asroma's A Series of Unfortunate Events

Aperto da gesulio, 03 Giu 2013, 14:01

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Aquila1

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MEA CULPA! 2/6 anche io non credevo al fatto che facessero tanto schifo
quindi nelle supercoppe scendono a
2/6 33.33%
e nel TOTALE, udite udite

11/25    44.00%



Aquila1

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Citazione di: PhilWoods il 03 Giu 2013, 15:07
Potrei sbagliare, ma credo che lo storico ("annamo a fà la storia") 7-1 sia stato all'andata. :DD
no, era il ritorno, oramai de sveje ne hanno prese così tante che non ci si riesce di staje appresso.....

Dusk

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Citazione di: PhilWoods il 03 Giu 2013, 15:07
Potrei sbagliare, ma credo che lo storico ("annamo a fà la storia") 7-1 sia stato all'andata. :DD


No no. Andata vittoria 2-1 all'Olimpico, toni trionfalistici, marcia spianata verso la Finale.
La Sannippoli che a fine gara intervista Van Der Saar chiedendogli non della partita, ma del cucchigliaglio di tonti agli europei di 7 anni prima....

gesulio

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Citazione di: ciceruacchio il 03 Giu 2013, 14:20
però messa così sembra quasi l'armata brancaleone. e non è vero.

in molti degli anni citati, a fronte della "disavventura" c'è anche un trofeo conquistato.

nel 1979-80, che non hai citato, una coppa italia vinta ai rigori..e che rigori!! col torino che fallisce il match point due volte.

nel 1980-81 c'è si il carl zeiss ma anche un'altra coppa italia vinta.

nel 1983-84 c'è il liverpool ma un mese dopo altra coppa italia vinta.

nel 1985-86 c'è il lecce e un'altra coppa italia.

nel 1990-91 c'è l'inter e...l'ennesima coppa italia.

stessa situazione per le stagioni 2006-07 e 2007-08 in cui c'è pure una supercoppa italiana.

non ci fosse stato questo saremmo tutti in analisi.

ma sì, per carità, avete pure vinto.
il problema è la modalità incredibile con cui avete perso quelle citate. siete usciti anche altre volte, col Pana nell'ultima EL a cui avete partecipato, ricordo il Villarreal, il Karlsruhe, ecc. ecc.
quelle da me indicate sono le eliminazioni o sconfitte assurde, vuoi per come sono andate le partite, vuoi per la vostra incredibile coazione a ripetere, soprattutto i tracolli casalinghi. e sono davvero un numero mostruoso, in così poco tempo, in fin dei conti si parla dell'ultimo trentennio.

poi di' che nun sete "letteralmente" coatti...  :p


Citazione di: PhilWoods il 03 Giu 2013, 15:07
Potrei sbagliare, ma credo che lo storico ("annamo a fà la storia") 7-1 sia stato all'andata. :DD

sbagli.  ;)

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jp1900

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Citazione di: ciceruacchio il 03 Giu 2013, 14:20
però messa così sembra quasi l'armata brancaleone. e non è vero.

in molti degli anni citati, a fronte della "disavventura" c'è anche un trofeo conquistato.

nel 1979-80, che non hai citato, una coppa italia vinta ai rigori..e che rigori!! col torino che fallisce il match point due volte.

nel 1980-81 c'è si il carl zeiss ma anche un'altra coppa italia vinta.

nel 1983-84 c'è il liverpool ma un mese dopo altra coppa italia vinta.

nel 1985-86 c'è il lecce e un'altra coppa italia.

nel 1990-91 c'è l'inter e...l'ennesima coppa italia.

stessa situazione per le stagioni 2006-07 e 2007-08 in cui c'è pure una supercoppa italiana.

non ci fosse stato questo saremmo tutti in analisi.
Ci stai dicendo che il vostro "palmares" da cui deducete di essere l'unica squadra della Capitale deriva da un pugno di Coppe Italia vinte negli anni 80 (quando le strisciate non se le filavano proprio) e qualcosa vinta negli anni in cui avevate fatto piazza pulita dei concorrenti con le intercettazioni "filtrate" di Calciopoli?

