io li ho per amici stretti, veri. li ho per parenti. li ho per conoscenti, colleghi.
vedo il loro approccio allo stadio. Loro hanno avuto il collasso del Cucs, l'affare Manfredonia, cosa grave, tragica, dolorosissima. loro hanno avuto la festa del principe giannini rovinata da se stessi. Loro hanno avuto l'interregno dei Boys. e tante altre cose che non sto a ribadire, ripetere, sappiamo tutti. hanno avuto anche la curva nord con la scritta roma solo roma e basta. Ma non c'è modo di scalfirli: e bada non parlo dei possessori di bruchi. Io il folklore non lo tratto mai: esiste ma lo do per assodato. A me interessa l'altra parte, quella normale. Loro non hanno ricevuto "schiaffi" morali nell'andare allo stadio, non li ho visti mai in crisi perchè qualcuno ha calpestato la loro passione portando cose extracalcistiche. Per loro è una "festa" cmq andare allo stadio. E se la parola "festa" sa di esagerato, allora ne uno un'altra: loro, quella gente normale di cui parlo, gente come noi, non si è mai vergognata di andare allo stadio, non si è mai trovata in imbarazzo. Se ci si è trovata non l'ho mai vista in pubblico portare l'imbarazzo come tema di conversazione. ma pure ai piani bassi hanno fatto la stessa cosa. Ricordo marione che difendeva capello e cassava le telefonate di dissenso e batteva a tamburella "andiamo allo stadio a tifare la squadra del mister".- l'ho sentito con le mie orecchie cassare bruscamente le telefonate. due ore di tam tam. prima andare allo stadio, poi contestare.