Ciao Pà, stasera ci giochiamo l'europa, ultimamente qui le cose per la nostra amata Lazio non vanno così bene e nonostante una stagione esaltante attraversiamo un momento di crisi come succede in ogni squadra del mondo, ma qui, e tu lo sai, in questa città non regna l'equilibrio una volta sei un fenomeno, una volta sei una pippa ar sugo, ma tant'è ci siamo abituati ti ricordi quante discussioni negli anni d'oro cragnottiani su quella sega di Pancaro ??? Già, Cragnotti, chi ama la Lazio va a vedere la Lazio, ecco oggi si discute soprattutto sull'assenza del tifoso sugli spalti soprattutto nei momenti che contano....mah, io mi ricordo che noi nonostante non ce la passassimo proprio bene, il tempo ed i soldi per un biglietto di curva li trovavamo sempre, magari se non c'erano andavamo sulla montagnola sotto la madonnina, ma non mancavamo mai all'appuntamento....altri tempi Pà, oggi c'è la televisione a pagamento che entra dentro gli spogliatoi e ti fa vedere cose che nemmeno immagini, oggi ci soono le radio che dicono cose che nemmeno nei bar di periferie si sentono, oggi ci sono i forum specializzati dove trovi le notizie che nemmeno dentro una redazione di una testata giornalistica trovi, ci siamo evoluti Pà e forse questa evoluzione è proprio la nostra condanna, forse, e parlo sempre per me, abbiamo perso di vista il vero messaggio dello sport che amiamo al di là dei colori....
Sai ci penso spesso a quante volte fuggivamo da casa e nonostante la stanchezza di un lavoro massacrante riuscivi a trovare il tempo da dedicarmi, da dedicarti, all'epoca ero un adolescente e non capivo ciò che capisco ora...è che purtroppo le cose, le piccole cose della vita le apprezzi solo quando non le hai più e anche se non hanno lo stesso sapore cerco di farmene una ragione pensando che nonostante tutto ho avuto il previlegio di vivere con te quei piccoli momenti emozionanti.
Spero che in quel mondo a cui ora appartieni sia riuscito a trovare quella serenità e quella felicità che qui hai solo immaginato ......quella immaginazione che spesso si identificava con un abbraccio al tuo piccolo marmocchio ogni volta, ogni maledetta volta che quella sfera veniva intrappolata dalle maglie di una rete a volte nere a volte bianche ed assumeva la stessa forma. Quante volte tornavamo felici dopo aver preso tutta l'acqua di questo mondo [...], quante volte mentre guidavi la tua 500 blu posavi la tua mano sul mio ginocchio come se in quel piccolo contatto ci fosse tutto l'amore che un padre può donare ad un figlio ma che non è possibile dire attraverso le parole perché la vita spesso ci indurisce e le fatiche e le tribolazioni non permettono spazio ai sentimenti, quante volte.
Sai lo scorso anno ci ho portato Sofia per la prima volta e anche se non capisce nulla di questo strano fenomeno era felice di passare qualche ora con me, felice di vedermi felice, ed io felice di vederla felice, pochi attimi di complicità fuori dagli schemi fuori dalle regole inevitabile pensare a te e me mano nella mano, inevitabile..... commovente fino alle lacrime ho promesso a me stesso che nonostante la vita quotidiana che ci fagocita di dedicargli e dedicarmi un momento della giornata anche solo di pochi istanti parlando di quello che provo e di quello che sogno di quello che sento.
Pà, ora ti devo lasciare il dovere mi chiama, stasera va in onda un'altra partita e tra una sciarpa legata al collo e un inno cantato al cielo ti cercherò nei pensieri, felice di riabbraciarti ancora una volta....
Forza Lazio Pà