Lazio, caso chiuso ma non troppo
Zarate si adegua, ma è stanco di Reja
di Stefano Carina
ROMA (17 agosto) - Ufficialmente il caso è chiuso. Zarate si è scusato, Reja ne ha preso atto e dopo averlo messo in castigo nell'amichevole contro il Levante, alla ripresa degli allenamenti prevista per domani lo riaggregherà al gruppo della prima squadra. Da qui, però, a prefigurare un finale alla "e vissero tutti felici e contenti" ce ne corre. Da tempo, infatti, Maurito vive un malessere interiore, dovuto al fatto di non sentirsi più al centro del progetto-Lazio, come era accaduto invece all'inizio della sua avventura in biancoceleste con Rossi.
Reja continua ad invitarlo a dribblare meno e a tirare di più: il feeling calcistico con il tecnico - che gli preferisce Rocchi e Floccari - tarda ad arrivare. Una situazione che l'argentino vive con disagio e che inevitabilmente si ripercuote sulle sue prestazioni in campo. Il folletto imprendibile ammirato nella sua prima stagione in Italia, pieno di sfrontatezza e colpi di genio, è oramai un lontano ricordo. Qualche segnale di risveglio c'era stato nell'ultima parte del ritiro ad Auronzo e nell'amichevole, persa malamente, con il Racing di Santander. La volontà (finalmente) di provare la 'giocata' (e di riuscirci) avevano illuso che l'attaccante fosse sul punto di ritrovarsi. Poi, il diverbio di giovedì a Formello - nato per alcune consegne tattiche che il calciatore si è rifiutato di tenere durante l'allenamento - ha fatto tornare tutto al punto di partenza. Alle sollecitazioni di Reja, che in precedenza lo aveva già pungolato più volte, Zarate ha risposto di getto, con un gesto di stizza.
Nulla di grave, per carità: il ragazzo pagherà con una multa ma di episodi del genere nei campi di calcio ne accadono a decine. Proprio per questo motivo all'argentino non è piaciuta la pubblicità che è stata data all'episodio. La posizione di Maurito è chiara:
è consapevole di aver sbagliato ma quello che non riesce proprio a digerire è il fatto che
ogni volta che accade qualcosa che lo riguarda in negativo
, c'è sempre 'qualcuno' che non vede l'ora di raccontarlo, come se volesse metterlo in cattiva luce di fronte ai tifosi e all'opinione pubblica. Fatti del genere, secondo l'attaccante, andrebbero risolti all'interno dello spogliatoio e lì dovrebbero rimanere. Reja, da navigato uomo di sport, non è un allenatore che serba rancore e già domani non darà più peso allo screzio di qualche giorno fa. Il problema, tuttavia, è che finora il metodo della carota (poca) e bastone (in più occasioni) da lui utilizzato per la gestione di Zarate, non sta dando i frutti sperati. Serve un'inversione di rotta, per fare in modo che l'acquisto più oneroso della gestione-Lotito, ritorni se stesso. Ventidue milioni di euro cash, come ama ricordare il presidente, non possono (e non devono) andare in fumo.
Al momento Maurito è incedibile. Lo è per la volontà del giocatore - che vuole rimanere a Roma - lo è per la società (che non prende nemmeno in considerazione la possibilità d'intavolare eventuali trattative per la sua cessione) ma lo è anche per il mercato. Il paradosso, infatti, è che oggi Zarate non è vendibile se non a fronte di una minus-valenza da record. L'ultimo anno e le difficoltà palesate in questo avvio di stagione hanno fatto crollare drasticamente il valore del suo cartellino. E così, nonostante gli estimatori non manchino (c'è la Juventus ma anche club inglesi e spagnoli) e l'amore incondizionato della tifoseria laziale, lui continua ad essere (e sentirsi) perennemente sotto esame. E pensare che siamo solo ad agosto...
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