Brevi interviste con uomini schifosi: Mark Beetle

Aperto da cosmo, 28 Mar 2013, 16:23

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cosmo

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I retroscena su Roma-Dundee del 1984, tutta la verità sullo scandalo dei Rolex e il numero esatto dei gol segnati da Silvio Piola. Il nuovo libro di Mark Beetle, "Aldilà della zona Cesarini", promette scintille e si prepara a riscrivere la storia del calcio sin dagli albori.

L'intervista mi suscita una certa emozione, devo essere sincero. Sto per trovarmi al cospetto di un vero giornalista d'inchiesta, merce rara di questi tempi, uno che si è arrampicato fin sui Balcani per cercare la verità. Di lui non so molto, mi dicono che sia un tipo scanzonato e modernissimo, sempre in connessione: Facebook, Twitter sono il motore rombante della sua vita professionale, uno che sa il mestiere avendolo imparato sul campo. Nessuna raccomandazione o spintarella.
Il calcio è la sua scommessa, la Formula Uno una passione, la verità una necessità del vivere.
Quindi busso alla porta di Mark Beetle con un pizzico di sano timore reverenziale. Indossa un paio di jeans e una maglietta arancione con le maniche rosse; sul petto c'è il logo di Fox Crime, network familiare per i fan dei thriller e dei colpi di scena.
Gli stringo la mano. È  fredda. Talmente gelida che mi dà l'aria di un uomo vulnerabile ma con la faccia da schiaffi. Da baci, forse, per qualche donna, anche se la temperatura corporea non aiuta. Ma volere è potere.
Nei suoi occhi noto l'espressione di chi ancora non ha trovato un centro, una specie di assenza esistenziale. Come se per dire anche un semplice buongiorno avesse bisogno di un suggerimento.
Dalla stanza risuonano rumori di applausi e fischi di euforia che si smorzano mentre mi accomodo.
Uno scarafaggio fa capolino da un buco nella moquette.
La prima domanda sono costretto a ripeterla perché non la capisce. Poi finalmente risponde che il suo sogno è vincere il Pulitzer con questo libro che si preannuncia esplosivo e su cui spero di ricevere scottanti anticipazioni.
Ogni volta che Mark conclude una frase, sullo schermo da 48 pollici che staziona sulla gobba di un bizzarro tavolo che riproduce le fattezze di un castoro, succede una cosa strana: l'immagine fissa di un teatro gremito inquadrato da un palcoscenico si anima e il pubblico in piedi si prodiga in applausi, esultanze smodate, lancio di baci e reggiseni. Una claque personale, domestica. Idea geniale, ne convengo. Da standing ovation, per dirla tutta.
Lui sorride con lo sguardo tentennante puntato altrove.
Gli chiedo genesi e argomento del suo prossimo, attesissimo lavoro.
"Sarà una rivoluzione, qualcosa di mai scritto prima. E infatti già sono stato vittima dei primi sabotaggi, estorsioni, truffe. Mi ha chiamato un importante marchio in franchising (la Maury's – ndr) per intimarmi di non chiedere più le solite forniture di vasi da notte, a meno che io non rinunci alla pubblicazione del libro. L'azienda delle pulizie che si occupa del condominio ha già comunicato che non manderà più le ragazze per pulire le scale. Quasi ogni notte vengo disturbato da gruppi di tifosi irriducibili con micce sul citofono, cori offensivi, lancio di gavettoni di pipì e di secchiate di ruggine"
Ogni tanto interrompe il discorso, balbetta, lascia in sospeso alcune frasi come se fosse inebetito e aspettasse una spintarella dialettica. Lo incalzo.
"Ogni capitolo del libro è dedicato a una seduta spiritica, per riscrivere la storia del calcio dalle voci di chi non c'è più e che ci ha svelato le verità sui tanti misteri irrisolti. Un esempio? Dino Viola ci ha detto come andarono le cose alla vigilia di quel Roma- Dundee del 1984".
La faccenda si fa interessante, ma gli chiedo di spegnere la sua claque personale o almeno di abbassare il volume mentre un altro scarafaggio cammina rapidamente sul bracciolo della poltrona.
"Fu un semplice scambio di valigetta. In quella originale, il presidente Viola aveva inserito dei souvenir di Roma, un po' pacchiani ma simpatici, da far pervenire a tutti gli addetti ai lavori compresi arbitro e avversari. Un terzo tempo anticipato nel nome dello sport, per quella che poi si rivelò a tutti gli effetti una sfida epica. Fu un giocatore allora appartenente alla Lazio (il nome lo leggeremo sul libro) a scambiare la 24 ore con un'altra identica contenente i 300 milioni di lire che finirono nelle mani di Vautrot. Nel libro leggerete i dettagli di una congiura internazionale".
Prima di farmi svelare i particolari di queste sedute spiritiche chiedo lumi anche sulla faccenda Rolex.
"Facile, non erano Rolex. E ce lo ha detto il diretto interessato. Non Rolex ma scatole di Rilexine, un potente antibiotico per animali che si rese necessario quando Titty e Nettuno, i gemelli chihuahua dell'arbitro Trentalange, si presero un'infezione alle vie urinarie che contagiò anche Turone, il buonissimo alano di Pairetto. Spedire solamente a loro due il Rilexine poteva sembrare un tentativo di corruzione mirata. Il presidente Sensi pensò di togliere qualsiasi ambiguità spedendolo a ogni arbitro. L'aneddoto divertente è che l'arbitro Collina la prese male, pensando che fosse una presa in giro per la sua alopecia e si vendicò facendo giocare la famigerata partita di Perugia che consegnò lo scudetto alla Lazio"
"come scusi?"
"alla Lazio"
(troppo tardi, il pubblico finto in tv era ripartito sganasciandosi e sventolando bandiere sulle note di una popolare canzone romana).
Succose sono le rivelazioni sulle sedute spiritiche.
"Si tratta di un rituale sodomita zingaro che ho imparato in uno sperduto villaggio albanese di ritorno dalle ricerche sul mio precedente libro. Un'esperienza sensoriale strepitosa che ho ripetuto più volte, una per ogni personaggio illustre delle cui rivelazioni avevo bisogno. Ne è valsa la pena: notti indimenticabili fra roulotte e banchetti a base di capra e maiali. Quello che si dice sui vampiri è solo parte della verità, in quel mondo di incalliti amanti del sesso estremo è possibile entrare in contatto con chi non c'è più grazie a dotatissimi medium e la disponibilità di volontari, come me in questo caso. Fu durante una delle prime sessioni che una fonte anonima ma informata mi è apparsa in pieno rituale per confessarmi che i gol effettivi di Silvio Piola sono stati 203 e non quelli che i giornali di regime riportano"
Ma non finisce qui, state a sentire.
"Ho scoperto retroscena a dir poco simbolici. Come il giorno degli arresti per lo Scandalo Scommesse del 1980. Il 23 marzo di quell'anno si tenne il battesimo di Stefano Mauri che nacque l'8 gennaio appunto dell'80. Il 23 marzo fu la domenica in cui scattarono gli arresti a bordo campo dei protagonisti di quella pagina nera del calcio italiano".
Simmetrie, affinità elettive, numerologia.
"L'8 gennaio è anche la data di nascita di Elvis Presley che nel 1977 prima di morire aveva confessato l'intenzione di acquistare una società di calcio italiana per costruire una graceland del pallone di cui era un insospettabile appassionato".
Chiedo conferma dell'apparizione di Elvis.
"Non solo Elvis, ma anche John Lennon, morto a dicembre e sempre del 1980. Il suo assassino, Mark Chapman, aveva parenti inglesi tifosi del West Ham e gemellati con alcuni tifosi italiani".
Ma le rivelazioni corrono indietro nel tempo, a una firma storica ma cancellata dalla massoneria del pallone.
"Nel 1899, Nathaniel Creswick, fondatore della più antica squadra di calcio del mondo (lo Sheffield Football Club) in viaggio a Roma costituì un club calcistico che doveva chiamarsi appunto F.C. Roma, ma i documenti vennero intercettati e distrutti a pochi giorni dall'ufficialità. Non ci sono prove ma i colpevoli sono da ricercare in esponenti dello stato militare di allora (uno divenne generale durante il Ventennio) e un gruppo di anarchici podisti che scapparono letteralmente con i documenti in mano per bruciarli nei pressi del Ponte dell'Ariccia".
- Poi non se ne fece più nulla? -
"No, l'organigramma della F.C. Roma dovette fuggire perché vittima di ritorsioni e minacce e si dedicò alla'invenzione del primo velivolo a motore in collaborazione con i mitici fratelli Wright, dando quindi la precedenza al progresso attendendo tempi migliori per la costituzione della loro squadra."
Mi dice di aver rivelato solo una piccola percentuale di quanto ha scoperto e scritto. Un assaggio da bava alla bocca non c'è che dire. Il telefono squilla e mentre sistemo gli ultimi appunti lo ascolto accordarsi con il suo caporedattore. Questa volta parla di novità sull'ultimissimo scandalo scommesse da rivelare al momento giusto, dopo Pasqua o verso la fine del campionato, non prima di essersi recato di nuovo in Albania per un altro rituale zingaro insieme a dei latitanti non ben precisati che gli hanno promesso delle informazioni dalle conseguenze travolgenti.
Lo saluto sulla porta, noto che il numero dell'interno, il 10, è colorato di giallo e di rosso e gli chiedo un'ultima rivelazione in esclusiva in cambio di una foto in prima pagina.
"Neil Armstrong portò due bandiere sulla Luna. Ne piantò solo una, mentre l'altra fu sotterrata in attesa di essere scoperta da qualche forma di vita in futuro".
Non mi dice che bandiera fosse ma con uno sguardo beffardo mi indica il numero dell'appartamento.


