, comunque. Più difficile quando si perde. Cosa va cercando l'umano essere laziale dopo cotal sbiossa? C'è chi si sfoga. Tutti stronzi, tutto sbagliato, è la fine del sogno (tra l'altro, così titolava il Corriere online. Te piacerebbe, ma manco per il cazzo). E giù di tutto, un alzo zero che lèvati. Mi fa pensare allo stadio. Che poi allo stadio ci può stare, stai lì a caldo, ma qui dal cervello ai polpastrelli qualche minuto potrebbe passare, per riordinare pensieri, raffreddare bollori, riordinare congiuntivi. Invece no, essere razionali e/o moderati in questi casi è out, è molto più in far gara a chi le spara più grosse, o chi spala più merda. Hanno ragione pure loro. Allo stadio, pagano il biglietto, qui sono utenti registrati. Massimo rispetto.
Poi ci sono quelli come me, che quando perdiamo hanno il terrore di affacciarsi sul forum, che diventa un misto tra la lagna di un Guidone e la rozzezza e la volgarità di un Marione. Vorrei trovare un cantuccio laddove leccarmi le ferite. Mi piacerebbe qualcuno che cerchi di analizzare le cose, magari capendone più di me, e ne tragga comunque conclusioni non catastrofiche. Auspico il ritorno all'1 + 1 = 2. Abbiamo scagliato, la Juve ha scagliato, il Napoli 0-0 in casa, l'Inter ha preso quattro fischioni, sì, ha vinto il Milan ma non è che potevano perdere tutte. La classifica non è poi così male, certo di punti ne abbiamo buttati, ma diciamocelo, altri magari ne avevamo trovati. Vorrei in definitiva trovare gente come me, il simile cerca il suo simile, e non è ahimé vero che i laziali sono tutti uguali, non è vero che la sofferenza ci rende forti, al minimo stormir di fronde risbuca fuori l'avevodettismo, il guardachehaifattismo, e tutta una serie di ismi che sono un po' il nostro sport. Non di laziali, ma di tifosi qualsiasi, in questo i laziali non sono diversi da tutti gli altri. Altro che tutti uniti, si vince assieme, se si perde siete voi milionari strapagati a perdere...
Bé, io ho perso. Ho scagliato, mi brucia e ci ho dormito male. Ho fatto finta ieri sera che dopotutto del calcio non me ne fregava niente, ma dopo la prima mezz'ora a rigirarmi da una parte all'altra del letto, e mia moglie che mi scalciava e mi diceva datti pace, ho capito che no, non potevo darmi pace. Ma sono sereno. Questa squadra è forte, questa squadra ha dimostrato di aver cuore e di sapersi buttare alle spalle gli infortuni, infortuni che - in una stagione così lunga - sono sempre dietro l'angolo, e nessuna squadra ne è immune. Abbiamo un bravo tecnico, che commette errori ma che sa trarne insegnamento. Ci aspettano ancora tante battaglie, tante gioie e - speriamo - pochi dolori, da vivere insieme. Siamo ancora lassù, gli altri stanno quasi tutti laggiù. Godiamocela e cerchiamo di avere fiducia e di stare vicini a questa squadra, che la merita. Anche quando inciampa. Specialmente quando inciampa. Dopodomani è un altro giorno, un giorno da Lazio. Forza Lazio, e mezzaroma (anzi roma intera) merda.
Guy