Essi rosicano

Aperto da Zlatanana, 26 Mag 2013, 20:29

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umanoide69

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Quanto costerà sotto "Io c'ero" far ricamare "...ma so' uscito prima"?

marcantonio

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Citazione di: Cliath il 31 Mag 2013, 11:17
Francesco TOTTI 15 – L'unico giocatore che riesce a perdere 15 partite giocando senza avversari, per quanto ne sa. Forse non si rende conto che quegli undici uomini di biancoceleste vestiti non sono soltanto allucinazioni e non sono il frutto della sua mente. Frantuma l'ennesimo record, diventando il capitano più perdente della storia giallorossa. Celebreranno tutti i suoi altri numeri da guinness, a noi piacerà ricordare questo. Avrai anche abbassato i pollici quel giorno, ma adesso hai abbassato le penne. Ridimensionato, è la storia che adesso ti condanna. GRAZIE.

Basta, non ho più dubbi: questa vittoria è stata la più importante della nostra storia. Godo ogni giorno di più, me sto a sentì male per quanto godo. Lazio ti amo.

marcantonio

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arkham

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Nel frattempo, su twitter:

Zeropregi, twitstar e riomoletto che fa lo splendido con gli amici Johnny Palomba (m'ha bloccato! :D ) e Valerio Mastandrea, perculando i "Laziosi" un giorno si e l'altro pure:

L'account prende una breve fase di riflessione a causa della troppa sovraesposizione. A me onestamente non interessa accumulare followers ma soprattutto non mi interessa essere un opinionista o una cosa simile.
Twitter è un gioco in cui tutti si prendono maledettamente sul serio. Anzi troppo. Un opinione da tifoso viene scambiata per quella da guru giallorosso. Tweet che finiscono sui giornali senza che qualcun ti chieda il permesso.

Con l'aumentare del numero dei follower questo account ha cambiato pelle: sempre meno cose personali e il tentativo di far girare un po' di informazione e di commenti. Giuste o sbagliate che fossero, sono le mie idee e il mio pane quotidiano, ma a poi ti accorgi che intorno a te le cose scorrono diversamente e assumi una indesiderata visibilità.
Addirittura un "giornalista sportivo" Laziose giura di avermi denunciato per "diffamazione" (mah) e scrive tweet in cui aspetta con goduria che arrivino le guardie a casa mia "a mettermi le ganasce" neanche fossi un auto lasciata in doppia fila. La cosa non mi preoccupa anzi mi fa ridere ma è il termometro dell'impazzimento collettivo dei social network. Questa sono le persone con cui dovrei confrontarmi? Ma anche no ma soprattutto non qui.


Quindi si riprende fiato e si torna a un profilo più basso fatto di informazione, politica, libri e scambio con persone davvero amiche.
E' l'unico modo per difendersi dall'invadenza da social.
L'alternativa è chiudere tutto e riaprire con un altro nome o non riaprire proprio.
Con leggerezza come sempre.
C'è grossa crisi e una partita da giocare, non qui, ma in strada, dove ce sta la vita vera.

Daje sempre.


S'è dato.
Cioè, rendeteve conto del danno fatto.
Abbiamo esorcizzato la città, la colorassimo anche un po' la terremmo pulita più a lungo, altro che ca.zzi.

el jardinero

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Citazione di: Scialoja il 31 Mag 2013, 11:31
..........Regà :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl:


http://www.asromastore.it/new-arrivals/final-tim-cup-2013-io-c-ero.html

Questa sciarpa vale come un originale di Jerome. Oggi la cerco, passo davanti al Roma Store quello ai Musei vaticani. Giuro la compro, giuroooooooooo!!!!

ElBandido2.0

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Citazione di: arkham il 31 Mag 2013, 12:00
Nel frattempo, su twitter:

Zeropregi, twitstar e riomoletto che fa lo splendido con gli amici Johnny Palomba (m'ha bloccato! :D ) e Valerio Mastandrea, perculando i "Laziosi" un giorno si e l'altro pure:

L'account prende una breve fase di riflessione a causa della troppa sovraesposizione. A me onestamente non interessa accumulare followers ma soprattutto non mi interessa essere un opinionista o una cosa simile.
Twitter è un gioco in cui tutti si prendono maledettamente sul serio. Anzi troppo. Un opinione da tifoso viene scambiata per quella da guru giallorosso. Tweet che finiscono sui giornali senza che qualcun ti chieda il permesso.