ciceruacchio

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Citazione di: Aquila1 il 03 Giu 2013, 15:04
vero, ne hanno vinte due su 5 eppoi oltre ai numeri ci sarebbe da discutere sualla QUALITA', due coppe europee valgono tutte le 11 coppette vinte dalla rioma, mentre perderne 2 su 2 NON HA PREZZO!

diciamo però che mentre la coppa delle coppe ha un valore assoluto, stessa cosa non si può dire per la supercoppa europea. queste competizioni business, che trovano il loro massimo splendore in quella specie di farsa chiamata coppa intercontinentale. già il fatto che una competizione si giochi in una sola partita "scade" al livello dei campionati inizio 900, poco più che un valore statistico. è una mia opinione!! la pensavo così già dai tempi in cui le vinceva la juventus. chiaramente stesso discorso x la supercoppa italiana.

leomeddix

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Citazione di: PhilWoods il 03 Giu 2013, 15:07
Potrei sbagliare, ma credo che lo storico ("annamo a fà la storia") 7-1 sia stato all'andata. :DD

Manchester-Roma 09/04: IO ci CREDO!!

"Più forti pure der destino...se de destino s'è trattato
e comunque annamo lì e famo er risurtato ...
...come la Roma solo sa fà
e come a Madrid che ancora se lo stanno a ricordà,
co sta squadra de leoni,
e sperando che stavorta nun se sbaja Doni
senza troppe parole e cor core in mano
forza ragazzi che je la famo"

'Noi ci crediamo...FORZA ROMA SEMPRE'

(dar Pirata)


Er pirata ci ha inviato questo pensiero/poesia che fa capire il suo ma anche nostro stato d'animo in vista della gara di ritorno di Manchester di mercoledi prossimo. Insomma ragazzi, giocarsela dobbiamo assolutamente. Perchè non provarci? E tu ci credi??[/i]

jp1900

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Citazione di: ciceruacchio il 03 Giu 2013, 15:13
diciamo però che mentre la coppa delle coppe ha un valore assoluto, stessa cosa non si può dire per la supercoppa europea. queste competizioni business, che trovano il loro massimo splendore in quella specie di farsa chiamata coppa intercontinentale. già il fatto che una competizione si giochi in una sola partita "scade" al livello dei campionati inizio 900, poco più che un valore statistico. è una mia opinione!! la pensavo così già dai tempi in cui le vinceva la juventus. chiaramente stesso discorso x la supercoppa italiana.
Essù, spacciate per trofeo la Coppa delle Fiere e ora dici che la Supercoppa Europea ha un valore relativo?

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ciceruacchio

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Citazione di: jp1900 il 03 Giu 2013, 15:12
Ci stai dicendo che il vostro "palmares" da cui deducete di essere l'unica squadra della Capitale deriva da un pugno di Coppe Italia vinte negli anni 80 (quando le strisciate non se le filavano proprio) e qualcosa vinta negli anni in cui avevate fatto piazza pulita dei concorrenti con le intercettazioni "filtrate" di Calciopoli?

mancano gli scudetti. che saranno pochissimi rispetto alle partecipazioni, ma esistono.

spook

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Citazione di: StylishKid il 03 Giu 2013, 14:59
A Cicerua' dai, sforzete!

Non ce la fa. Nonostante sia il prodotto di uno sforzo (appunto) dell'intestino crasso...

StylishKid

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Non sono d'accordo.
Io restituirei dignità a quel trofeo quasi dimenticato che è la Coppa delle Fiere.

Del resto a scuola mi hanno sempre detto che è l'antenata della Coppa delle Coppe.

Giusto no?!

ciceruacchio

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insomma, per dire, la statistiche contano ma fino ad un certo punto.

la Lazio segue una linea logica. competitività = vittoria nel 70% delle situazioni.

la Roma in un rapporto percentuale è molto al di sotto, a parziale giustificazione è chiaro che più volte "partecipi" e più volte rischi. ne sono anche dimostrazione i troppi secondi posti in campionato.

un discorso simile si potrebbe farlo per la parte europea della juventus, che in base alle partecipazioni e alla competitività poteva avere un palmares ben più ricco (e su una parte di quello che ha lasciamo stare che è meglio).