Cialtron_Heston

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COLDILANA61

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Fino alla riga 6 credevo fosse vera  :=))

Alla riga 7 ho pensato . Cazz@ come quello di rep.merd.a.it  :o

Alla seconda lettura del nome , ho capito .  :wall:

IO SO DE COCCIO ma Cosmo e' un grande  :beer:


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iDresda

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mizio67

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geniale!!!!
potresti scrivere tranquillamente su "Repubblica"....
:)

Brujita!

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Beh d'altra parte da uno co quel nome  :beer:

WhiteBluesBrother

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Ogni beetle è bello a dimartyno suo...

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cosmo

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UP!
non per autocelebrazione ma come scaramanzia: concentriamo tutte le nostre energie negative su Mark beetle il cui articolo è arrivato puntuale prima del derby.

robylele

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Citazione di: mizio67 il 29 Mar 2013, 16:21
geniale!!!!
potresti scrivere tranquillamente su "Repubblica"....
:)


seeee lallero (cit.), je piacerebbe a Repubblica.........   :hail:

Pag

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Palo

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Citazione di: mizio67 il 29 Mar 2013, 16:21
geniale!!!!
potresti scrivere tranquillamente su "Repubblica"....
:)
Bono, eh!

Cosmo e Guy Montag, sono persone per bene!


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mizio67

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Citazione di: Palo il 06 Apr 2013, 01:11
Bono, eh!

Cosmo e Guy Montag, sono persone per bene!


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certo che sono persone per bene... e poi lavorare a Repubblica adiretto contatto con due pezzi di a.s. roma come Foschini e Mensurati non lo auguro neanche al mio peggiore nemico



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