Non rispondo a syrinx perché trattasi di provocazione di grana grossa. Sono signore anche in questo.
Oltretutto, non ho mai fatto previsioni catastofiche, tutt'altro.
Ho sempre detto, fin da agosto, che nelle coppe saremmo arrivati molto lontano e, pertanto, inevitabilmente ciò lo avremmo pagato in termini di punti e di posizioni in campionato.
Trovo risibili alcuni interventi (non qui, in generale) in cui si dice: "eh, vabbé, la Fiorentina ne ha giocate 13 in meno, di partite"
Embé, perché quando abbiamo immaginato la stagione ad agosto la Fiorentina era nei gironi di EL? Non mi pare di averla letta...
A ogni modo, faccio miei tutti gli interventi di est1900, compreso il discorso della "romanistizzazione del laziale", locuzione utilizzata (a partire da quest'anno) sovente anche da me. Anche se io preferisco parlare di mutazione antropologica del laziale.
Si è consumato qualcosa di strano, la scorsa estate.
Un ottimismo deflagrante, dilagante, roboante, del tutto immotivato.
Da una squadra che è rimasta sostanzialmente invariata e che ha totalizzato 62 punti, con l'asse dorsale di un anno più vecchio e logoro, si chiede di fare 1,8/1,9 a partita o cose del genere.
Non so cosa sia successo, davvero, per aver trasformato tanti fratelli laziali da analitici commentatori di cose di campo a proclamatori di superiorità inesistenti.
Io sono sempre lo stesso, mentre avverto che intorno a me qualcosa è cambiato.
"Mio cuggino" pure non lo riconosco più...A settembre mi diceva: "una cosa non potrò tollerare, quest'anno: di finire sotto al Milan".
Ma perché saremmo dovuti finire sopra a una squadra che è arrivata prima e seconda nei due anni precedenti? Perché?
Sono terribilmente disorientato. Mi ritrovo molto in est1900 e in quello che scrive qui e altrove. Ma temo sia merce rara, oramai, un laziale che ragioni così.
Bisogna sbagliarsi sempre per eccesso, altrimenti si è disfattisti. E anche un po' stronzi.