Odio il Derby
Sì, lo voglio dire ancora una volta per non dimenticare. Odio questa partita, fonte di inutili tensioni e perdita di tempo, oggi resa ancora più inutile dal posticipo al lunedì, una decisione assurda che misura lo stato di malessere del calcio e di una città intera.
In un calcio normale e in una città normale, questa partita non dovrebbe mai essere posticipata alla sera del lunedì, quando la cittadinanza si riunisce nelle case, pronta per la minestra o lo spezzatino in bianco della sera ed in attesa del film in TV, dopo una giornata di po' lavoro e tanto traffico stradale.
In una situazione del genere le istituzioni dovrebbero intervenire decretando un salomonico pareggio con il punteggio di 1-1, dopo una partita giocata a porte chiuse.
In quella occasione, nello stadio prima dell'inizio della partita – non trasmessa in TV nella zona di Roma, per aiutare il traffico di rientro dagli uffici e dalle fabbriche - l'arbitro procederebbe al tradizionale lancio della monetina per assegnare il campo di gioco alle squadre, ma anche per indicare la squadra che passerebbe in vantaggio, prima del pareggio istituzionale.
Queste sarebbero le due uniche emozioni concesse al pubblico presente, composto prevalentemente da personale di polizia, vigili del fuoco, addetti alle pulizie, personale di servizio dei chioschi autorizzati dal CONI e personale paramedico, imbucati e amici degli imbucati. Un ristretto gruppo di giornalisti potrebbe accedere alle tribune, soltanto alla fine della partita per redigere il comunicato stampa.
Nei telegiornali verrebbero poi trasmessi soltanto le sequenze dei due gol, senza alcun commento, senza alcuna intervista.
Alle radio sarebbe consentita unicamente la trasmissione di musica classica interrotta soltanto dai brevi comunicati pubblicitari.
Con questo finalmente le famiglie potrebbero riunirsi attorno al tavolo libere di assaporare le leccornie della sera, dallo spezzatino al rollée di vitella, dalla pasta al forno avanzata allo spaghettino ajo ed ojo fresco fresco. In questo clima svanirebbero finalmente le antiche e maligne divisioni sportive e si potrebbe ritrovare l'armonia all'interno della famiglia recentemente minata (il CENSIS ha recentemente denunciato la piaga dei matrimoni misti tra le etnie biancocelesti e giallorosse, di cui si parla sempre troppo poco). In tutto questo, con una opportuna aggiunta di Frascati superiore DOCG o di uno Syrah per i più raffinati, si potrebbe realizzare la magia decisiva per un finale di serata scoppiettante, il che potrebbe creare i prodromi per la risalita della stirpe italica (utile anche per la sostenibilità a lungo termine della previdenza integrativa).
A quel punto, non ci sarebbe più bisogno di trasmissioni sportive dove analizzare fasi di gioco e schemi tattici, perché dopo tanta armonia ritrovata, anche all'interno della famiglia, il tifoso laziale potrebbe accontentarsi di una replica di Topazia o per i più audaci una puntata dei programmi del Consorzio Nettuno.
Che bello il lunedì sera senza derby!