Avevo sognato anche la coreografia un po' di tempo fa.
C'era una specie di prova generale del Derby: Noi e merde sugli spalti tipo il 26 ma senza squadre in campo e niente partita ovviamente.
Giornata dedicata esclusivamente alle coreografie.
La nostra maestosa come sempre, pregna di Storia e di Lazialità, che si sviluppava anche nei Distinti.
Ero in Curva Nord mentre veniva srotolata e cantavamo tutti insieme.
Poi, all'improvviso, succede una cosa stranissima: mi ritrovo nella fogna della sud mentre stanno allestendo una sorta di coreografia, ma sembra di più una scena di un film.
Una specie di film dell'orrore: un bambino, spinto al centro da un gruppo di ragazzi (una decina), viene deriso dagli altri perché tifa Lazio.
Lo insultano , lo picchiano, cercano di fargli aprire una mano, lo lasciano a terra con le lacrime agli occhi.
Le stesse lacrime che stanno scendendo anche dai miei.
La scena svanisce e mi ritrovo accanto a quel bambino, ancora rannicchiato a terra.
Lo aiuto a rialzarsi e, mentre si asciuga gli occhi e si sistema la maglia strappata, vedo che tiene ancora le dita strette attorno a qualcosa che ha in mano.
Come se mi avesse letto nel pensiero, senza proferire alcuna parola, apre la mano.
Una piccola Aquila, il nostro Simbolo, la nostra Forza. Quello non erano riusciti a portarglielo via.
Mi sveglio con il cuore ancora gonfio di emozioni.
Allungo la mano verso il comodino per cercare una cosa. La trovo subito e la stringo tra le dita.
Mi addormento con la mano vicino al cuore.
Tra le dita una piccola Aquila.