Con l'aumentare del numero dei follower questo account ha cambiato pelle: sempre meno cose personali e il tentativo di far girare un po' di informazione e di commenti. Giuste o sbagliate che fossero, sono le mie idee e il mio pane quotidiano, ma a poi ti accorgi che intorno a te le cose scorrono diversamente e assumi una indesiderata visibilità.
Addirittura un "giornalista sportivo" Laziose giura di avermi denunciato per "diffamazione" (mah) e scrive tweet in cui aspetta con goduria che arrivino le guardie a casa mia "a mettermi le ganasce" neanche fossi un auto lasciata in doppia fila. La cosa non mi preoccupa anzi mi fa ridere ma è il termometro dell'impazzimento collettivo dei social network. Questa sono le persone con cui dovrei confrontarmi? Ma anche no ma soprattutto non qui.


Quindi si riprende fiato e si torna a un profilo più basso fatto di informazione, politica, libri e scambio con persone davvero amiche.
E' l'unico modo per difendersi dall'invadenza da social.
L'alternativa è chiudere tutto e riaprire con un altro nome o non riaprire proprio.
Con leggerezza come sempre.
C'è grossa crisi e una partita da giocare, non qui, ma in strada, dove ce sta la vita vera.

Daje sempre.


S'è dato.
Cioè, rendeteve conto del danno fatto.
Abbiamo esorcizzato la città, la colorassimo anche un po' la terremmo pulita più a lungo, altro che ca.zzi.
a questo so arrivate pure delle "minacce" di mari1 nella puntata del 27, quella di 4 ore
eh si...me la sono sentita tutta
:beer:

Aquila1

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c'è uno che fa la pubblicità del ristorante vongole e farina ovviamento solo riommanista però dice, venite ma l'allegria non c'è, domenica chiedo scusa alle perzone ma me ne so annato a piedi da via delle cave aurelia a casa mia a parmarola (l'isola? boh n.d.r.) ero tutto sudato, stavo a piagne.......

:shame: :hail: :bann: :rotflol: :priest:

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cielobiancoblu

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Citazione di: Valon92 il 30 Mag 2013, 21:54


guardate che a parte lo scherzo telefonico l'immagine è VERAAAAA è un xxxxstore che chiude al prenestino e il cartello alla porta c'era già prima della finale.........

Aquila1

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Citazione di: rocchigol il 31 Mag 2013, 09:38
cercasi foto der pupone e dei giocatori riommici mentre passano a testa bassa in mezzo a due file di nostri giocatori... GRAZIE
sono disposto a pagare per un lungometraggio una webcam qualsiasi cosa della fiumana de merda che esce per il viale in silenzio a testa bassa e bestemmiando....................  :beer:

cielobiancoblu

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Citazione di: Aquila1 il 31 Mag 2013, 12:18
sono disposto a pagare per un lungometraggio una webcam qualsiasi cosa della fiumana de merda che esce per il viale in silenzio a testa bassa e bestemmiando....................  :beer:

tipo quello de ...."Verre ahò Verre chicaxxo è Verre........." ahahahahahaha

Zoppo

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Citazione di: cielobiancoblu il 31 Mag 2013, 12:18
guardate che a parte lo scherzo telefonico l'immagine è VERAAAAA è un xxxxstore che chiude al prenestino e il cartello alla porta c'era già prima della finale.........

Confermo...
Ci lavoro a due metri...

Oggi era chiuso...
Quindi penso abbia chiuso definitivamente...

Fichissima la scritta sulla saracinesca.

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Giorgio 1971

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TONINO CAGNUCCI
In queste notti di maggio qualcuno ha paragonato la sconfitta di domenica con quella in finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool il 30 maggio. Oggi è il 30 maggio. Nonc'è niente di più lontano. Quella notte il cielo si oscurò con i colori di Roma veramente equella sera è rimasta sulle nostre palpebre, la rivediamo ogni volta che le chiudiamo.Eccola. Sta sempre qui, abbandonata... Non c'entra niente il 30 maggio con questo 26che fa rima con niente. Il 30 maggio è la nostra ferita per antonomasia e non sarà mai rimarginata, ma spurga orgoglio, dignità, storia. Non va tamponato il 30 maggio, perché tutto quello che ne fuoriesce sono ricordi, sorrisi, battiti, profumi, Roma. Esempi. E ancora e soprattutto: orgoglio, dignità, storia. Mai, mai, mai, mai la Roma è stata così Roma come quel giorno. Mai così grande. Mai così in alto. C'è un momento che la immortala, letteralmente purtroppo. Quando Ago salta dopo il suo rigore: in quel momento la Roma è in vantaggio sul Liverpool dopo la prima serie dei rigori. In quel momento è Roma Giallorosso 2-Liverpool Biancorosso 1 (c'era scritto così sui maxischermi). In quel momento la Roma è Campione d'Europa. Quel momento non è stato più raggiunto. Oggi è 30 maggio. Non c'è niente di più lontano da oggi.
Il 26 maggio del 2013 il cielo s'è oscurato e non nei colori di Roma. Il 30 maggio la Roma non ha perso la partita col Liverpool, ed era il Grande Liverpool, il 26 maggio la Roma ha perso contro la lazio, contro Biava, Konko, ma pure a scrivere Lulic si capisceil senso tombale della rovina (vero caro Pjanic?). Il 26 maggio è una vergogna, una macchia, un'onta. La sconfitta più umiliante della nostra storia proprio perché capitata contro quello che giustamente Totti ha definito come il niente calcistico. Per un romanista la lazio è un fastidio, un interrogativo (come fai a tifarci? come fanno a dirsi romani se insultano il nome di Roma?), un enorme esercizio antropologico di comprensione, una palestra di democrazia visto che capita di avere amici o parenti o -più difficilmente - amori così. Il silenzio di Roma di questi giorni, sotto il cielo oscurato, dà questo senso: che la Città è nostra, che la Città è triste. È una Città che non vota, èuna città dove non arriva la Primavera. È una città che non sta soffrendo perché ha perso con la lazio (questa soddisfazione loro non ce l'avranno mai da nessun romanista che si dica tale, e forse dopo questa Coppa, forse, lo capiranno e sarà ancor più frustrante per loro: nessun successo potrà colmare mai la distanza che c'è fra una polisportiva, podistica, squadra di calcio che sia e un'idea, un sentimento, un nome che è Roma e il suo sangue, la sua gente, la sua passione); è una città che è sgomenta diaver visto questo niente. Noi tutti Rutger Hauer che siamo andati a largo dei Bastioni di Orione e abbiamo visto Oddileone segnare a Berlino, il terzo gol col Goteborg, la rimonta col Dundee, il dito di Nela, le file di quartiere per un biglietto con un Re diCoppa, lo stadio Olimpico degli ottantamila, ogni volta, ogni giorno, ogni sera. Noi adesso abbiamo perso contro Claudio Lotito una Coppa.
Il 30 maggio e il 26 maggio sono i nostri poli, i nostri limiti, dovrebbero rappresentare per un romanista il concetto della differenza. Oggi a Trigoria dovrebbero pensare a questo. Proprio oggi, come un minuto di silenzio lungo un giorno.
Oggi è il 30 maggio. Studiatelo. Oggi è il 30 maggio rispettatelo. E fatelo con la Storia della Roma. Sappiatelo il 30 maggio. Vivetelo il 30 maggio. Noi veniamo da lì, noi siamo ancora fermi lì: campioni d'Europa per un attimo e mai sconfitti, mai sconfitti nella partita più importante della nostra storia. Noi siamo la Roma. Noi non possiamo perdere con la lazio, noi la lazio non la contempliamo. Erano a giocare con la Cavese loro. E se ci pareggiavano 2-2 facevano festa. Quella notte ha scolpito i nostri confini, i nostri destini, i nostri e i vostri doveri. Tornare lì, andare lì, mirare lì da dove arriviamo, dove dobbiamo tornare, dove vogliamo, preghiamo, di riessere. Bagnarsi di tutto ciò che Roma. Che non è retorica, che non è poesia spicciola, ma per esempio è un logo da rispettare, è un sentimento: sapete quante iniziative ci trovate dentro un sentimento?
Nessuno si dimetta, troppo facile. Se qualcuno ha questa idea prima completi il lavoro che è chiamato a fare. Nemmeno assumersi tutte le responsabilità è una mossa che porta a chissà cosa, anzi non porta a niente: è qualcosa a metà tra un esercizio narcisistisco (testo consigliato "Donare il tempo" di Jacques Derrida) e un autolavaggio di coscienza. Eroi nel vento. Si ascoltino i tifosi per il logo, si tolga per la prossima stagione il nome dei giocatori dalle maglie per rendere visibile e manifesta a tutti che la Roma non può accettare quella sconfitta. Si ufficializzi prima di adesso non solo l'allenatore (stiamo aspettando le ferie di Berlusconi e sono passati tre giorni, e in tre giorni si fanno tante cose, si sa) ma al tecnico si affidino veramente le chiavi dello spogliatoio: per tattica e disciplina, per scelta dei giocatori. Si prenda un portiere forte e soprattutto in quel ruolo si decida che il numero uno sia soltanto uno, quello per forza (alla fine questa Coppa l'abbiamo persa anche per la questione irrisolta dai tempi di Tancredi del portiere); si comprino giocatori voluti dall'allenatore e che siano tutti di livello, ma si compri anche un nome, un campione, un trascinatore, un fuoriclasse coi piedi e con l'anima. Questo maggio è simile a quello del 2000 quando Franco Sensi finalmente rispose alla lazio comprando Gabriel Omar Batistuta: è in quel momento che abbiamo vinto lo scudetto. A fine maggio del 2000, non il 17 giugno del 2001. Non si nomini e non si pensi a nessun 17 giugno 2001, si guardi in videocassetta (non solo è vintage, ma implica più premura e attenzione nella visione) la sconfitta del 26 maggio per non dimenticare mai il punto più basso. La Roma di Spalletti dopo il 7-1 a Manchester venne in conferenza a chiedere scusa e tutti i suoi giocatori dissero una cosa: "Non dobbiamo dimenticare l'Old Trafford". Una sconfitta può essere un patrimonio se la trasformi in qualcos'altro. Se prendi il dolore e ci metti le mani dentro. Se immagini e senti le lacrime, anche quelle inghiottite dentro, dei tuoi tifosi. Se pensi ai ragazzini che sono andati a scuola con la sciarpetta prima della partita e, ancor di più, dopo quella partita. Se ascoltaste tutti i "Forza Roma" chiusi dentro alla gola, se capiste veramente che cos'è la Roma. Tutti si appendano la foto della Curva Sud davanti agli armadietti e negli uffici, sognando di diventare loro: i tifosi della Roma che hanno esposto domenica questo striscione: "Il cielo si oscurò con i colori di Roma". Un esercito di Shakespeare. Oggi è 30 maggio e il 30 maggio fra le sue tantissime altre cose - le cose della vita quelle che fanno piangere i poeti - ci ha insegnato che c'è sempre un'altra partita. C'è sempre anche quando non sembra. C'è stata anche dopo il 30 maggio. Era un 26 (di giugno) è stata l'ultima volta che Agostino Di Bartolomei ha giocato con la Roma. La sua maglia non aveva il suo nome, perché lui era quella maglia. L'ultima cosa che ha fatto è alzare al cielo la Coppa Italia. È l'ultima cosa che ha toccato Agostino, quella Coppa. Stella poi c'è diventato lui. E quella Stella noi non la perderemo mai. Forza Roma.


