Ho visto ieri sera Lazio-Chievo semifinale del Campionato Primavera. Non mi era mai capitato di vedere la Lazio dei "piccoli", se non l'anno scorso, la Finale-scudetto con l'Inter.
Be', l'impressione che ho avuto l'anno passato, e cioè che i ragazzi dell'Inter solo a vederli, sembrassero superiori ai nostri, più grandi, più "piazzati" (e infatti vinsero facile), me l'hanno confermata ieri i nostri, contro il Chievo.
I giovanotti di Bollini non hanno dominato, la partita alla fine l'ha fatta il Chievo. Ma hanno vinto per manifesta superiorità e non sono d'accordo coi telecronisti di SportItalia che sottolineavano più volte come il 3 a 0 (diventato 3 a 1 per un rigoretto all'ultimo secondo) fosse troppo "punitivo".
Il 3 a 0 c'era tutto, i giocatori della Lazio erano evidentemente, limpidamente più forti.
Non mi è piaciuto tanto il gioco. Andavamo avanti a folate, contropiedi micidiali e velocissimi, ma in possesso palla mi sembrava non scorrere. L'impressione è che mancasse il centravantone, il Klose per capirci, quello capace di catalizzare il (notevolissimo) gioco di accerchiamento di Keita, Tunkara, Antic e Cataldi. Forse Rozzi (o Lombardi?) hanno quel ruolo, non ho termini di giudizio.
Mi è piaciuto Keita, davvero di categoria superiore, Antic e il centrale Lituano (non mi ricordo il nome). Ma più di tutti mi è sembrato assolutamente "pronto" per la Serie A, Falasca.
Davvero molto bravo, corre, marca, mena, sa far ripartire la squadra. Un Tata Gonzalez più fisico, a mio parere.
A detta sempre dei telecronisti è uno dei più grandi (sopra ai vent'anni, se ho capito bene), ed ha già una gran bella esperienza del Campionato Primavera, avendo giocato anche in altre squadre.
Mi piacerebbe saperne di più. Se Petko l'ha già preso in considerazione, come credo abbia già fatto con Crecco, un altro di ottime prospettive.