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genesis

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Questa le batte tutte.
Una storia incredibile di cui ero a conoscenza ma non nei termini precisi.

http://controcalcio.wordpress.com/2013/01/09/roma-gornik-zabrze-latroce-beffa-ai-tempi-della-tv-in-bianco-e-nero/

In Europa però la Roma suona un'altra musica: disputando la Coppa delle Coppe grazie al successo nella Coppa Italia del 1969, i giallorossi arrivano in semifinale eliminando in serie i nordirlandesi dell'Ards, gli olandesi del PSV Eindhoven ed i turchi del Goztepe. Il sorteggio tra le prime quattro sembra sorridere alla formazione del "mago" Herrera. Due delle grandi favorite per la vittoria finale, il Manchester City e lo Schalke 04, si scontrano fra di loro. Alla Roma toccano in sorte i polacchi del Gornik Zabrze, temibili ma meno quotati di tedeschi ed inglesi. All'andata all'"Olimpico", però, il primo aprile del 1970, i giallorossi non riescono a passare: si chiude sull'uno a uno (Banas sorprende Ginulfi nel primo tempo, la Roma risponde nella ripresa con Salvori), ed il match di quindici giorni dopo in Polonia, a Katowice, assume contorni insidiosi. La Roma, con davanti la prospettiva della possibile prima finale europea della propria storia, sfodera però una prestazione di carattere, imponendo il pari al Gornik ai supplementari, grazie ad una rete siglata ad un minuto dalla fine da Scaratti. Si chiude sul 2-2, e all'epoca i calci di rigore non sono previsti.

E' necessaria la ripetizione, una settimana dopo, sul campo neutro di Strasburgo. Ed è lì che la nostra storia assume contorni incredibili, soprattutto per chi è rimasto a Roma per seguire la partita trasmessa dalla RAI. Il match si risolve infatti con un nuovo pareggio: al gol polacco di Lubanski risponde Fabio Capello su calcio di rigore, si va di nuovo ai supplementari ma il risultato non cambia ancora. Non è prevista però un'ulteriore ripetizione, ma il lancio della monetina, consuetudine a quei tempi, seppur crudele, per decidere chi deve andare avanti in una manifestazione calcistica. L'Italia raggiunse così la finale degli Europei del 1968 eliminando l'URSS in semifinale, e proprio la Roma negli ottavi di quella edizione di Coppa delle Coppe si sbarazzò grazie al sorteggio del PSV Eindhoven.

I capitani si avvicinano al centro del campo, l'arbitro lancia la moneta, e la raccoglie. Sono attimi di tensione, in particolar modo per chi da Roma segue la diretta tv e vede arrivare dalla Francia immagini sfocate e poco chiare del sorteggio. Ma ad esultare, dopo che l'arbitro mostra la fatidica monetina, sono le maglie scure nel bianco e nero televisivo, ovvero quelle della Roma. Nei salotti della Capitale l'esultanza è sfrenata e dura per decine di secondi. Poi, piano piano, la voce del cronista che aveva lui stesso annunciato la festa delle maglie giallorosse, riporta tutti alla realtà: la moneta ha detto Gornik, saranno i polacchi ad affrontare il Manchester City in finale. Com'è possibile? Semplicemente, prima del sorteggio molti giocatori si erano scambiati la maglia: i calciatori con la divisa della Roma esultanti erano dunque in realtà quelli del Gornik. Una beffa atroce, e ancor di più lo è stata per i tifosi che, alla vista dei festeggiamenti giallorossi, hanno spento immediatamente il televisore per riversarsi in strada, a festeggiare il raggiungimento della finale. In un'epoca senza riscontri possibili con internet, televideo ed altri mezzi, fu il giornale del mattino a comunicare loro che la Roma, in verità, aveva perso...


Tarallo

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Nessuno ha affinato l'arte dell'Atroce Dilemma come loro.
Sono il Caravaggio della presanderculo, gli Schubert dell'attaccassearcazzo.
Ma come faranno?

Blueline

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Citazione di: StylishKid il 03 Giu 2013, 15:21
Non sono d'accordo.
Io restituirei dignità a quel trofeo quasi dimenticato che è la Coppa delle Fiere.

Del resto a scuola mi hanno sempre detto che è l'antenata della Coppa delle Coppe.

Giusto no?!
Tra antenato/discendente ci deve essere una somiglianza, cosa che non c'è: uno era un torneo ad inviti(i zozzi arrivarono noni l'anno prima), l'altro un torneo dove partecipano le squadre meglio piazzate in campionato, inizialmente dal secondo al terzo.

iDresda

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Citazione di: Tarallo il 03 Giu 2013, 15:40
Nessuno ha affinato l'arte dell'Atroce Dilemma come loro.
Sono il Caravaggio della presanderculo, gli Schubert dell'attaccassearcazzo.
Ma come faranno?

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

Blueline

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Citazione di: genesis il 03 Giu 2013, 15:34
Questa le batte tutte.
Una storia incredibile di cui ero a conoscenza ma non nei termini precisi.

http://controcalcio.wordpress.com/2013/01/09/roma-gornik-zabrze-latroce-beffa-ai-tempi-della-tv-in-bianco-e-nero/

In Europa però la Roma suona un'altra musica: disputando la Coppa delle Coppe grazie al successo nella Coppa Italia del 1969, i giallorossi arrivano in semifinale eliminando in serie i nordirlandesi dell'Ards, gli olandesi del PSV Eindhoven ed i turchi del Goztepe. Il sorteggio tra le prime quattro sembra sorridere alla formazione del "mago" Herrera. Due delle grandi favorite per la vittoria finale, il Manchester City e lo Schalke 04, si scontrano fra di loro. Alla Roma toccano in sorte i polacchi del Gornik Zabrze, temibili ma meno quotati di tedeschi ed inglesi. All'andata all'"Olimpico", però, il primo aprile del 1970, i giallorossi non riescono a passare: si chiude sull'uno a uno (Banas sorprende Ginulfi nel primo tempo, la Roma risponde nella ripresa con Salvori), ed il match di quindici giorni dopo in Polonia, a Katowice, assume contorni insidiosi. La Roma, con davanti la prospettiva della possibile prima finale europea della propria storia, sfodera però una prestazione di carattere, imponendo il pari al Gornik ai supplementari, grazie ad una rete siglata ad un minuto dalla fine da Scaratti. Si chiude sul 2-2, e all'epoca i calci di rigore non sono previsti.

E' necessaria la ripetizione, una settimana dopo, sul campo neutro di Strasburgo. Ed è lì che la nostra storia assume contorni incredibili, soprattutto per chi è rimasto a Roma per seguire la partita trasmessa dalla RAI. Il match si risolve infatti con un nuovo pareggio: al gol polacco di Lubanski risponde Fabio Capello su calcio di rigore, si va di nuovo ai supplementari ma il risultato non cambia ancora. Non è prevista però un'ulteriore ripetizione, ma il lancio della monetina, consuetudine a quei tempi, seppur crudele, per decidere chi deve andare avanti in una manifestazione calcistica. L'Italia raggiunse così la finale degli Europei del 1968 eliminando l'URSS in semifinale, e proprio la Roma negli ottavi di quella edizione di Coppa delle Coppe si sbarazzò grazie al sorteggio del PSV Eindhoven.

I capitani si avvicinano al centro del campo, l'arbitro lancia la moneta, e la raccoglie. Sono attimi di tensione, in particolar modo per chi da Roma segue la diretta tv e vede arrivare dalla Francia immagini sfocate e poco chiare del sorteggio. Ma ad esultare, dopo che l'arbitro mostra la fatidica monetina, sono le maglie scure nel bianco e nero televisivo, ovvero quelle della Roma. Nei salotti della Capitale l'esultanza è sfrenata e dura per decine di secondi. Poi, piano piano, la voce del cronista che aveva lui stesso annunciato la festa delle maglie giallorosse, riporta tutti alla realtà: la moneta ha detto Gornik, saranno i polacchi ad affrontare il Manchester City in finale. Com'è possibile? Semplicemente, prima del sorteggio molti giocatori si erano scambiati la maglia: i calciatori con la divisa della Roma esultanti erano dunque in realtà quelli del Gornik. Una beffa atroce, e ancor di più lo è stata per i tifosi che, alla vista dei festeggiamenti giallorossi, hanno spento immediatamente il televisore per riversarsi in strada, a festeggiare il raggiungimento della finale. In un'epoca senza riscontri possibili con internet, televideo ed altri mezzi, fu il giornale del mattino a comunicare loro che la Roma, in verità, aveva perso...


HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA........proprio sfigati......

gesulio

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Citazione di: Tarallo il 03 Giu 2013, 15:40
Nessuno ha affinato l'arte dell'Atroce Dilemma come loro.
Sono il Caravaggio della presanderculo, gli Schubert dell'attaccassearcazzo.
Ma come faranno?

è questo in effetti il senso più profondo del topic.

campionati sfumati contro le ultime in classifica, partite stravinte e poi perse, goleade mostruose, coppe alzate in faccia a catinelle, record memorabili come numero di derby persi in stagione, rigori decisivi magnati sotto la sud, squadrette cecoslovacche che passano il turno all'olimpico, serie ripetute di sconfitte contro gli stessi avversari a distanza di una stagione. e poi montagne di partite della vita perse all'olimpico, l'ultima delle quali la più classica delle ciliege sulla torta...

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arkham

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OT Del Palmares delle squadre Romane
Io l'ho sempre detto e non cambio idea dopo il 26 maggio e la diaspora deidarzanelli: per me i palmares delle due sqadre, più o meno, si equivalgono.
Due Coppe Europee valgono almeno scudetto in più che hanno loro, quanto a titoli nazionali tra Coppe e Supercoppe mi pare che si sia più o meno alla pari.
Si, insomma, tre coppe italia in più, ma una supercoppa in meno, zero titoli europei e uno scudetto dubbio e datato 70 anni.
E quando tirano fuori la Coppa delle Fiere, io metto nel conto la Coppa delle Alpi e stiamo di nuovo pari.
La differenza è che loro si credono il Real Madrid al cospetto del Rayo Vallecano (nemmeno l'Atletico!), mentre la storia del calcio dice qualcosa di molto diverso.
le statistiche poi, dicono pure che il trend, ormai anche sul medio periodo, è chiaro: le cose per cui si sentono in vantaggio sono vecchie di decenni (lo scudo del '42, gli undiciannidebbi che sono passato anche li' 25/26 anni) o sono incrinate dai risultati (loro hanno 9 Coppe Italia contro le nostre 6, ma dal 1998 in poi noi ne abbiamo vinte 5 su 15, nessuna squadra ha fatto tanto). A tutto ciò aggiungi i successi in Coppa delle Coppe e Supercoppa Europea e le tre Supercoppe di Lega (contro le loro 2) che invece sono legati al calcio recente.
Insomma: Siamo più o meno alla pari, ma i successi di cui si fanno belli loro glieli hanno raccontati, noi i nostri li abbiamo in larghissima parte, se non tutti, vissuti in prima persona.
Ecco le statistiche dal 1993 ad oggi (venti anni)
Lazio                                   rioma
1 scudetto                          1 scudetto
5 Coppa Italia (di cui una arzata in faccia)                 2 Coppa Italia
3 Supercoppa di Lega          2 Supercoppa di Lega
1 Coppa delle Coppe           1 Cippa de Merlo
1 Supercoppa Europea        1 Supercippa de radica de noce.

Venti anni sono tanti. La Lazio ha dimostrato di poter vincere anche dopo il ciclone Cragnotti, che in tre anni cambiò la nostra storia. Mala tempora currunt, riommico sborone!
EOT

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Citazione di: genesis il 03 Giu 2013, 15:34
Questa le batte tutte.
Una storia incredibile di cui ero a conoscenza ma non nei termini precisi.

http://controcalcio.wordpress.com/2013/01/09/roma-gornik-zabrze-latroce-beffa-ai-tempi-della-tv-in-bianco-e-nero/

In Europa però la Roma suona un'altra musica: disputando la Coppa delle Coppe grazie al successo nella Coppa Italia del 1969, i giallorossi arrivano in semifinale eliminando in serie i nordirlandesi dell'Ards, gli olandesi del PSV Eindhoven ed i turchi del Goztepe. Il sorteggio tra le prime quattro sembra sorridere alla formazione del "mago" Herrera. Due delle grandi favorite per la vittoria finale, il Manchester City e lo Schalke 04, si scontrano fra di loro. Alla Roma toccano in sorte i polacchi del Gornik Zabrze, temibili ma meno quotati di tedeschi ed inglesi. All'andata all'"Olimpico", però, il primo aprile del 1970, i giallorossi non riescono a passare: si chiude sull'uno a uno (Banas sorprende Ginulfi nel primo tempo, la Roma risponde nella ripresa con Salvori), ed il match di quindici giorni dopo in Polonia, a Katowice, assume contorni insidiosi. La Roma, con davanti la prospettiva della possibile prima finale europea della propria storia, sfodera però una prestazione di carattere, imponendo il pari al Gornik ai supplementari, grazie ad una rete siglata ad un minuto dalla fine da Scaratti. Si chiude sul 2-2, e all'epoca i calci di rigore non sono previsti.

E' necessaria la ripetizione, una settimana dopo, sul campo neutro di Strasburgo. Ed è lì che la nostra storia assume contorni incredibili, soprattutto per chi è rimasto a Roma per seguire la partita trasmessa dalla RAI. Il match si risolve infatti con un nuovo pareggio: al gol polacco di Lubanski risponde Fabio Capello su calcio di rigore, si va di nuovo ai supplementari ma il risultato non cambia ancora. Non è prevista però un'ulteriore ripetizione, ma il lancio della monetina, consuetudine a quei tempi, seppur crudele, per decidere chi deve andare avanti in una manifestazione calcistica. L'Italia raggiunse così la finale degli Europei del 1968 eliminando l'URSS in semifinale, e proprio la Roma negli ottavi di quella edizione di Coppa delle Coppe si sbarazzò grazie al sorteggio del PSV Eindhoven.

I capitani si avvicinano al centro del campo, l'arbitro lancia la moneta, e la raccoglie. Sono attimi di tensione, in particolar modo per chi da Roma segue la diretta tv e vede arrivare dalla Francia immagini sfocate e poco chiare del sorteggio. Ma ad esultare, dopo che l'arbitro mostra la fatidica monetina, sono le maglie scure nel bianco e nero televisivo, ovvero quelle della Roma. Nei salotti della Capitale l'esultanza è sfrenata e dura per decine di secondi. Poi, piano piano, la voce del cronista che aveva lui stesso annunciato la festa delle maglie giallorosse, riporta tutti alla realtà: la moneta ha detto Gornik, saranno i polacchi ad affrontare il Manchester City in finale. Com'è possibile? Semplicemente, prima del sorteggio molti giocatori si erano scambiati la maglia: i calciatori con la divisa della Roma esultanti erano dunque in realtà quelli del Gornik. Una beffa atroce, e ancor di più lo è stata per i tifosi che, alla vista dei festeggiamenti giallorossi, hanno spento immediatamente il televisore per riversarsi in strada, a festeggiare il raggiungimento della finale. In un'epoca senza riscontri possibili con internet, televideo ed altri mezzi, fu il giornale del mattino a comunicare loro che la Roma, in verità, aveva perso...


Mai schiavi di una tv in bianco e nero!

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