NON SANNO PIU' A CHE STELLA ATTACCASSE !

cielobiancoblu

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Citazione di: Zoppo il 31 Mag 2013, 12:22
Confermo...
Ci lavoro a due metri...
Oggi era chiuso...
Quindi penso abbia chiuso definitivamente...

Fichissima la scritta sulla saracinesca.

quindi stai ......al bar o alla pizzeria ?

Zoppo

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Citazione di: cielobiancoblu il 31 Mag 2013, 12:31
quindi stai ......al bar o alla pizzeria ?

Due metri per modo di dire...
Stò a Largo preneste...

cielobiancoblu

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* 2.412
Registrato
Citazione di: Zoppo il 31 Mag 2013, 12:33
Due metri per modo di dire...
Stò a Largo preneste...

te l'ho chiesto perchè se al bar quando me capitava de passare per lavoro potevamo brindare alla .....stelletta :beer: :beer: :beer: :beer: :beer:

arturo

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Bravo cagnetto, ha rivisitato tutte le umiliazioni del rioma, ci prova gusto ad elencarle... :asrm

Zoppo

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Citazione di: cielobiancoblu il 31 Mag 2013, 12:35
te l'ho chiesto perchè se al bar quando me capitava de passare per lavoro potevamo brindare alla .....stelletta :beer: :beer: :beer: :beer: :beer:

Lo si può fare comunque... :beer:

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titolotito

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Citazione di: Giorgio 1971 il 31 Mag 2013, 12:23
TONINO CAGNUCCI
.......... hanno esposto domenica questo striscione: "Il cielo si oscurò con i colori di Roma". Un esercito di Shakespeare. Oggi è 30 maggio.............


NON SANNO PIU' A CHE STELLA ATTACCASSE !

No, no, questi nun li ripjamo più.......

:since :asrm :since

cielobiancoblu

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Citazione di: Zoppo il 31 Mag 2013, 12:43
Lo si può fare comunque... :beer:

se me capita volentieri....

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