e intanto platini....
Platini avverte Lotito: "Si lamenta per le porte chiuse? C'è chi vorrebbe levargli punti..."
09.03.2013 11:35 di Gianmarco Filizzola Twitter: @GianmarcoF22 articolo letto 6404 volte
Fonte: Gianmarco Filizzola -
Lalaziosiamonoi.itLa Lazio passa a Stoccarda, vince 2-0 e mette un piede ai quarti di finale. I biancocelesti, però, nella gara di ritorno del prossimo giovedì, non potranno contare sul sostegno del proprio pubblico e, in caso di passaggio del turno, dovranno accontentarsi di festeggiare negli spogliatoi e non ricevere l'abbraccio della propria gente. La stangata arrivata dall'Uefa in seguito all'incontro casalingo contro i tedeschi del Moenchengladbach, infatti, impedirà alla gente laziale di popolare lo Stadio Olimpico non solo per il prossimo turno, ma anche per gli eventuali quarti di finale e, se il ricorso già presentato dal club capitolino non venisse accolto, Klose e compagni potranno ascoltare il loro nome gridato dalla Curva Nord solo in un'eventuale semifinale. A tal proposito, Michel Platini, presidente dell'Uefa, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport e l'ex numero 10 bianconero ha detto la sua riguardo le piaghe del razzismo e della violenza, troppo spesso termini che vengono associati con il gioco del calcio, ma che col pallone non c'entrano assolutamente nulla.
VIOLENZA E RAZZISMO – Nell'ultimo incontro biancoceleste, disputato allo Stadio Olimpico contro il M'Gladbach, due tifosi tedeschi sono stati accoltellati prima della partita. In molti hanno espresso il loro parere riguardo la colpevolezza o meno delle società ospitanti, troppo spesso additate e punite per episodi difficili, se non impossibili, da controllare: «Ma cosa c'entra col calcio? I mille stupidi che hanno fischiato Boateng mica erano lì per la partita? Potrei impedire alcune trasferte, per esempio. Ma posso controllare i turisti? E se si rivolgono ai bagarini? Mi spiace, preferisco accusare la sicurezza pubblica». Il deferimento, e la conseguente decisione di chiudere le porte dello Stadio Olimpico però, non è arrivato in seguito a questo episodio di violenza, erroneamente attribuito alla tifoseria organizzata, ma ai presunti trecento tifosi laziali che, secondo il referto degli ispettori presenti all'Olimpico, hanno alzato il braccio destro a mo' di saluto romano. Il presidente biancoceleste Lotito aveva tuonato l'impossibilità da parte di una società di difendersi da comportamenti inadeguati al calcio e soprattutto aveva promesso di avere prove che sconfesserebbero la tesi dell'Uefa, lamentandosi delle "porte chiuse": «C'è chi pensa di togliere punti. Cosa preferisce?». Questa è stata la risposta di Platini che lascia poco spazio a interpretazioni sulla linea adottata dall'Uefa. Che sente la piaga del razzismo addirittura più complicata da debellare rispetto a quella delle scommesse: «Sì. Le scommesse sono un dramma, il calcio non è credibile, ma possiamo vincerle. Il razzismo è figlio anche della cultura del nazionalismo così forte in Europa». La battuta finale riguardo l'argomento, l'ex campione l'ha dedicata, tornando sull'ormai famoso episodio di Boateng, che in un esibizione ha lasciato il campo in seguito ad alcuni "buu" razzisti provenienti dalle tribune: «Se ha fatto bene a lasciare il campo? Benissimo. Però era un'amichevole. Fosse un torneo Uefa sarebbe giusto parlarne con l'arbitro e chiedere la sospensione. Loro hanno gli strumenti, devono usarli in casi così».