mail mandata poco fa al mio giro riomico (ometto solo i nomi degli amici sostituiti da X e Y):
18 agosto del 2011. La calda estate romana. De quelle che te 'ncocciano.
Ma quella non era un'estate qualsiasi. Quella era un'estate unica.
Una notizia scuote il cielo come un lampo: Thomas Di Benedetto è il nuovo Presidente della roma.
Giubilo in città. So' arrivati gli americani. Finalmente, il giorno della liberazione, daje Thomas.
Fidateve, questo c'ha più case che dita alle mano.
Ma c'era qualcosa che stonava con quell'aria di festa, con quell'atmosfera magica che creava simbiosi tra tutti i minorati difettosi. Ma cosa? Quel sorrisetto arcigno sulla faccia dei laziali.
"ma che c'avranno da ride? vabbè dai, stanno a rosicà, è evidente".
O almeno lo è per il buon XXXX che con espressione sorniona. di chi la sa lunga, insiste:
"dai su, ammettetelo, state a rosicà. Cinque anni e ce la giocamo con le migliori squadre d'Europa".
(questo state a rosicà verrà ripetuto per qualsiasi acquisto della roma, da J.Angel a Balzaretti, passando per Piris, ai due geni in panchina, LuigiEnrico e Zeman; per una questione di lunghezza non possiamo ripetere ogni volta che è stata detta sta cazz...)
La risposta dei laziali coglie impreparati tutti. E' arrogante, caustica, irrispettosa e, ovviamente, falsa:
"guarda che ve ridimensionate. Non je la facciamo a smette de ride perché v'hanno dato na sola grossa come lo Stadio Olimpico e lo vedrete"
"MA CHE CAZZO STAI A DI'???? TE PARE CHE DANNO E SOLE AAAAA ROMA???
STATE A ROSICA', E' PALESE"
Inizia così la cosiddetta "Era dei numeri al vento". Osbajo 18 miln, Lapera 300 mln, Piris 400 mln.
La roma in due anni afferma di aver speso più de Obama per la manovra di risanamento.
Senza alcun risultato.
Anzi un risultato c'è: si passa da Pizarro, Juan, Mexes, Vucinic, Toni, Menez (roba che Cerci era l'ultimo dei panchinari a 23 anni) a Dodo, Piris, Goigitzscsdchea, Kijaer e così via...
Tiki Taka, verticalizzazioni, i sacchi, i gradoni, i passaggi corti, i calci d'angolo all'uomo vicino, il portiere con le mani, anzi no coi piedi, vabbé ma almeno na parata che la sappia fa, cristo!
niente da fare...
Dramma. Lacrime. Disperazione.
Però.
Però c'è quella finale. Quella che può ripagare di tutte le amarezze.
Vojo vedè poi che dicono i Laziosi quando javemo arzato la coppa nfaccia con la stelletta d'argento già pronta per il petto.
Una vocina ripete in modo frenetico "non siamo ridimensionati, non siamo ridimensionati, non siamo..."
Poi inizia la partita...
"non siamo ridimensionati, non siamo ridimensionati, non siamo..."
Poi segna Lulic
"non siamo ridimensionati, non siamo ridimensionati, non siamo..."
Poi la Lazio vince la Coppa Italia
"non siamo ridimensionati, SIAMO FINITI"!
Epilogo: il caro YYYY si chiede quando finirà, il caro XXXX si appella al fatto che siano passati già "5 giorni". Ai laziali, tronfi e sornioni, viene da ridere.
Perché non finirà mai. Da oggi la roma insegue psicologicamente. Deve recuperare un'onta incredibile. Che non è la semplice coppa italia, che non è la semplice Europa, che non è il semplce derby. Deve recuperare una presunta supremazia ormai perduta. Rincorre.
E non si rincorre 5 giorni. Non si rincorre nemmeno 3 mesi. Forse nemmeno 3 anni.
L'importante non è se dovrete rincorrerci uno o dieci anni.
L'importante è che cominciate a correre.
(semi-cit.)