Egregio Direttore De Paola,
sono un tifoso della Lazio.
Se non ha già cestinato la mia lettera dopo aver letto la prima riga, vorrei metterla al corrente di quanto è successo, sul sito che lei dirige, il giorno 4 aprile del 2013.
Da tifoso della Lazio nonché appassionato di calcio, alle 20.30 ho cliccato sull'home page del suo sito per conoscere le ultime notizie e le formazioni ufficiali della partita tra Lazio e Fenerbahce che si sarebbe svolta alle 21.00, quindi mezz'ora più tardi.
Lei non è forse al corrente che, a mezz'ora dal fischio d'inizio di una gara valevole per i quarti di finale di Europa League in cui era impegnata una squadra italiana, sul sito che lei dirige non era presente uno strillo, un trafiletto, un box o una foto che annunciasse l'evento. Nulla.
Probabilmente lei si era preso un giorno di ferie e ha lasciato la gestione redazionale a qualche suo collaboratore un po' distratto.
Non c'è altra spiegazione.
La foto principale dell'home page del sito che lei dirige, a mezz'ora da un evento calcistico importante per l'Europa, l'Italia e per la città di Roma – in quanto era impegnata la Lazio che è una squadra di Roma – era dedicata alla coppia Francesco Totti - Ilary Blasi impegnati nella giornata in questione ad inaugurare un nuovo reparto all'Ospedale Gemelli.
Un'iniziativa lodevole che andava giustamente sottolineata, per carità.
Almeno per coerenza e per continuità, sull'onda lunghissima del 'culto della personalità' che il genuflettente corriere dello sport ha da sempre, ma con accentuata intensità negli ultimi quindici giorni, garantito al capitano della squadra giallorossa.
Spesso manipolando la realtà e omettendo decine di dettagli sulla carriera di Totti per inseguire probabilmente i lettori di un altro noto quotidiano locale, che ha anche la fortuna di ricevere un sostanzioso contributo editoriale vicino al milione di euro.
Oppure per rispondere per le rime alla partnership sancita fra l'Ansa e la società che ha sede a Trigoria.
Ma queste sono questioni di poco conto, che lei ironicamente catalogherà come deliri di un tifoso affetto da sindrome di accerchiamento, morbo di cui spesso siamo accusati noi laziali.
Mi lasci fare una breve digressione per precisare che una cosa è la sindrome d'accerchiamento, un'altra cosa – ben diversa – è la sindrome (il nome glielo dia lei, o il suo collaboratore distratto) del non passare per imbecilli.
Le dico subito che so già che lei prenderà questa digressione come la palla al balzo per negare la maggiore visibilità concessa alla Roma e per non rispondere nel merito, come le ho già sentito fare parecchie volte nei suoi interventi radiofonici.
La linea editoriale del Corriere dello Sport nel corso degli anni, a cui lei si è perfettamente adeguato, anzi direi omologato, parla chiaro.
Come parla chiaro ciò che è avvenuto il giorno della partita Fenerbahce –Lazio, quando la prima 'ultim'ora' relativa alla partita in questione è apparsa alle 20.45 e riportava la scelta di Petkovic di far giocare Kozak titolare.
Una riga scritta in rosso sopra la foto principale ancora dedicata a Totti e a Ilari Blasi.
Non credo che ci sia nessuna giustificazione giornalistica dietro la quale nascondersi per spiegare ciò che lei o il suo distratto vice siete riusciti a combinare in un giorno che, grazie alla vostra scelta editoriale, rimarrà impresso nella storia del giornalismo romano.
Un giorno epico, direi, come il famoso gol di Turone. Tanto per rimanere nel campo delle manipolazioni.
La risposta che mi attendo da lei non è certo l'ammissione della vostra linea editoriale che è quella di servire i lettori della sponda giallorossa della capitale di tutto il necessario che li renda quello che sono: inconsapevoli, artificiosamente felici, ignoranti ma paganti. Emblematicamente consumisti.
Non per niente sul suo giornale, un paio di mesi fa, campeggiò per una giornata intera la foto di uno sceicco che non corrispondeva al simpatico signore arabo che ha tentato invano di acquistare alcune quote della società giallorossa.
La foto che voi metteste sul vostro sito raffigurava un'altra persona. Un errore colossale su cui avete sorvolato, così come siete bravi a minimizzare ogni informazione negativa riguardante la Roma affinché risalti sempre una notizia, magari non attendibile, magari falsa, che tenga alto l'umore della sua truppa.
Umore che, se volessimo aprire un'altra parentesi, non sarebbe così alto se il vostro giornale facesse una inchiesta seria sui conti in rosso della società romana governata di fatto da una banca.
Persino sulla Gazzetta dello Sport si è potuto leggere dell'esistenza della partita suddetta, sebbene la notizia principale fosse dedicata ai quattro gol segnati in amichevole da Pazzini. Ma, si sa, il campanilismo è di casa un po' ovunque.
Con la Gazzetta vi siete anche spartiti il malloppo del ridicolo in occasione dell'elezione del nuovo Pontefice quando dedicaste al binomio Papa Francesco-Francesco Totti, molti più byte e tempo di impaginazione della partita Fenerbahce-Lazio che, le ricordo, si è giocata alle 21.00 del 4 aprile 2013.
Nel salutarla, le vorrei fare un grandissimo augurio che penso di poter estendere a tutti i tifosi della Lazio, anche se lei non lo è.
Le auguro che, in caso di un derby di finale di Coppa Italia, sia la Lazio ad aggiudicarsi il trofeo per non costringere lei e i suoi collaboratori a passare nottate insonni montando DVD e colorando pagine di giornale.
Se la Lazio dovesse vincere la Coppa Italia ci basterà un semplice "Grazie Lazio" che per noi ha il dolce ricordo del day after più bello degli ultimi quindici anni.
Cordialmente.