Sono passati 11 (U-N-D-I-C-I) anni da quando una cellula avanguardista e clandestina di Lazionet s'insinuò nottetempo nel campeggio di Montecchio Emilia dove di lì a poco si sarebbero svolti i Mondiali Antirazzisti di calcio. Gesulio e Zack, questo il nome dei due intrepidi netters, incuranti del pericolo misero a serio rischio la loro verginincolumità fisica chiedendo agli organizzatori di poter iscrivere al torneo una squadra di tifosi della Lazio. Era l'afoso luglio del 2002. AvDopo Cristo. A benedire l'evento ci pensò una madrina d'eccezione: l'eterea Pag. E Start Lazionet fu.
La nostra avventura ai Mondiali Antirazzisti comincia così. Due sedicenti calciatori (!?), una tifosa d'eccezione e qualche maglietta della Lazio da regalare ai volenterosi regazzetti reclutati di partita in partita per raggiungere il numero legale.
E soprattutto, tanta diffidenza nei nostri confronti. A volte anche rabbia. Chiedevano i tifosi/calciatori delle altre squadre (i più gentili...): i Laziali sono tutti razzisti, che ci fanno qui? La risposta, grazie anche all'intelligenza degli organizzatori, gliela abbiamo data di anno in anno nella maniera più semplice possibile. Con una partecipazione assidua a tutte le edizioni. Prima a Montecchio, poi a Casalecchio.
Dal 2011 infine, a Bosco Albergati (Castelfranco Emilia - Modena).
Dal 4 al 7 luglio di quest'anno Lazionet ci sarà. Ancora una volta. E fanno 12. (www.mondialiantirazzisti.org/mondiali/)
Perché Start Lazionet?
Il nome adottato dalla nostra squadra è un omaggio ai personaggi di una delle mille eroiche storie che hanno contrassegnato gli anni bui del dominio nazista sull'Europa. Start infatti è il nome della squadra di prigionieri ucraini che nel 1942 sfidò la rappresentativa della Luftwaffe a Kiev, nella finale di un torneo di calcio che vide opporsi squadre di varie nazionalità, per la maggior parte composte da prigionieri dei campi di lavoro nazisti. Una squadra che, nonostante la minaccia di morte che incombeva loro in caso di vittoria, decise di non abbassare la testa di fronte al nemico nazista ed entrò in campo per vincere. Il match si concluse sul risultato di 5 a 3 per la Start e i nazisti non tardarono nel mettere in atto la loro rappresaglia: direttamente sul campo cadde il primo martire, Korotchich, torturato e poi fucilato. Alcuni altri membri vennero trucidati più avanti, nel giro di un mese, mentre i più "fortunati" trovarono il trasferimento in un campo di prigionia ben più duro di quello in cui erano fino a quel momento internati.
Non siamo fascisti, non siamo razzisti. Siamo Laziali. In questa frase il senso più intimo e profondo della nostra partecipazione pluriennale ai Mondiali Antirazzisti.
Sempre Forza Lazio.
Con il cielo per bandiera.
Lazio.net