In realtà alludevo a questo:
Abituati a considerare tutte le ipotesi, c'è pure quella, remota ma un po' preoccupante, che un giorno si sveglino.
Che si rendano conto che del nome e dei colori de roma, quando giochi a pallone, non gliene frega nulla a nessuno e che non ti danno alcun valore aggiunto.
Che capiscano che per primeggiare dovresti almeno essere leader indiscusso nella tua città, come lo sono Bayern, Barcelona, Real Madrid, e che se invece l'altra squadra cittadina negli ultimi quindici anni ha vinto il triplo di te, tutta la tua prosopopea fatta di gladiatori e impero è semplicemente ridicola.
Che prendano atto della lezione ricevuta quando giocarono, del tutto inesperti e dopo un percorso piuttosto facile, una finale di Coppa Campioni contro un branco di vecchie jene abituate a vincere, e non si sa perché si appiccicarono l'etichetta di strafavoriti, in un'orgia di autoesaltazione che si concluse con l'inevitabile disastro.
Che abbiano imparato che quando si va in testa non è finita, ma è solo cominciata la parte più difficile: rimanerci, in testa: se no vai a sgrugnarti contro Lecce e Sampdoria di turno, visto che mentre tu stai già festeggiando gli altri continuano a giocare a calcio.
Ma ho idea, per fortuna, che di tutto questo, manco dopo 'sta tranvata, non gli sia entrata in testa manco 'na virgola...
Rimarranno sempre, per nostra fortuna, i coattelli atteggioni di borgata, che alla prima rissa vera tornano a casa con gli occhi neri e i denti rotti, poi la mamma gli spiega che hanno scajato ma so' i più belli del mondo, e ricomincia il giro: coattate, sganassoni e coccole, coattate sganassoni e coccole...
Ecco, quando ci saranno momenti in cui avrete timore di eventi nefasti rileggetevi questo scritto geniale.
Vi farà addormentare sereni come un poppante.