8/21/10, 9.57TUTTI CON MAURITO!
Credevo di essere rimasto solo a combattere la "battaglia" in difesa di Zarate, unico grande patrimonio tecnico che la Lazio aveva fino all'arrivo di Hernanes. Invece leggendo alcuni giorni fa il pezzo del direttore del Corriere dello Sport-Stadio mi sono accorto di essere in splendida compagnia. Sono invece sconcertato di come questo argomento venga trattato, o non trattato, da tutti gli addetti ai lavori. Sull'altra sponda calcistica della città si incensa Menez come fosse il nuovo Maradona. Ma quanti gol ha segnato il francese e in quante partite è stato decisivo? Eppure tutti lo aspettano convinti che sarà il suo anno. In casa biancoazzurra invece si tende, come al solito, a distruggere anche quello che c'è di buono.
La Lazio può essere protagonista se avrà Zarate (con Hernanes) al centro del suo progetto, altrimenti dovrà accontentarsi di un ruolo di assoluta comprimaria. Il vero Zarate vale tranquillamente, a mio giudizio, quattro o cinque posizioni in classifica. Tradotto in soldoni dico che senza Zarate sei da ottavo posto, con l'argentino al centro del progetto e delle attenzioni, puoi arrivare anche quarto. Ho letto e sentito le teorie più strampalate. La più ricorrente è quella che vuole il ragazzo argentino protagonista in negativo della scorsa stagione. Certo nessuno, neanche chi scrive, può dire che abbia giocato un buon campionato, ma faccio una domanda a tutti: Mi dite chi ha giocato bene nella Lazio lo scorso anno? Forse Floccari, venuto a gennaio, ma nessun altro. Ed allora perché tutti puntano l'indice su Zarate come se fosse lui l'unico colpevole di una stagione da dimenticare?
Attenzione, non voglio essere frainteso, non difendo il ragazzo rispetto all'ultimo episodio che ha costretto il tecnico a riprenderlo e a punirlo. In quel caso sono dalla parte di Reia perché ogni giocatore, dal più bravo al più scarso, deve dimostrare sempre la giusta professionalità e adeguarsi al volere di chi dirige il gruppo. Al contrario le mie teorie sono squisitamente tecniche. Zarate ha segnato sedici gol e confezionato undici assist nella prima stagione italiana. Ha spesso vinto, quasi da solo, partite importanti come il derby o contro la Juventus a Torino in Coppa Italia. I suoi sedici gol dimostrano che la porta la vede eccome, ma ancora più importanti sono gli assist perché dimostrano la sua capacità di giocare con i compagni. Si obietta che dribbla troppo e lo si costringe a cambiare il suo modo di giocare. Credo che sia sbagliato. Zarate gioca così e proprio giocando così ha mandato in visibilio i tifosi della Lazio. Non va snaturato, ma aiutato. Gli si può chiedere di non fare il terzo dribbling, ma no di non farne affatto. Sarebbe come chiedere a Eva Hengher di non mostrare le tette.
Quello che chiedo a Reia, di cui apprezzo moltissimo la professionalità e la grande umanità, è di riflettere su queste considerazioni e di abbandonare la ricerca di un centroavanti tipo Hugo Almeida. La Lazio ha un reparto attaccanti fortissimo con Maurito, Floccari e Rocchi, cui aggiungerei anche il giovane Kozak, che ha dimostrato ottime cose in queste prime esibizioni estive. Non serve proprio aggiungere un altro ingaggio molto alto che poi già dal prossimo anno sarebbe un peso insopportabile. Se proprio si vuole migliorare la rosa allora sarebbe più logico cercare un difensore molto forte, che aggiunga un po' di qualità al reparto difensivo. Anche in considerazione del modulo che intende attuare il tecnico.
Tornando a Zarate un'ultima riflessione. Non è casuale che nella prima brillante stagione dell'argentino alla Lazio ci fosse ancora Goran Pandev, cioè uno capace di parlare lo stesso linguaggio calcistico. Lo scorso anno quel tipo di giocatore capace di dialogare con Maurito non c'era. Quest'anno è arrivato Hernanes.
CorrieredelloSport
FORZA LAZIO