Visto che si parla di me...
1. Non lavoravo più per la roma
2. Non sono mai stato in prima linea
3. Non ho mai rilasciato una dichiarazione
4. Ero ospite della Lazio in tribuna perché accompagnavo due ospiti importanti
5. Ho passato 4 derby lavorando per la roma, e non mi sono mai permesso nemmeno di muovere mai una palpebra quando ero "di servizio". Nemmeno al gol di Klose al 94', con un noto commentatore giallorosso che mi fece i complimenti in sala stampa
6. Quando iniziai a lavorare dissi a DiBenedetto e agli altri che ero tifoso della Lazio da generazioni e che questo avrebbe potuto creare dei problemi. Mi fu risposto che finché lavoravo bene non ci sarebbero stati problemi (anche se gli attacchi ci furno comunque, come oggi). E bene ho lavorato in questi anni (mi dicono).
7. Finché ho lavorato per gli americani ho dedicato tutto me stesso, come faccio sempre sul lavoro, sacrificando tante cose, anche perché oggettivamente il loro - dal punto di vista del business - è un progetto che conosco e apprezzo profondamente, portato avanti da alcuni ottimi manager, e che in aprte vorrei vedere anche alla Lazio.
8. Poi ho finito il mio compito e sono tornato alla mia vita dall'ultima di campionato. (Nel mezzo ricordo i miei 100 sul Guerin Sportivo, da dove la lazialità è emersa chiara, come affermato anche dal direttore il mese successivo).
9. E per inciso quando la roma saliva a prendere le medaglie sono stato io ad azzittire e far stare buona la gente silla balaustra. Proprio per rispetto. Mai avrei voluto una replica per i laziali di quanto accadde a Bergomi quando alzò la Coppa UEFA 1991 e fu insultato e colpito da oggetti provenienti proprio da lì.
10. Cmq alla fine ci ho messo la faccia. Ma sia chiara una cosa. La mia esposizione al pubblico ludibrio - e io non sono un personaggio pubblico - è opera volontaria di un triste personaggio della comunicazione romana (non M.C.), che è andato a riprendere le foto (3 su 150) che ormai Dagospia aveva spedito in seconda pagina per poi distribuirle online e aizzare la canizza personalmente contro di me anche alla radio. Ma ne risponderà nelle sedi adeguate. Perché comprendo i tifosi (finché restano nei limiti, da alcuni abbondantemente superati). ma un giornalistà ha delle responsabilità. Ed è giusto che se le assuma. Specie se pensava di vendicarsi con questo gesto, che alla fine ha fatto più male ai romanisti ed alla Roma che ad altri.
@ Alcares: forse è vero che non sarei dovuto essere lì in quel modo, ma faccio mio Blaise Pascal: "A volte il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce".