La ferita che gli abbiamo inferto non si rimargerà più. Anzi.
Prima o poi arriveranno a vincere la decima coppa Italia (la loro mediocrità sportiva glielo puó permettere cmq) e noi quel giorno godremo ancora di più perché, se decideranno di apporre la stella d'argento sulle loro maglie, quello non sarà mai più solo il simbolo di una vittoria ma sarà un rimando continuo a una delle sconfitte più brucianti della loro vita. Quello che sarebbe poututo essere un puro simbolo di gloria sportiva recherà per sempre in sé l'ombra della sconfitta. Ogni volta che il loro sguardo incrocerà le cinque punte i loro pensieri correranno al 26 maggio 2013, a quello che sarebbe potuto essere un trionfo e invece è stato un incubo. Gli brucerà. Sarà un fardello. Un sorriso amaro ornerà i loro ghigni quando vedranno l'argento che buca le loro maglie. Sarà un onta che ostenteranno consapevoli. Per noi una stella lucente. E quella stella gliela avremo apposta noi. La Lazio. Quella stella sarà nostra. Un'altra stella lucente nel nostro affollato cielo.