Citazione di: actar il 23 Ago 2010, 20:33
Al di fuori del valore specifico del giocatore che continuo a ritenere unico nella rosa ( nel senso che non ve ne sono di uguali per ruolo e capacità ) da spettatore silenzioso quello che ho visto è che negli ultimi anni ci siamo uccisi tra laziali.... per Liverani!!!! a paramentro zero e per Pandev e perchè Oddo stava andando a scadenza....... Ho visto gente urlare perchè non compravamo Makinwa...e poi gli stessi urlare perchè lo avevamo comprato ....
Quest'anno sarebbe bello vivere senza polemiche, Ledesma non verrà perso a parametro zero ed anche se lo vendiamo a 5 milioni ci avcremo guadagnato, ma se anche valesse a non sentire più soloni inutili , benvenga iul rinnovo. In fondo è stato a costo zero
Hai perfettamente ragione ma ti posso assicurare che le critiche non sono mai state il mio forte.
Per quel che mi riguarda la polemica inizia e finisce in questo preciso momento.
Lotito in questa occasione ha capitolato, si è
appecoronato alle masse urlanti , si è fatto influenzare dalle grida sguaiate del ceterere, dalle penne avvelenate che hanno creato un caso che non esisteva e che lo aspettavano al varco, coll'artiglieria pesante certi di quello che avrebbero considerato un ennesimo passo falso.
Un giocatore come Ledesma issato a simbolo della lazialità (Quando? Perché?) , considerato una grande stella , un perno, un imprescindibile, DOVEVA rimanere alla Lazio; Lotito aveva l'obbligo di trattenerlo. Ce le hanno fatte a peperini, non si sa perché, o meglio si. Cose che succedono solo alla Lazio. Ogni scusa è buona per sparare a pallettoni. Più fastidiosi di un concerto di vuvuzele, hanno bombardato senza soluzione di continuità dal maggio scorso fino a cinque ore fa. Critiche , polemiche, fiati sospesi, mani nei capelli, piagnistei, pugni sbattuti sul tavolo.
Tutto in stile tragico, come piace ai comunicatori, come piace al laziale medio. Che pure durante un coito deve trovare il tempo di asciugarsi le lacrime.
In una città normale, con tifosi normali, con comunicatori che remano dalla parte giusta, e con un club che non deve dimostrare niente a chi lo appoggia ma che dovrebbe sentirsi solo appoggiato , un giocatore di 29 anni (sett 2011) , tutt'altro che eccelso ed anche piuttosto arrogantello, scivola in scadenza di contratto e senza passare per il via. Una stretta di mano, auguri per il futuro ed amici come prima.
Alla Lazio invece ogni tramite diventa una prova del fuoco. Da superare a tutti i costi, per il bene della Lazio, almeno così dicono.
Lotito ha ceduto al volere della piazza, questa almeno è la mia impressione. Ha trattenuto Ledesma controvoglia, per dare una prova di forza , quasi uno smacco al popolo chiacchierone, polemico e , non ultimo, incompetente.
Una piazza che evidentemente ha meno aspirazioni di quante non ne abbia il presidente , o comunque meno di quante ne dichiari di avere. Perché tecnicamente un 'operazione del genere l'avrebbero fatta ed avallata in pochi. Figuriamoci reclamarla a gran voce in nome di un non meglio precisato progetto.
Ledesma, immagino, rimarrà con noi con buona pace di tutti fino a 33 anni. Perché l'uomo cercato da mezza serie A (cit.) di offerte , in tre sessioni di mercato ne ha recapitate zero. Il mastro di chiavi di una Lazio per anni ad andamento lento, arruffona e sconclusionata occuperà il suo posto nel cerchio di centrocampo per i prossimi cinque. Con somma gioia degli amici di crociata, un po' meno la mia.
Il reparto centrale, a meno di svolte impreviste, rimarrà questo per almeno un biennio. Perché siamo full, allineati , coperti con contratti corazzati. E già sento nelle orecchie le prossime grida , come lamenti dei dannati.
Avevamo la possibilità di voltare pagina definitivamente e ci è rimasta incollata sulle dita.
Un errore , dal mio punto di vista, un errore tecnico forse il più grande dell'era Lotito non solo per il rinnovo in se ma anche per l'entità dell'operazione. Ma comunque una caccola da mettere sul piatto della bilancia che pende nettamente ancora a suo favore. A suo favore , in questa storia, c'è comunque da registrare l'ennesima sconfitta delle Cassandre, la cui capacità di preveggenza ha raggiunto ormai i minimi storici. Per vedere almeno il lato positivo.
Quest'anno è stato fatto quanto richiesto. Tutti in moto e possibilmente muti. A cominciare da Reja e mister top player passando per i tifosi, gli stornellatori e gli scribacchini.