Chi a questo giorno sopravviverà ed avrà la fortuna d'invecchiare, ogni anno, alla vigilia della festa, radunerà i vicini intorno a sé: "Domani è il 26 maggio", dirà e rimboccandosi le maniche ed esibendo i nostri colori: "Queste son le sciarpe che ho portato nel dì del trionfo".
I vecchi sono facili all'oblio, ma lui avrà obliato tutto il resto, non però la memoria di quel giorno, anzi infiorando un poco quel ricordo per quel che ha fatto lui personalmente.
E allora i nostri nomi, alle sue labbra già stati famigliari - Lulic, e Petkovic, Marchetti, Candreva, Onazi, Klose, e Ledesma - gli ritorneranno vivi alla mente tra i boccali colmi, e il brav'uomo tramanderà a suo figlio questa nostra vicenda.
Ed i laziali, da questo giorno alla fine del mondo non passeranno più la loro festa senza che insieme a loro non s'abbia a ricordarsi anche di noi; di questi noi felicemente pochi, di questa nostra banda di fratelli: perché chi oggi sarà a tifare al mio fianco sarà per me per sempre mio fratello e questo giorno lo nobiliterà; e coloro che ora dormono ancor nei loro letti, si dovranno reputare sfortunati per non essere stati qui quest'oggi, e si dovranno sentire sminuiti perfino nella essenza d'uomini quando si troveranno ad ascoltare alcuno ch'abbia con noi tifato quando gli alzeremolacoppainfaccia!
William Shakespeare