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Only made in Brazil: paese culla tanto della felicità, della spensieratezza quanto dello spettacolo del rettangolo di gioco, dei geni e della loro sregolatezza: del talento, della classe pura, quella che vedi già nei campi di periferia tra polvere, ciuffi d'erba e difficoltà, a volte tante, troppe.
Chi segue il campionato verdeoro sa già di chi parliamo in questo profilo: parliamo di talento assoluto, in rampa di lancio ma conosciuto dagli addetti ai lavori da anni, parliamo di Felipe Anderson, giovane, giovanissimo prodotto delle categorie di base del Santos FC.
UN PO'DI STORIA - Per un Ganso che và, un Felipe Anderson che viene: questa magari può essere la sintesi, il succo, del presente di questo ragazzo classe '93: testa sulle spalle e voglia di fare bene, intervistato infatti la sito ufficiale del Santos FC ha le idee chiare da molto tempo "i treni importanti passano una sola volta nella vita e bisogna fare bene, benissimo, so di avere la fiducia del mister e dei compagni e penso solo a fare il bene mio e della mia squadra". Questo è indice di grande personalità, un senso di responsabilità e quella buona sfrontatezza per convivere in uno spogliatoio di "mostri sacri" come Neymar Jr. e lo spettro dell'ex Ganso.
Non inganni l'età: pur essendo ancora giovanissimo conta già 80 presenze tra i professionisti condite da 6 goal (e che goal) e giocate spettacolari, quelle che non impari a scuola ma che ti vengono così, ad estro, naturali. Già nazionale under 17 e 20 ed un palmares con: Campeonato Paulista 2011 e 2012, Copa Libertadores de America 2011, Vice-campione della FIFA 2011 Mondiale per Club in Giappone; Recopa Sudamericana 2012 e Champion Argentina su Foursquare nel 2012 (il brasiliano Under-20): dati che colpiscono per un '93, che colpiscono per la concezione, tipicamente sudamericana, di non guardare la carta d'identità bensì il campo, unico giudice, unica fonte del bello e del brutto, del dritto e del rovescio di quella medaglia chiamata calcio.
Parte dal Coritiba ma, già a livello giovanile, passa nel 2007 ai Peixe del presidente Luis Alvaro de Oliveira Ribeiro per compiere un vero e proprio percorso in crescendo, in ascesa fra i "piccoli" bianconeri per poi trovarein Muricy Ramalho un mentore, un educatore, un insegnante di calcio e vita e passare quindi a quell' "elenco profesional" meta d'ogni giovane calciatore. Esordisce nel 2010 nel match contro il Palmeiras ed il primo goal arriva nel febbraio 2011 contro il Noroeste quando non era ancora 18enne
CARATTERISTICHE TECNICHE - E' un prodotto di un calcio in espansione,1.75 mt per 70 kg: un concentrato di talento assoluto. Parliamo di un trequartista che dà il meglio di sè nella porzione centrale del campo anche se è stato impiegato talvolta come esterno di un attacco a tre con buoni risultati visto il fisico normolineo, ancora da costruire, l'agilità e quella capacità di gioco eccelsa di capire, vedere e scegliere in un attimo quella che è la soluzione migliore. Classe pura, da vendere, un tempo di giocata pazzesco per i canoni dei '93 che siamo abituati a veder giocare, calciatore che è in grado di ricevere lo scarico della palla con il sinistro e calciare in porta con il destro, partendo spalle alla porta, in una frazione d'attimo, un fulmine poi tanto preciso quanto potente. Parliamo di una capacità di calcio del pallone entusiasmante, un ottima conduzione della stessa ed un senso della posizione che lo lega in maniera naturale all'erba del campo (dal centrocampo in su) e, comunque è pur sempre un giocatore in maturazione, in crescita: se mantiene queste premesse allora siamo di fronte ad un top player del domani.
Non a caso squadre di prima fascia come il Milan, le spagnole ed i top club della Premier lo seguono con interesse da tempo; non una semplice suggestione di calciomercato ma vero e proprio crack da tenere sott'occhio.
Meglio di Ganso? Il paragone è d'obbligo, sembra quasi una staffetta la loro: credo di si perchè nonostante la tenerissima età rappresenta un materiale umano e tecnico impressionante, un costrutto malleabile, adattabile al ritmo del calcio d'oltre Oceano (quando invece il neo giocatore del Sao Paulo predilige ritmi più bassi) calcio europeo in cui lo colloco come giocatore da ultimo tocco, ultima "idea", da dribbling e creazione della superiorità numerica. Ha estrema duttilità, anche partendo più arretrato sa dare qualità alla manovra, sa dettare l'ultimo passaggio, in sintesi lo vedo giocatore più consistente rispetto al numero 8 di casa al Morumbi per tecnica di base, per attitudine mentale ed integrità fisica. Qualità e personalità, visione, tocco palla, capacità di saltare l'uomo velocità mentale e di giocata, ritmo e gestione delle pressioni fanno di lui un prospetto da calcio europeo, del domani soprattutto, ma anche dell'oggi.
ri da anni, parliamo di Felipe Anderson, giovane, giovanissimo prodotto delle categorie di base del Santos FC.