Una questione di sensazioni, di deja vu (ombra della gioventù).
E quando il pallone di Izco si impenna, e va a finire alle spalle di Marchetti, mi ritorna in mente (bello come fu), quel derby.
Quello di Behrami, al 93esimo.
Quella partita in cui, Taddei si trovò nella traiettoria di un rinvio e battè Ballotta.
E da quel momento per loro, fu l'inizio della fine.
"Voglio vincerla con un gol al 90esimo", pensai.
Il che non significava che dovesse accadere per forza.
Ma era come il miglior sogno erotico da quindicenne, per esempio.
E quella volta accadde.
Accadde che Behrami era li', all'ultimo secondo, su quella palla che sembrava messa in mezzo a caso da Mauri.
La stessa cosa l'ho pensata appunto, quando Izco, al primo mezzotiroinporta del Catania ci ha punito.
"Vincerla al novantesimo".
Stavolta però era un imperativo.
Per l'importanza della partita, per l'importanza che la vittoria avrebbe avuto in preparazione della prossima settimana.
Dovremo aspettare fino a Lunedi', ma l'attesa adesso sarà dolce, come un uovo di Pasqua, come una Colomba, od una colazione pasquale stessa, con la corallina.
I segnali della possibile rimonta si sono fatti piu' chiari, quando Miroslav è tornato in campo.
Perchè Miroslav, lo sappiamo, e' insostituibile.
Trasmette alla squadra la sua voglia di vincere, la sua voglia di lottare.
E in più oggi, perdere sarebbe stata un'ingiustizia macroscopica.
Con tutti i difetti che questa squadra ancora si porta dietro, tra cui, una atavica paura che al primo errore ti puniscano (citofonare appunto, Mariano Izco), quella di oggi e' stata una Lazio arrembante, che non si e' arresa, neanche di fronte alla sfortuna.
L'arbitro ha provato a fermarci non vedendo il primo rigore, ma la squadra ha continuato a correre, ha continuato a crederci.
E allora, l'ironia della sorte si e' abbattuta sugli Etnei.
30 Marzo, sabato Prepasquale, quale modo migliore di rimettersi in carreggiata, se non con un autorete di un "Atleta di Cristo" ?
Ora provate a fermarci davvero se ne siete capaci.
E voi ragazzi, mangiatevelo il campo Lunedì.
Riportate noi in Paradiso e loro irrimediabilmente sulla terra.
Vincere, e' questo l'imperativo.
Vincere non per la supremazia cittadina, ma per andarci a prendere quel terzo posto, che noi, come voi, vogliamo.
Andiamocelo a prendere.
Vinciamo.
Solo ed esclusivamente questo.