ovvero, fiorentina-Lazio, genoa-Lazio, milan-Lazio
tre partite chiave, tre arbitraggi scientifici, chirurgici, esemplari addirittura
rigori evidenti non concessi, gol regolari annullati, espulsioni clamorose negate, sempre da una parte
dall'altra invece, espulsioni cervellotiche (e in "moviola", una novità questa) e gol irregolari, in serie
il tutto, nella (semi)indifferenza generale, naturalmente, come gioca bene la fiorentina, la rimonta del milan, il genoa così si salva, evviva; e questo per i tifosi "di casa" e per l'opinione pubblica cosiddetta neutrale
perché la gente laziale ha altro a cui pensare, ha ben altro su cui scannarsi, i fuori rosa, il mercato, la difesa a tre, l'età media della rosa, la rosa troppo lunga o troppo corta, caccia li sordi, la comunicazione che non va e via sgretolando, o facendo di tutto per sgretolare, quella che in fondo è o dovrebbe essere uno dei sogni o degli amori più belli della nostra vita. se anche quest'anno non dovessimo farcela, la colpa è chiaro è la nostra. certo, certo, come no
è così che ci sfilano la Lazio, con semplicità, facilmente, a costo zero quasi, tra un aperitivo per gradire e un amaro per ripulire la bocca. oggi esattamente come ieri. quando il mercato si faceva, quando eravamo "ricchi", quando la panchina era lunga e forte. nel calcio, il nostro, dei gattopardi, in cui tutto cambia affinchè i rapporti di forza possano rimanere perennemente gli stessi. il calcio alle vongole, specchio fedele di una Italia sempre più alle volgole